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14:31 martedì 11 agosto 2026
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.

Che c’è di nuovo a Milano

Oltre ai grandi marchi come Valentino, che ha riaperto il Piccolo Teatro, la settimana della moda ha visto emergere nuovi nomi di cui sarà interessante seguire il percorso.

02 Marzo 2021

Un anno di pandemia ci ha insegnato a non fare progetti. Lo ha detto anche Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino, dopo lo show che si è tenuto al Piccolo Teatro lunedì 1 marzo, che ha chiuso la settimana della moda di Milano. Per la prima volta un marchio di moda entra nel luogo simbolo di un certo modo di fare cultura progressista in Italia e lo fa con una sfilata, «un atto di moda» come lo chiama Piccioli in conferenza stampa (distanziata), che di teatrale, e del Piccolo stesso, aveva molto. Un palco-set essenziale, dove i modelli sfilano, accompagnati dalla splendida voce di Cosima e dall’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, seguendo un fascio di luce, per poi allinearsi in una formazione finale che si riflette sugli specchi che li sovrastano. La collezione è interamente bianca e nera, con l’eccezione di qualche sprazzo d’oro, frutto di un esercizio di sottrazione con cui Piccioli ha voluto cesellare il suo messaggio per renderlo più «secco, asciutto e radicale». Un guardaroba condiviso che prende ispirazione dai codici del marchio, e da quelli della couture, ma li rielabora attraverso uno sguardo contemporaneo, come Piccioli sta facendo da molte stagioni a questa parte: i volumi si restringono e si avvicinano sempre più al corpo, e lo assecondano, mentre i capi e gli accessori (dalla giacca alla maglieria agli stivali) sono gli stessi per l’uomo e per la donna. «Mi sembrava che riaprire un teatro fosse un gesto quasi punk, in un momento in cui la cosa che ci è mancata di più è stata la condivisione di cultura e valori. E questo teatro in particolare», ha detto Piccioli, la cui progettualità su Valentino, anche in pandemia, è oggi uno dei racconti più coerenti dell’industria. È bello averlo a Milano ed è bello vedere nuovamente il Piccolo aperto, seppur per un giorno, dopo un anno senza spettacoli in cartellone.

Volgendo lo sguardo a quello che è successo durante la settimana, provoca poi una certa ebbrezza la quantità di nomi nuovi di cui si è parlato in questi giorni. Certo, ci sono stati Miuccia Prada e Raf Simons, dal loro salotto virtuale ormai diventato iconic, si perdoni la volgarità internettiana, e c’è stato Kim Jones da Fendi, alla sua seconda prova da direttore creativo che è sembrata un po’ più convincente della prima ma ancora, decisamente, in fase di elaborazione, anche se ripensare all’ultima, perfetta, sfilata di Silvia Venturini Fendi dello scorso settembre qualche dubbio viene. Poi c’è stata la performance di Francesco Risso da Marni, orchestrata da Mikky Blanco che è sempre un piacere rivedere, con un guardaroba che porta agli estremi gli abiti del lockdown e fa diventare i piumoni piumini, le code di sirena abiti, le coperte mantelle. Quella di Risso è una visione davvero interessante che, come ha scritto Angelo Flaccavento su Business of Fashion, gioverebbe di un lavoro di editing per aiutarla a venir fuori in maniera più nitida.

E come non segnalare la seconda prova di Nicola Brognano da Blumarine, ode a Britney Spears con il tocco di Lotta Volkova: la collezione è sexy, divertente e molto focalizzata, sembra la Milano dei primi Duemila e dopo un anno di lockdown ben venga questa studiatissima frivolezza. Ma a proposito di nuovi nomi, una delle critiche che spesso si fa a Milano è l’incapacità sistemica di produrre e sostenere nuovi designer e la difficoltà cronica a far emergere nuove esperienze. Nel numero di Rivista Studio ora in edicola, ho parlato con tre designer – Jezabelle Cormio, Giuditta Testa di Garbagecore e il “collettivo” di Adriana Hot Couture – che stanno costruendo il loro percorso al di fuori del tracciato di quel sistema, che per molti è soffocante, ma c’è anche chi ha deciso di starci dentro, e provare a giocare secondo le regole, magari inventandosene di nuove. Vedi Sunnei (anche loro sono sul numero 46 di Studio) che maneggiano la comunicazione digitale con una naturalezza testimone delle fondamenta con cui è nato il marchio, che digitale lo è per davvero e non per necessità. 

Per una storia di successo ormai avviato, ce ne sono altre che meritano di essere monitorate con attenzione e supportate a dovere per quella solita storia che se fossero in un’altra città sarebbero celebrati ecc ecc. E allora non dimentichiamoci che a Milano c’è Marco Rambaldi, che ha presentato il suo “Manifesto Paradisiaco”, e che lavora sul corpo e sull’inclusione in maniera organica e non stucchevole, e sta riunendo intorno a lui un gruppo di giovani donne che è interessante seguire e scoprire. C’è Act N°1, il duo formato da Galib Gassanoff e Luca Lin, che hanno prodotto il video più intenso e romantico, nel senso migliore del termine, dell’intera settimana: anche a loro gioverebbe un editing mirato, perché di sostanza ce n’è da tirar fuori. Ha debuttato invece con l’unico show in presenza in calendario (regolato dai protocolli anti Covid-19), Daniel Del Core, 31enne che si è fatto le ossa da Gucci come designer addetto alle celebrity, e che ha lanciato il marchio che porta il suo nome con una sfilata bombastica che, come ha spiegato lui stesso a Vogue Us, raccontava di couture e funghi mutanti che facevano pensare (almeno a chi scrive) dell’Area X di Jeff VanderMeer. Un inizio che fa ben sperare: i nomi ci sono, non ci resta che seguirli. 

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