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Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.
Corrado Guzzanti è tornato a interpretare Vulvia di Rieducational Channel in un nuovo programma disponibile su RaiPlay L'occasione è il “talk botanico” La pelle del mondo, un programma dedicato alle piante e alla biosfera condotto dal botanico Stefano Mancuso.
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".
L’Iran è riuscito quasi ad azzerare il traffico nello Stretto di Hormuz usando le onde elettromagnetiche contro le navi È il jamming dei sistemi di navigazione che usano il Gps, una tecnica di guerra elettronica sempre più usata ed efficace.
Wikipedia ha modificato le pagine di diverse città della Striscia di Gaza descrivendole come se non esistessero più Dalle modifiche è nata un'accesa polemica, con molti che hanno ricordato come migliaia di persone vivano ancora in quei posti, anche se distrutti.
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Milena Gabanelli è diventata meritatamente virale per aver detto che «Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» davanti agli Usa Lo ha detto durante un collegamento con il TgLa7 di Enrico Mentana, rimasto anche lui piuttosto sorpreso dalla severissima uscita della collega.

Dopo Monica Vitti, non ci resta che rimpiangere l’epoca d’oro del nostro cinema

Da testimonianza vitale di ciò che eravamo, con la sua morte il 2 febbraio l'attrice romana è diventata monumento senza tempo.

03 Febbraio 2022

Se ne erano andati quasi tutti. Era rimasta solo lei. Ci siamo aggrappati al suo nome per goderci gli ultimi riverberi dell’epoca più scintillante del nostro cinema. Ci siamo accontentati del ricordo del suo bellissimo viso e della sua inconfondibile voce, nonostante l’attrice non si facesse vedere in pubblico da quasi vent’anni. Il fatto di saperla ancora fra noi ci rassicurava. Come se la sua presenza ci permettesse di congelare il tempo facendoci sentire più giovani e migliori. Ora che Monica Vitti non c’è più, tutto si è come dissolto. Un po’ come accade ai corpi di quei sovrani che rimangono intatti nei loro sarcofagi per secoli e poi si disgregano una volta a contatto con l’aria. E così, da oggi siamo costretti a fare i conti con la fine di una storia bellissima. Scritta da Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Gian Maria Volonté, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Vittorio De Sica, Federico Fellini, Mario Monicelli, Dino Risi, Michelangelo Antonioni… A leggere questi nomi ci si stupisce ancora di come sia stata possibile una tale concentrazione di talenti. Ci si domanda quale intercongiunzione astrale, quale passaggio di cometa abbia permesso all’Italia di godere per oltre trent’anni di un così alto numero di fenomeni di prima grandezza. I nostri nonni (e i nostri papà) se li sono goduti, dandoli quasi per scontati. Per noi sono come creature mitologiche. Il nome di Monica Vitti, in questo gotha, è sempre stato lassù insieme a quello dei grandi.

Classe 1931, un giorno ha raccontato: «Faccio l’attrice per non morire. Quando a 14 anni e mezzo avevo quasi deciso di smettere di vivere, ho capito che potevo farcela, a continuare, solo fingendo di essere un altra, facendo ridere il più possibile». E così è stato. Fin da quando, sedicenne, pur di recitare, ha accettato il ruolo di una sessantenne, vestendo i panni della Nemica di Dario Niccodemi. Da lì in poi è stata un’ascesa costante. Le prime parti a teatro, l’iscrizione all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma, la scelta contro il volere dei genitori. «Un giorno mia madre mi disse: “La polvere del palcoscenico corrode l’anima e il corpo”». In lei però il palcoscenico è sembrato avere l’effetto opposto. Niente corrosioni, ma linfa vitale. Talento e verve comica.

Monica è stata una, nessuna e centomila. Celebre la definizione di Marcello Marchesi: «La Vitti è una matta che si crede Monica Vitti». Ha interpretato ruoli che hanno attraversato l’intero spettro dei sentimenti umani. Non c’è nulla di simile a lei oggi nel panorama nazionale. Misteriosa, comica, intellettuale, popolare, malinconica, sofisticata, intelligente. Spesso fragile («Ho paura del buio, dell’ascensore, della macchina, dell’aereo, del fulmine, della scossa elettrica, del terremoto, della guerra. Insomma, ho paura di tutto»). Sempre sensuale. Merito di occhi sottilissimi e di efelidi come costellazioni. I suoi personaggi sono stati una composizione alchemica di ingredienti diametralmente opposti, distillati goccia dopo goccia. «Il segreto della mia comicità? La ribellione davanti all’angoscia della vita». Quasi un epitaffio.

Alberto Sordi ha raccontato il ventaglio delle innumerevoli sfaccettature fornite dal maschio italiano? Lei ha fatto lo stesso, ma con il genere femminile. I due giganti, insieme, sono stati cinema, ma anche psicanalisi. Se il lettino dell’analista è stato lo schermo cinematografico, il paziente era l’Italia. Ora che Monica Vitti è entrata a far parte del nostro Pantheon, da testimonianza vitale di ciò che eravamo, ne è diventata monumento senza tempo. Come senza tempo sono state anche le sue relazioni sentimentali. La più famosa di tutte, con Michelangelo Antonioni, con cui ha ci ha parlato di incomunicabilità. La più romantica è stata invece l’ultima, vissuta accanto a Roberto Russo. E la loro storia è stata un simbolo di dialogo oltre alle parole. Quando si sono conosciuti – era il 1983 – lui faceva l’operatore e aveva 36 anni, lei 52. Si sposeranno il 28 settembre del 2000 in Campidoglio a Roma dopo 27 anni di convivenza. «Mi ha sempre terrorizzato una famiglia normale con un marito e dei figli. Non ho mai voluto un uomo che vedevo solo la sera a cena. Ho invece sempre cercato compagni di lavoro. Uomini con cui poter condividere tutto». E così è stato.

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