Hype ↓
10:19 domenica 2 agosto 2026
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.

Milano da bere 2016

Ritratti di chi c'è dietro ai banconi di otto dei bar dove si beve di più e meglio in città.

01 Novembre 2016

Tratto dal numero 28 di Studio, di seguito c’è la sezione ritratti che abbiamo dedicato a otto titolari di otto bar milanesi, locali che abbiamo selezionato tra quelli in cui si passa una serata migliore nella città lombarda. Ne è uscita una specie di guida fatta di molte storie, luoghi e provenienze diverse. Fotografie di Andy Massaccesi.

barbasso001_edit

Maurizio Stocchetto
Bar Basso, via Plinio

È il 1967 quando Mirko Stocchetto, veneto con un passato all’Harry’s Bar e a Cortina, dove aveva servito da bere a Sinatra e Ava Gardner («una storia quasi dickensiana, la sua», dice il figlio Maurizio), rileva il bar di Giuseppe Basso in via Plinio. Da Cortina Mirko aveva importato la cultura dei cocktail a Milano, dove non esisteva. Quasi 50 anni dopo possiamo parlare del Negroni sbagliato, genius loci del locale, e del Bar Basso come punto di riferimento per il mondo della moda, dell’editoria, dell’arte. «Bisogna mantenere una doppia linea: testimoniare le novità senza perdere la propria identità».

barbasso005_edit

Abeba Kahsay
Love, via Melzo

ll successo del Love potrebbe essere un enigma e, forse, motivo di disperazione per ogni arredatore d’interni. Ogni fine settimana – e talvolta anche i giovedì – confluiscono qui centinaia di persone, spesso senza nemmeno sostare all’interno. È vero, gli arredi del Love sono poco curati, ma Abeba e le sue figlie – in tutto tre donne, Habesha dell’Etiopia – bilanciano con un dettaglio forse più importante: l’accoglienza. Il Love è un bar e un club, ma senza essere davvero, canonicamente, le due cose. La serata da non perdere: Girls Love Beyoncé, hip hop e r’n’b, cadenza aperiodica, qui funziona il passaparola.

barbasso007_edit

Lorenzo De Feo
Chiosco Mentana, piazza Mentana

Ha attraversato la vita milanese dal Dopoguerra a oggi, il Chiosco Mentana, aperto nel 1947, e di abiti ne ha cambiati molti. Oggi è un cocktail bar frequentato da professionisti e creativi, in una location inusuale per Milano, una piazza ricca di fascino, storia – la statua di Garibaldi, inaugurata alla presenza di Garibaldi – e ippocastani. Lorenzo, che lo gestisce dal 2011, dice che è come «una famiglia». Il quartiere è uno dei più alto-borghesi di Milano, ma con la nascita del distretto Cinque Vie nella mappa del Salone del Mobile il Chiosco ha trovato una nuova onda di clienti: «Il quartiere sta cambiando, e di giorno in giorno è sempre più vivo e attivo».

barbasso008_edit

Marco Trinca Colonel e Luca Noviello
Otto, via Sarpi

L’idea di tre amici (l’altro è Roberto Marone) che si conoscono dai tempi dell’università: aprire uno spazio capace di assumere varie facce dal giorno alla notte, luogo di lavoro, tavolo per il pranzo e, soprattutto, punto di incontro per l’aperitivo e il dopocena. Solo tre mesi più tardi capiscono che non è stata per niente una cattiva idea. Nel giro di poco è già diventato uno dei più frequentati luoghi delle sere milanesi. «Ai clienti piace la nostra attitudine quasi amatoriale e il fatto di trovarsi in uno spazio che lascia molte libertà, il servizio non è invadente, andare a prendere al banco e poi sedersi funziona», dice Marco. Il pubblico è trasversale, ma ci sono più trentenni che altrove.

barbasso004_edit

Guglielmo Miriello
Dry, via Solferino

Guglielmo Miriello ha 15 anni d’esperienza dietro il bancone. È un pugliese che ha girato i locali più prestigiosi del mondo, tanto che l’ultima tappa del suo peregrinare è stata la Maison Pourcel di Shanghai, dove si è fermato due anni. Gli piace riscoprire ricette e ingredienti dimenticati, ma anche tenersi aggiornato sulle nuove frontiere del bartending. Il locale in cui lavora è l’incarnazione della sua filosofia, unire la ristorazione più tradizionale – la pizza, le insalate, i gelati – al cocktail bar, per creare un connubio difficile ma sorprendente: da una parte bancone, dall’altra il forno per la pizza. Luci molto soffuse, clientela giovane ma elegante.

barbasso003_edit

Danilo Pogliani
La Coloniale, corso Genova

«Champagne e barbera, champagne e barbera, la passione per i vini», risponde innanzitutto così alle nostre domande Danilo Pogliani, proprietario e fondatore, di un altro dei fondamentali locali storici della città, dove l’attenzione alla tradizione non significa tagliarsi fuori dalla contemporaneità. Personaggio da conoscere, dice di essere lui «nato nel mondo dei liquidi» e luogo da frequentare la sua “bottega dei vini”, aperta nel ’69. «Sembra un’osteria, ma in realtà abbraccia una fascia di clientela molto più ampia, di qui sono passati personaggi incredibili».

barbasso002_edit

Alessandro Longhin e Davide Martelli
Botanical, via Pastrengo

«Ricerca, unicità, attenzione all’esperienza», le caratteristiche di Botanical secondo Alessandro Longhin, uno dei due soci, un passato nella comunicazione e ora co-inventore di questa formula che unisce cocktail bar, ristorazione, e distilleria con la produzione in proprio del gin. Dopo lo spazio di via Pastrengo (che ha poco più di un anno), ha appena aperto quello di via Tortona. Si beve bene come raramente capita (la nostra scelta cade sul Gimlet), si mangiano cose sorprendenti come il poké hawaiano. «Abbiamo le basi classiche, ma ci piace trasformarle in idee nuove, siamo come una band punk che ha studiato al conservatorio», dice Alessandro.

barbasso006_edit

Luca Sarais
Cantine Isola, via Sarpi

«La chiave del nostro successo è la professionalità e l’atmosfera», dice Luca Sarais. Cantine Isola è un classico dell’aperitivo milanese, un locale con una grande storia che attraversa il Novecento; rilevato 25 anni fa dalla famiglia di Luca, che da studente di economia ha imparato l’arte di conoscere il vino e poi l’ha tradotta in un punto di riferimento della zona Sarpi, pubblico tra i trenta e i cinquanta, affollato, ma sempre rilassante e umanamente caldo. Aneddoti su Mario Merz, sul console americano, sui Moratti e un Montrachet da 150 euro a calice. Soprattutto le tartine migliori in circolazione (acciughe e pomodoro e quella con i funghi, le nostre preferite).

Ritratti di Andy Massaccesi
Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.