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05:54 mercoledì 24 giugno 2026
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.
Dopo averne licenziati quasi 10 mila, Zuckerberg ha ordinato ai dipendenti di Meta sopravvissuti ai tagli di «ricominciare a divertirsi» Viene da chiedersi: se un dipendente si rifiuta e si presenta a lavoro di cattivo umore, viene licenziato pure lui?
Fatboy Slim ha fatto un dj set improvvisato e gratuito durante una manifestazione contro l’estrema destra a Brighton E ha commentato tutta la giornata così: «Never been more proud of my hometown. More disco, less fascism».
In Albania un milione di persone è sceso in piazza per protestare contro il resort di lusso di Jared Kushner, il genero di Trump I manifestanti, però, non si accontentano più di fermare la costruzione del resort: adesso vogliono le dimissioni di tutti coloro che hanno approvato il progetto.
Loris Messina e Simone Rizzo sono i nuovi Direttori Creativi di Moschino Il loro debutto è fissato per settembre, alla Milano Fashion Week, dove presenteranno la loro prima collezione ufficiale.
Trump sta combinando un grosso, grossissimo guaio con la Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington Ha speso 15 milioni di dollari per rifarla come voleva lui. Ora l'acqua è verde perché invasa dalle alghe e la vernice del fondo si sta staccando.
A Berlino sta nascendo una nuova scena musicale che mescola il jazz e (ovviamente) la techno Due generi apparentemente lontanissimi e che, non senza una certa sorpresa, a Berlino hanno scoperto che stanno benissimo assieme.
Lo smartworking riduce la socialità e rovina la salute mentale, secondo una delle più grandi ricerche di sempre sul lavoro da casa Quasi 600 mila lavoratori hanno preso parte alla ricerca e i risultati sono stati abbastanza incontrovertibili.

I migliori film del 2017 secondo il New Yorker

11 Dicembre 2017

Richard Brody, critico cinematografico del New Yorker dal 1999, ha scelto i 35 film dell’anno. Di molti dei titoli elencati non si è ancora parlato in Italia (non sono ancora arrivati),  ma anche per questo la sua lista può servire per il futuro. Nella lunga introduzione all’elenco, il critico riflette su quello che, nel mondo del cinema, è stato l’evento più importante del 2017, ovvero la rivelazione degli abusi sessuali di Harvey Weinstein, che ha poi generato una cascata di tante voci soffocate da tempo. Così scrive Brody dichiarando il suo punto di vista in un dibattito che anche su Studio ha preso piede: «La prevalenza dell’abuso sessuale, e la rete di complicità che impediva che gli abusi di Weinstein venissero alla luce, infliggendo così ulteriori violenze emotive e professionali alle vittime, ha implicazioni legali, morali e politiche che sono inseparabili da quelle estetiche, dall’arte del cinema».

«Ogni lista dell’anno è piena di lacune», continua, ma non intende i titoli che a malincuore bisogna decidere di escludere dall’elenco, per amore della sintesi: parla invece di tutti i film che mancano perché non sono stati realizzati, perché le carriere delle donne (e delle donne nere in particolare) che li avrebbero realizzati sono state in qualche modo deragliate, interrotte o rovinate da uomini potenti. L’introduzione alla lista continua con una aspra critica al sistema di Hollywood e si chiude così: «La rappresentanza nei ranghi dell’industria è cruciale, non solo per l’impatto pratico del denaro, del potere e della preminenza tra coloro che sono stati erroneamente, sistematicamente e intenzionalmente rifiutati. È vitale non solo per il cambiamento nella cultura istituzionale che ne conseguirà, ma anche per l’espansione delle opportunità per gli artisti stessi, che amplieranno l’arte e cambieranno i paradigmi del cinema. I migliori film non sono solo quelli che includono nuove voci; sono anche quelli che includono nuove voci in modi nuovi».

1. Get Out (Jordan Peele)
2. A Quiet Passion (Terence Davies)
3. Good Time (Josh and Benny Safdie)
4. A Ghost Story (David Lowery)
5. Slack Bay (Bruno Dumont)
6. Phantom Thread (Paul Thomas Anderson)
7. Beach Rats (Eliza Hittman)
8. Faces Places (Agnès Varda and JR)
9. Song to Song (Terrence Malick)
10. Sylvio (Kentucker Audley and Albert Birney)
11. Lady Bird (Greta Gerwig)
12. Columbus (Kogonada)
13. Hermia & Helena (Matías Piñeiro)
14. On the Beach at Night Alone (Hong Sang-soo)
15. Rat Film (Theo Anthony)
16. Strong Island (Yance Ford)
17. The Meyerowitz Stories (Noah Baumbach)
18. The Son of Joseph (Eugène Green)
19. Hissein Habré, A Chadian Tragedy (Mahamat-Saleh Haroun)
20. The B-Side (Errol Morris)
21. Félicité (Alain Gomis)
22. Dawson City: Frozen Time (Bill Morrison)
23. Colossal (Nacho Vigalondo)
24. I Called Him Morgan (Kasper Collin)
25. The Unknown Girl (Jean-Pierre and Luc Dardenne)
26. Actor Martinez (Nathan Silver and Mike Ott)
27. Whose Streets? (Sabaah Folayan and Damon Davis)
28. Logan Lucky (Steven Soderbergh)
29. Planetarium (Rebecca Zlotowski)
30. Marshall (Reginald Hudlin)
31. The Lost City of Z (James Gray)
32. Icaros: A Vision (Leonor Caraballo and Matteo Norzi)
33. Mimosas (Oliver Laxe)
34. Wait for Your Laugh (Jason Wise)
35. The Rape of Recy Taylor (Nancy Buirski)

Immagine: Saoirse Ronan e Greta Gerwig su set di Lady Bird.
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