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11:23 lunedì 5 ottobre 2026
Pedro Sanchez è il primo Presidente del Consiglio al mondo che si dimette e fa cadere il suo stesso governo a causa della crisi abitativa L'orma ex Primo Ministro ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre. Elezioni alle quali si candiderà per la sesta volta.
Per smaltire dei robot umanoidi ormai vecchi e obsoleti, un’azienda li ha addestrati a buttarsi nell’acciaio fuso Se state pensando a quella scena di Terminator 2, è perché l'idea è tratta proprio da quella scena di Terminator 2.
Ci sono così tante stroncature di Digger che i produttori le stanno usando nella campagna promozionale del film (e per dire che i critici non ci hanno capito niente) Una trovata che non si è rivelata granché efficace: il film ha incassato solo 8 milioni di dollari negli Usa ed è già considerato il peggior flop della carriera di Tom Cruise.
Per la prima volta nella storia, il caffè è stato coltivato e raccolto interamente in Italia. E sì, c’entra il riscaldamento globale Dopo un secolo di tentativi falliti, c'è riuscita una famiglia di torrefattori di Palermo. È un'ulteriore prova della tropicalizzazione dell'agricoltura italiana.
Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.
È uscito un videogioco in cui l’unica cosa da fare è andare a un rave illegale e ballare tutta la notte Si chiama Afters, è gratuito e lo ha realizzato un game designer a cui l'idea è venuta dopo una notte passata tutta a ballare a un rave illegale.
La cosa incredibile di questa crisi energetica è che tutti sapevano che prima o poi sarebbe arrivata, perché tutti sapevano che le scorte di petrolio prima o poi sarebbero finite Ed evidentemente nessuno è riuscito a fare nulla per evitare lo scenario peggiore. Che è quello che stiamo vivendo in questi giorni.
Tilda Swinton ha scritto un’autobiografia, ma siccome non voleva fare la solita autobiografia ha deciso di raccontare la sua vita attraverso gli oggetti che ama Si intitola Material Evidence, uscirà nel 2028 e al suo interno ci saranno: un abito da battesimo, una lettera, una gamba di legno, una felpa, una matassa di seta da ricamo, una fotografia, una vita intera.

Si può spiegare lo stile di Monet con la crescita dell’inquinamento della sua epoca?

23 Marzo 2023

«È come se fosse tutto morto, non c’è un treno, non c’è fumo, non c’è una barca, non c’è nulla che porti un briciolo d’ispirazione», scriveva Claude Monet a sua moglie nel marzo del 1901. L’artista si lamentava del cattivo tempo di Londra, la città che tra il 1899 e il 1901 fu meta di tre suoi viaggi alla ricerca d’ispirazione, tre viaggi durante i quali Monet realizzò oltre cento dipinti. Di recente, un gruppo di studiosi guidati da Anna Lea Albright della Sorbona e da Peter Huybers di Harvard ha deciso di concentrarsi su quel riferimento al fumo fatto da Monet in quella lettera a sua moglie. Lo scopo della ricerca di Albright e Huybers era rispondere a una domanda che nella comunità dei climatologi ci si pone da tempo: è possibile che lo stile dell’artista – quella patina nebbiosa, quel fumo onirico che caratterizza molte delle sue opere, in particolare i quadri in cui dipinge panorami cittadini – sia una conseguenza della crescita dell’inquinamento verificatasi in quegli di Rivoluzione industriale?

A giudicare dalla ricerca di Albright e Huybers, la risposta a questa domanda è sì. «Le sagome si fanno più nebbiose, la palette cromatica si schiarisce e lo stile passa da figurativo a impressionistico. Sono cambiamenti coerenti con il modo in cui l’inquinamento atmosferico influenza la nostra percezione della luce», ha spiegato Albright. Per giungere alle loro conclusioni, i due ricercatori hanno esaminato più di cento opere di Monet e del pittore inglese Joseph Mallord William Turner, attivo prima dell’artista francese: paragonando le opere dei due, hanno cercato di provare una correlazione tra l’aumento dell’inquinamento e i cambiamenti nello stile pittorico. La scelta è ricaduta su Monet e Turner, hanno spiegato Albright e Huybers, perché i due artisti hanno dipinto moltissimi paesaggi naturalistici e cittadini, riprendendo spesso gli stessi temi, e hanno lavorato molto l’uno a Londra (Monet) e l’altro a Parigi, città che hanno vissuto le loro fasi di industrializzazione in momenti storici diversi.

Dai risultati della ricerca verrebbe la conferma che lo stile di Monet fu influenzato dall’inquinamento atmosferico, in particolare dall’aumento nell’aria della presenza di anidride solforosa, un agente inquinante derivato dalla lavorazione del carbone che provoca piogge acide e problemi respiratori. Tra il 1796 e il 1901, infatti, la Gran Bretagna estrasse immense quantità di carbone per supportare lo sviluppo industriale di quegli anni: secondo quanto riporta Cnn, le estrazioni britanniche passarono da 2.9 milioni all’anno per tutto il Settecento a 275 milioni all’anno all’inizio del Novecento. Una delle conseguenze di questo fatto fu l’aumento dei giorni di nebbia vissuti dai londinesi, triplicati – da 25 a t5 all’anno – tra il 1850 e il 1890. A quanto pare, tra le conseguenze di tutto questo c’è stato anche l’Impressionismo.

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