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LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.

Natale coi Culkin

È dal 1990 che siamo abituati a festeggiare con loro, che compaiono entrambi in Mamma ho perso l'aereo, ma poi c'è stato Succession.

23 Dicembre 2021

Nel ritratto pubblicato sul New Yorker, Jeremy Strong racconta che dopo aver letto lo script di Succession si era offerto per interpretare il personaggio di Roman Roy. Difficilissimo immaginare Strong, che come si evince dall’articolo sembra un tipo un po’ pesante, poco incline all’ironia, interpretare il buffone di corte, quello che anche nelle situazioni più serie o drammatiche è sempre pronto a sparare una sequela di (geniali) stronzate. Lo sapeva bene il produttore, che come racconta Strong alla fine ha deciso di affidare a lui il ruolo di Kendall, allo stesso tempo drammatico e involontariamente comico, e consegnare, con risultati divini, la patente del cretino totale a Kieran Culkin (che a sua volta, come ha raccontato da Jimmy Fallon, era stato inizialmente scritturato per interpretare il cugino Greg). La vocetta fastidiosa, lo sguardo vacuo, la presenza diciamo non proprio imponente, il sorrisetto beffardo, Culkin è un folletto malevolo, esilarante e a tratti molto sexy (è grave considerarlo tale? Non è la prima volta che Succession mi costringe a pormi domande simili). E dire che per Kieran non è sempre stato così: come succede spesso tra fratelli e sorelle famosi, la ruota della fama gira gira e non si ferma mai. Così come Bella Hadid ha superato Gigi Hadid e Elle Fanning ha superato Dakota Fanning, e chissà quanti altri esempi potremmo fare, l’ex bruttino Kieran negli ultimi anni ha superato il successo del decisamente più celebre fratello Macaulay, che si è dovuto “accontentare” di sfilare per Gucci a Los Angeles, mostrandosi peraltro abbastanza in forma.

Ma è proprio ripensando alle prodezze di Macaulay – il sito di wellness situazionista parodia di Goop, l’adorabile giochetto della T-shirt con Ryan Gosling, una mise en abyme da far scoppiare il cervello (nel 2014 Gosling fu fotografato mentre indossava una T-shirt con Culkin in una foto di Life, due giorni dopo Culkin twittò una foto di se stesso con una maglietta con stampata sopra la foto di Gosling con la maglietta con la sua foto apparsa su Life: Gosling rispose pubblicando una foto con una maglietta con la foto di Culkin con la maglietta con la foto di Gosling con la foto di Culkin), la faccenda del nome (nel dicembre 2018, Culkin ha annunciato che avrebbe cambiato legalmente il suo nome in “Macaulay Macaulay Culkin Culkin” dopo aver permesso ai fan di votare sul suo sito web per scegliere un nuovo secondo nome, con “Macaulay Culkin” che ha vinto su altri quattro candidati), e il decimo tweet più apprezzato di tutti i tempi, twittato nell’agosto 2020, in occasione del suo 40esimo compleanno: «Ehi ragazzi, volete sentirvi vecchi? Ho 40 anni. Prego» – è proprio ripensando alle prodezze di Macaulay, dicevo, che appare chiaro come la vena surreale, comica e ironica di Kieran non sia solo una grande prova attoriale, ma un dono di famiglia.

Verrebbe da dire: «Chissà che spasso i pranzi di Natale dei Culkin», se non fosse per la presenza di una nota dolente, la stessa che ci ha colpito quando abbiamo scoperto che il bambino di Mamma ho perso l’aereo era diventato un tossico e, secondo la stampa, rischiava di morire (2012, foto spaventose, emaciato, 50 chili al massimo, grave dipendenza da eroina e oxycodone) o quando ci siamo ritrovati a riflettere sul suo rapporto con Michael Jackson, che lui ha sempre difeso dalle accuse di molestie.

Le loro due sorelle maggiori (Jennifer Adamson, sorellastra, nata nel 1970, e Dakota, nata nel 1979), sono morte rispettivamente nel 2000 e nel 2008: la prima a 30 anni, di overdose, la seconda a 29 anni, investita da un’auto a Los Angeles. È in suo onore che Macaulay ha chiamato sua figlia Dakota. I Culkin sono una famiglia numerosissima, proprio come quella del famoso film di Natale del 1990: c’è un fratello più grande, Shane (1976), poi viene Macaulay (1980), poi Kieran (1982), Quinn (1984), Christian (1987) e il più piccolo, Rory (anche lui attore: memorabile nel ruolo di Euronymous, il protagonista metallaro del bellissimo Lords of Chaos, diretto da Jonas Åkerlund). E a proposito di Mamma ho perso l’aereo, quando lo riguarderemo a Natale ricordiamoci di Kieran. Nel film ha 7 anni ma sembra decisamente più piccolo: è il cugino con gli occhiali enormi che tutti prendono in giro perché si piscia ancora addosso quando dorme. Voi direte, certo, lo sapevamo già, ma sempre meglio specificare: come ha recentemente ricordato The Cut, esiste perfino gente che non sapeva che questi due sono fratelli.

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