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21:13 venerdì 9 ottobre 2026
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.
La cosa migliore vista su internet questa settimana sono senza dubbio le reaction dei vincitori e delle vincitrici del Nobel alla notizia che avevano vinto il Nobel Pubblicate dagli stessi account social del Premio Nobel. Su tutte, spicca la foto di una esterrefatta Anne Carson.
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower, guadagna un sacco di soldi e vuole venderti un sacco di criptovalute Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre elegante e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.
Un’artista ha realizzato un film su Luigi Mangione fatto solo di soli post su Luigi Mangione Si chiama «Deny, Defend, Depose», dura trenta minuti e Stanya Kahn ha cominciato a raccoglierne il materiale la mattina stessa dell'omicidio di Brian Thompson, andando avanti per più di un anno.
Abbiamo scoperto che in Avengers: Doomsday c'è anche Sandra Hüller solo grazie a Reddit Marvel non l'ha mai annunciato, ma il profilo di una stuntwoman britannica e un commento su Reddit indicano che l'attrice di «Anatomia di una caduta» è nel cast del prossimo film degli Avengers.

Chi sono i vincitori del midterm?

Cosa ci dicono sul futuro degli Stati Uniti i risultati delle elezioni di metà mandato.

07 Novembre 2018

Non c’era il nome di Donald Trump sulla scheda elettorale ma, come lo stesso presidente aveva detto, il voto di metà mandato di ieri in America è stato un referendum su di lui, ha scritto a urne chiuse sul New Yorker David Remnick. L’era del controllo assoluto dei repubblicani al Congresso è finita: i democratici hanno infatti riconquistato dopo otto anni la Camera, e questo significa che per Trump da oggi sarà più difficile governare. Tuttavia, ricorda cauto il direttore del New Yorker, per i democratici non c’è stata «quell’ondata blu che avrebbe rappresentato un ripudio delle elezioni del 2016», e le divisioni sono ora «soltanto più profonde». È vero, Trump ha perso il controllo della Camera, per la seconda volta in due anni non ha ottenuto il voto popolare, il 55 per cento degli elettori non approva il suo comportamento politico, il 56 per cento degli americani ritiene che il Paese stia andando nella direzione sbagliata. Eppure, il voto di metà mandato, ha scritto lui su Twitter, «è stato un tremendo successo». Il risultato rafforza i repubblicani al Senato e consegna al presidente la fiducia di poter tentare una rielezione grazie all’appoggio dell’elettorato rurale e quello degli sterminati sobborghi della classe media bianca.

Donald Trump avrebbe potuto incentrare la sua campagna sulla crescita economica che tocca gli Stati Uniti. Ha deciso invece di non abbandonare i temi – e i toni divisivi – che infiammano i sui sostenitori, che lo hanno portato alla Casa Bianca e che rendono così controversa la sua presidenza. Nei giorni di campagna elettorale, Trump ha continuato a ripetere d’essere pronto a chiudere il confine con il Messico per impedire l’entrata della carovana di migranti che da settimane è in cammino da paesi come El Salvador e Honduras, ha inviato 7.000 soldati in Texas, e uno spot elettorale che disegnava un legame esplicito tra le migliaia di persone in marcia e la criminalità è stato bloccato dalle principali rete televisive statunitensi perché considerato razzista.

Un trailer mobile per il voto a Denver, in Colorado, il 6 novembre 2018 (Jason Connolly/Afp/Getty Images)

Il successo democratico alla Camera introduce nell’era Trump un prima e un dopo, e garantisce all’opposizione la possibilità di arginare in politica interna, estera e in economia le azioni del presidente e del suo governo. «State attenti», intima però ai democratici l’editorialista Albert R. Hunt di Bloomberg. «Prendere il controllo della Camera dei Rappresentanti darà ai democratici una miniera d’oro di opportunità per mettere sotto inchiesta l’Amministrazione Trump e le controversie etiche a essa legate. È un potenziale incubo per la Casa Bianca ma anche un campo minato politico per i vincitori». Oltre allo sbarramento su leggi e bilancio, i democratici promettono già inchieste sulle questioni finanziarie e fiscali legate al presidente. Si tornerà a scavare sulle sue relazioni con la Russia, e con l’Arabia Saudita. Trump sarà però «pronto a sferrare un contrattacco», accusando i democratici di attacchi partigiani, la stampa di mancanza di obiettività, andando così a rafforzare la sua base elettorale.

Se è ancora troppo presto per immaginare equilibri e squilibri generati dal voto di ieri, una certezza emerge dalle urne del midterm: la campagna elettorale e il suo esito sono stati densi di prime storiche. Il racconto che ne emerge è quello di un’America delle diversità e del confronto che mantiene le sue distanze dalla narrativa imposta da Donald Trump. Un numero record di donne è stato eletto al Congresso. La stampa americana ha parlato di un effetto #MeToo. Tra le future “congresswomen”, ci sono membri di minoranze etniche e religiose del Paese, che entrano per la prima volta nella vita politica di Washington. Rashida Tlaib, dello Stato del Michigan, origini palestinesi, e Ilhan Oman, del Minnesota, nata in Somalia, sono le prime donne musulmane a sedere al Congresso. Alexandria Ocasio-Cortez, padre nato nel Bronx e madre di Puerto Rico, a soli 29 anni è la più giovane donna mai entrata in quell’assemblea. Young Kim, californiana, è invece la prima americana di origine coreane ad arrivare a Washington, mentre rispettivamente dal Kansas e dal New Mexico Sharice Davids e Deb Haaland hanno fatto la storia per essere diventate le prime native americane a conquistarsi un seggio nell’organo legislativo del governo federale. Jared Polis è da oggi il primo governatore americano apertamente gay.

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