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21:48 mercoledì 26 agosto 2026
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.
Un fotografo, una pittrice, una casa d’aste e una galleria d’arte si stanno facendo causa per la famosa foto in cui Liam Gallagher dà un bacio a Noel Justin Thomas accusa Elizabeth Peyton di plagio e la David Zwirner Gallery e Sotheby’s di aver provato a trarre guadagno da questo plagio.
Sempre più miliardari stanno comprando casa in Patagonia perché si sono convinti che lì sopravviveranno alla fine del mondo A convincerli sono stati quattro fattori: isolamento, capacità di produrre di cibo, capacità di produrre energia e abbondante disponibilità d’acqua.
Dolly Parton verrà ricordata anche come una delle più agguerrite sindacaliste nella storia dell’industria musicale La cantautrice è stata una lavoratrice della musica e non ha mai smesso di usare il proprio potere per tutelare chi suonava al suo fianco.
Pur di non danneggiare un antico castello da ristrutturare, in Giappone lo hanno fatto spostare a mano da 1800 volontari Il mastio del castello di Hirosaki pesa 360 tonnellate. Questo non ha affatto scoraggiato i volontari.
C’è una certa confusione attorno all’attore che interpreterà il professore di Difesa dalle Arti Oscure nella serie tv di Harry Potter La parte era stata affidata a Nicholas Hoult, che prima ha accettato e poi ci ha ripensato perché i suoi fan avevano preso malissimo la notizia. Ora il ruolo è passato a Kit Harington, i cui fan si sono fin qui dimostrati indifferenti.
Uniqlo ha lanciato la sua prima collezione di hijab Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.

Muovere il mondo

Cosa può dirci una ruspa sull'economia mondiale? L'importanza di alcuni oggetti dimenticati (i pallet, per esempio) nel mondo globalizzato.

25 Luglio 2013

La Caterpillar Inc. è una società nata nel 1925 negli Stati Uniti, oggi è il leader globale nella produzione di macchinari e materiali per l’edilizia e il settore minerario. Dove si costruisce, si muove terra, si estraggono materiali – dove l’economia gira – Catterpillar c’è, vende e investe. Non deve quindi stupire se in tempi di economia globalizzata, l’andamento azionario del colosso californiano e quello del Pil mondiale si siano intrecciati a spirale. Ruspe, trattori, escavatori e bulldozer possono dire molto sulla crescita di una nazione, un continente, un pianeta, e gli ultimi dati societari svelano dettagli poco rosei per la crescita globale. Come scrive Business Insider, infatti, il guadagno per azione del titolo Caterpillar nel secondo trimestre del 2013 si è fermato a 1,45 dollari, in ribasso rispetto ai 1,68 dollari previsti. Oltre a questo la società ha rivisto al ribasso le stime per la crescita mondiale.

Dati che potremmo archiviare come problemi interni – modelli di business da rivedere, prodotti non all’altezza, ecc. – ma che segnalano un dato concreto e universale: «la crescita economica mondiale ha rallentato nella prima metà dell’anno», come Caterpillar ha dichiarato ieri chiamando in causa i problemi politico-economico che dominano le agende di tutti i Paesi – disoccupazione, produzione industriale, comportamento delle banche centrali. Caterpillar si dimostra sicura di essere stata danneggiata dalla sola contingenza e non, per esempio, da una cattiva amministrazione aziendale. Sono cose che un colosso si può permettere se produce da decenni macchinari e competenza che, sole, garantiscono buona parte del Pil di un paese. Prodotti come quelli “Cat” appartengono a una fascia di oggetti che, nascosti e lontani dai clamori, sono parte integrante dello sviluppo di un paese: nel boom di una nazione è molto più facile notare l’azione delle banche o dei grandi investitori e le loro iniezioni di capitale ma i movimenti di queste società non dev’essere sottovalutato. Tra l’investimento e lo sviluppo, infatti, agiscono molti attori: si tratta spesso di oggetti molto rozzi e materiali. Ruspe e bulldozer, come abbiamo visto, ma anche semplici pezzi di legno come i pallet.

Il pallet (in italiano: paletta o paletta da carico) è un volgare supporto ligneo sul quale viaggiano le merci che consumiamo. Tempo fa Slate l’ha definito «l’oggetto più importante dell’economia globale», in grado di muovere l’80% del commercio Usa e inghiottire per la sua produzione il 46% del triciolato negli States. Vettore degli scambi moderni, la paletta è un attrezzo che si è sviluppato in modo vernacolare, cambiando di continente in continente: un’omologazione delle dimensioni e delle forma sarebbe apprezzabile ma l’oggetto è talmente diffuso e utilizzato da mantenere la propria diversità: nel caso di Ikea, la declinazione “fantasiosa” del pallet ha fatto la fortuna del gigante svedese, che utilizza sostegni lignei dal design unico – sostituendolo solo nel 2011 in favore della piattaforma Optledge, di plastica e più resistente. Il pallet è molto meno “noto” del container, la ben più nota scatola di metallo alla base del commercio di massa: quest’ultimo domina le tappe principali – i collegamenti a lunga distanza, in cui si premia la quantità – per lasciare poi spazio alla paletta, più adatta al particolare. In The Box: How the Shipping Container Made the World Smaller and the World Economy Bigger Marc Levinson racconta la genesi e la diffusione dell’oggetto container, frutto di intuito ma anche di un enorme investimento monetario che l’ha trasformato nel modulo per eccellenza per il commercio globale. «Il commercio ha reso il trasporto marino più conveniente» spiega l’autore «ma facendo così ha plasmato l’economia mondiale» benedicendo i porti di città come New York e Liverpool, «che per secoli non erano stati al centro del commercio globale».

Troppo spesso ci inganniamo pensando al mondo globalizzato come a una rete leggera, digitale e impalpabile che unisce continente a continente; è bene invece ricordare che la globalizzazione è fatta di scambi (soprattutto fisici) e necessita di volgare metallo, legno e braccia. Paradossalmente questi protagonisti della contemporaneità finiscono spesso per passare inosservati, forse proprio perché digeriti dal sistema e dalla nostra cultura. Sono lì e non li notiamo, dandoli per scontati come ogni cosa basilare: si pensa a un cargo ed è naturale pensare a a un patchwork di container colorati; si pensa a una zone in pieno sviluppo ed ecco comparire i bestioni gialli Cat.

Nel 1986 l’Economist si inventò il “Big Mac Index” (lo studio annuale sull’economia mondiale basato sul prezzo di un panino del McDonald’s in ciascun paese) per spiegare lo stato economico e le differenze tra i vari Paesi: è un approccio molto pop a problemi macro, una sorta di dietro le quinte della globalizzazione, che si potrebbe immaginare anche applicato agli oggetti che muovono il mondo. Chiedersi “Quante ruspe sono state vendute in India?” e subito capire qualcosa sul futuro prossimo del Paese.

Immagine: la visita del segretario di Stato statunitense Hillary Clinton al porto di Melbourne, nel 2010; sullo sfondo, un mezzo Caterpillar (Scott Barbour – Pool/Getty Images)

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