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22:27 venerdì 20 marzo 2026
Chopper, il medico della ciurma Cappello di Paglia in One Piece, è stato nominato ambasciatore di Medici Senza Frontiere «La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
La foto che tutti i giornali stanno pubblicando negli articoli sulla vera identità di Banksy non ritrae Banksy ma un tizio qualunque fotografato mentre lavorava vicino a un’opera di Banksy L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».
Al trailer di Spider-Man: Brand New Day è bastato un giorno per diventare il trailer più visto di tutti i tempi Ha totalizzato 718 milioni di visualizzazioni in 24 ore, sbriciolando il precedente record detenuto dal trailer di No Way Home.
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.
Un marinaio della portaerei francese Charles de Gaulle ne ha rivelato a tutti l’esatta posizione loggando la sua corsetta mattutina su Strava Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.
C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico.
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.

Tornare in negozio

Con la fase 2 hanno riaperto anche i negozi di abbigliamento, purché siano garantite le misure di sicurezza sanitaria. Ma la sfida per la moda sarà molto più grande.

26 Maggio 2020

La decisione è stata sul tavolo fino all’ultimo minuto, specialmente in Lombardia, ma dal 18 maggio tutti i negozi alla fine hanno riaperto, compresi quelli di abbigliamento e accessori, a patto che rispettassero una serie di misure atte a garantire la sicurezza di chi lavora e di chi compra. La moda, dopo due mesi di conversazione sulla necessità di rallentamento, ora pensa soprattutto a recuperare il tempo e le vendite perdute. Fare shopping, però, sarà inevitabilmente diverso. Entrare in un negozio è un rito a cui eravamo pienamente assuefatti: avevamo smesso di renderci conto che significava accedere a uno spazio studiato nel dettaglio per farci sentire a nostro agio. La pulizia e la sanificazione degli ambienti costituivano un elemento fondamentale di questa costruzione, ma lo era altrettanto la loro impercettibilità. Da oggi, invece, entreremo in spazi in cui quegli elementi dovranno essere ben apparenti e percepibili anche all’occhio più distratto.

La Rinascente ha disposto un piano di sicurezza specifico per ognuno dei suoi store: in generale, gli ingressi avverranno in maniera scaglionata e con percorsi di entrata e uscita alternati, i visitatori saranno sottoposto alla lettura della temperatura corporea, forniti di mascherina se sprovvisti e avranno a disposizione diverse postazioni di gel disinfettante, gli addetti garantiranno il rispetto delle distanze interpersonali e impediranno la formazione di assembramenti. Le superfici verranno sanificate continuamente, così come gli abiti. Disposizioni simili saranno attuate nei punti vendita del gruppo Inditex (Zara, Bershka, Stradivarius, Pull&Bear, Oysho, Massimo Dutti): ingressi contingentati, garanzia del distanziamento sociale, indicatori di percorso a terra e igienizzazione dei prodotti provati o restituiti. Modes, neonato multibrand in piazza Risorgimento a Milano, oltre a tutto questo attiverà anche un servizio concierge per l’organizzazione di appuntamenti e il rafforzamento di servizi già in essere, come quello che permette di ritirare i prodotti acquistati online, oppure di selezionarli e poi provarli dal vivo con la consulenza di un personal shopper. Anche Armani darà la possibilità di accedere su appuntamento, scegliendo data e ora sul sito.

Le misure di sicurezza sembrano essere omologate e accolte con impegno da tutti i player, ma se e come ricominceremo a comprare è ancora tutto da capire. I dati dei Paesi che hanno già riaperto raccontano che entrano meno persone e che chi lo fa tendenzialmente compra tanto. In Cina però le vendite al dettaglio sono diminuite di un quinto durante i primi due mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e i risultati delle prime settimane di riapertura dicono che non basterà il “revenge buying” a salvare gli store, mentre i grandi brand puntano sulle nuove tendenze dell’ecommerce. In Francia l’amministratore delegato di Galeries Lafayette ha dichiarato di non aspettarsi un ritorno alla normalità prima del 2021, anche perché l’apertura dei punti vendita di oltre 40mila metri quadrati nella regione dell’Île-de-France è stata rimandata al 10 luglio. Negli Stati Uniti Macy’s ha già cominciato a riaprire i punti vendita negli stati che lo permettono, ma non si aspetta che un 15-20 per cento di attività, almeno per i primi tempi. Patagonia invece ha scelto di essere il primo a chiudere e l’ultimo a riaprire, ma d’altronde il suo è un modello di business piuttosto unico, come racconta il New York Times.

Nel frattempo proprio negli Stati Uniti i retailer sono crollati per primi sotto il peso della chiusura forzata. A maggio Neiman Marcus ha chiesto l’amministrazione straordinaria, Nordstrom ha annunciato la chiusura di 16 punti vendita (ne restano 100) e Opening Ceremony ha salutato i suoi clienti con un post su Instagram. Ma non c’entra solo il virus. Come ha spiegato in un’intervista a Wwd Jill Standish, Senior Managing Director per il Global Retail di Accenture, l’evoluzione del comportamento di acquisto, l’eccesso di negozi, la poca digitalizzazione e modelli stagionali obsoleti avevano già innescato la crisi. Oltre al necessario piano di sicurezza, dunque, i retailer avranno bisogno di un ripensamento dell’esperienza di acquisto. Andrà meglio chi stava già lavorando in un’ottica omnichannel, che coinvolge cioè sia l’esperienza d’acquisto fisica che quella digitale. Riemergeremo infatti da oltre 60 giorni di shopping online, come non ne avevamo mai fatto in Italia: secondo una ricerca Nielsen, solo nella settimana tra il 24 febbraio e l’1 marzo le vendite online sono aumentate dell’81 per cento, nella settimana tra il 23 e il 29 marzo del 162 per cento.

Vincerà dunque chi saprà comprendere che oggi – molto più di prima – non faremo distinzione tra l’acquisto fisico e quello digitale. O meglio, che l’uno dipenderà dall’altro. Non si tratta (solo) di avere schermi in store con assistenti virtuali capaci di suggerire abbinamenti di look, come già succede nel punto vendita Zara di corso Vittorio Emanuele II, a Milano. L’analisi dei dati diventerà parte essenziale di molti aspetti della strategia retail, dalla verifica continua della sostenibilità del singolo punto vendita alla personalizzazione dell’esperienza. E l’utilizzo di quei dati sarà centrale anche per integrare al meglio il tempo che dedichiamo allo shopping, dal momento passato sul divano sfogliando l’app sul nostro smartphone a quello, finalmente, in negozio.

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