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08:43 venerdì 30 gennaio 2026
Dopo due mesi di silenzio, Paul Dano ha risposto ai commenti offensivi che Quentin Tarantino ha fatto su di lui Al Sundance Film Festival, Dano ha raccontato di essere estremamente grato alle persone che lo hanno difeso
Grazie a TikTok, un singolo di Jeff Buckley è entrato per la prima volta in classifica 29 anni dopo la sua morte “Lover, You Should’ve Come Over” è entrata nella top 100 USA, grazie ai tanti tiktok in cui è stata inserita.
Zohran Mamdani ha indossato una giacca Carhartt personalizzata molto stilosa per spalare la neve a New York Modello "Full Swing Steel", colore nero, sulla parte interna del collo ricamata la scritta "No problem too big, no task too small".
Werner Herzog ha spiegato il vero significato del “pinguino nichilista”, la scena del suo documentario Encounters at the End of the World diventata un popolarissimo meme Lo ha fatto con un reel su Instagram, in cui racconta di essere affascinato tanto dal comportamento dell'animale quanto da quello di chi ne ha fatto un meme.
In Iran stanno arrestando i medici che hanno curato i manifestanti feriti durante le proteste Almeno nove medici sarebbero stati arrestati come ritorsione per aver curato persone ferite. Uno rischierebbe addirittura la pena di morte.
Blossoms Shanghai, la prima serie tv di Wong Kar-wai, arriva su Mubi il 26 febbraio Dopo il grandissimo successo in Cina, l'opera prima televisiva di Wong Kar-wai arriva finalmente anche in Italia.
C’è un video in cui si vede un altro violento scontro tra gli agenti Ice e Alex Pretti avvenuto 11 giorni prima della sua morte Tre nuovi video rivelano che Pretti era già stato aggredito e ferito da agenti ICE, in uno scontro molto simile a quello in cui poi ha perso la vita.
All’Haute Couture di Parigi, Schiaparelli ha fatto indossare all’attrice Teyana Taylor i gioielli rubati al Louvre Erano però una copia, ricreata per la maison dallo stilista Daniel Roseberry, che ha detto «avevo solo voglia di divertirmi un po'».

I migliori libri di Philip Roth secondo Philip Roth

23 Maggio 2018

È stato il New Yorker a comunicare la notizia della morte di Philip Roth per insufficienza cardiaca. Lo scrittore americano aveva 85 anni. Dopo una carriera letteraria di circa mezzo secolo (31 libri pubblicati) e il suo ultimo sforzo, Nemesi (2010), aveva detto addio alla scrittura. Nel 2013, Alison Flood del Guardian aveva fatto un punto sulla situazione. Roth era molto contento di aver smesso di scrivere: «Mi sveglio la mattina, bevo un grosso bicchiere di succo d’arancia e leggo per un’ora e mezza. Una cosa che in tutta la mia vita non avevo mai avuto il tempo di fare».

Nello stesso articolo, Flood ha riportato la risposta di Roth a una domanda di un giornalista, che nel corso di una trasmissione gli ha chiesto quali erano, secondo lui, i suoi libri meglio scritti. Lo scrittore citava Il Teatro di Sabbath (Einaudi, titolo originale Sabbath’s Theater), un viaggio nei ricordi del libidinoso burattinaio Mickey Sabbath che prende il via dopo la morte della sua amante storica, una donna dominata da una passione per l’erotismo ancora più libera e sfrenata della sua. «Molte persone odiano questo libro», diceva Roth, «ma non è solo questo il motivo per cui mi piace. Credo contenga moltissima libertà. Ed è tutto quello che uno scrittore cerca quando lavora: cerca la sua stessa libertà. Perdere le inibizioni e sprofondare nella memoria e nelle esperienze della vita e trovare la prosa che persuaderà il lettore».

L’altro suo libro preferito è quello venuto dopo Il Teatro di Sabbath e cioé il celebratissimo Pastorale Americana (il libro più venduto di Roth in Italia sul lungo periodo, nonostante altri – Everyman, ad esempio – abbiano avuto un maggiore successo di vendite immediatamente successivo alla pubblicazione), che ha tra l’altro ispirato l’omonimo film del 2016, esordio alla regia di Ewan McGregor, giudicato decisamente inferiore al libro. «In Pastorale ho voluto scrivere di un uomo virtuoso, il contrario di Mickey Sabbath. Il libro ha funzionato perché mi ha permesso di scrivere della decade più potente della mia vita, quella dei Sessanta, e delle relative turbolenze domestiche».

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