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07:38 mercoledì 1 aprile 2026
Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.

Come si misura la gentrificazione

30 Settembre 2016

Riqualificazione e gentrificazione: seppur accostabili, non significano la stessa cosa. Due anni fa Irene Ranaldi, ricercatrice di Teoria e ricerca qualitativa della facoltà di Sociologia della Sapienza, aveva detto a Studio che la gentrification viene spesso “inclusa” nella riqualificazione, soprattutto se con questo termine si intende una «espulsione delle fasce più fragili della popolazione sia in termini economici sia in termini culturali». 

Come riporta il Guardian, però, per “gentrificazione” non esiste un significato univoco, e per questo se ne occupano studiosi di provenienze più disparate: geografi, antropologi, economisti, e non soltanto per dare un senso più concreto al termine ma anche per capire come si origina il fenomeno. L’aumento del prezzo delle case è, piuttosto ovviamente, il primo indicatore da ricercare per presumere la possibilità di gentrification di una determinata zona (A Brooklyn, ad esempio, prendendo in riferimento il ventennio 1990-2010 Williamsburg ha subito un aumento dei prezzi del 50% maggiori rispetto agli altri) ma non è il solo. Per questo in alcune metropoli, come New York, Los Angelesmolte città inglesi, sono state create delle mappe per analizzare i cambiamenti dei vari quartieri negli anni.

A Chicago sono stati presi in considerazione anche altri fattori – come l’educazione, la povertà, il numero di studenti iscritti a scuole private e lo stipendio delle famiglie – ed è risultato che le zone in fase di gentrificazione sono circondate da aree in netto declino. Oltre al prezzo delle case, alcuni studi sembrano provare che incida la vicinanza ai mezzi di trasporto, la presenza di case popolari e addirittura quella delle caffetterie. Non esiste quindi un’efficace misurazione per verificare e predire il fenomeno, anche perché città diverse hanno caratteristiche diverse. Sempre a Chicago, ad esempio, dei ricercatori hanno scoperto che nella loro città i quartieri a maggioranza nera o latina erano quelli in cui una gentrificazione sarebbe stata meno probabile: secondo loro, in queste zone il fenomeno si sarebbe o fermato sul nascere o non sarebbe proprio cominciato, anche nel caso di zone confinanti con altre già gentrificate.

Anche l’aumento dei costi delle case non è indicatore automatico di una trasformazione del quartiere. Questa variabile, infatti, tiene conto dell’andamento dei prezzi in un momento di declino economico: se in questo periodo il costo potenziale di una casa è più alto del prezzo a cui viene venduta, allora è probabile – ma non certo – che sia l’inizio di una gentrificazione. 

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