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16:19 venerdì 3 aprile 2026
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».
La nuova opera di Maurizio Cattelan è un numero telefonico da chiamare per confessargli i vostri peggiori peccati Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
Molte persone hanno scoperto le backrooms vedendo il trailer del film The Backrooms e non ci hanno capito niente Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.

Michiko Kakutani, la più feroce critica letteraria americana, si è dimessa dal New York Times

28 Luglio 2017

Vanity Fair la definisce «la donna più temuta dell’editoria», e a ragione: Michiko Kakutani, sessantadue anni – di cui quasi quaranta passati al New York Times, che fino ad oggi l’ha avuta come responsabile delle recensioni letterarie – ha avuto un potere e un ascendente senza paragoni nel mondo letterario in lingua inglese, tanto che il suo addio al grande quotidiano americano, scrive sempre Vanity Fair, «cambierà istantaneamente il mondo dell’editoria». Kakutani ha contribuito  all’affermazione di astri della letteratura come David Foster Wallace, Ian McEwan, Martin Amis, Jonathan Franzen e George Saunders.

Michiko Kakutani ha ammantato per anni il suo potere di un temperamento imprevedibile, capace di sorprendere e di renderla, appunto, una figura oggetto di timori ossequiosi. Poco mondana, la donna ha firmato anche diversi interventi più politici che letterari, su temi come la guerra in Iraq o, più recentemente, l’ascesa di Donald Trump, che sostiene VF, è il vero motivo per cui avrebbe asciato il suo prestigioso incarico: per scrivere saggi sulla situazione politica americana. Il Times non ha ancora indicato un nuovo chief book critic.

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La Kakutani era soprattutto le sue stroncature: The Cut ne ha messe insieme un po’, partendo da quella che ha affibbiato a The Spooky ArtSome Thoughts on Writing, libro di Norman Mailer sulla scrittura che lei ha commentato così: «Leggere questo libro è come dover fare un lungo viaggio in autobus su una strada dissestata, seduti a fianco di un loquace aneddotista che non fa mai un pisolino e non si ferma mai per respirare, e che non sembra avere alcun censore nella sua testa». Una sorte simile è toccata a Franzen nel 2006; a Kakutani non era affatto piaciuto il suo memoir Zona disagio: «Nelle sue nuove memorie, il sig. Franzen volge il suo sguardo spietato su se stesso e riesce a darci un odioso ritratto dell’artista da somaro: petulante, pomposo, ossessivo, egoista e incredibilmente egocentrico». E sull’Animale morente, romanzo di Philip Roth del 2001: «I suoi personaggi sono collezioni di tratti generici, i loro destini maldestramente inscenati dall’autore per evidenziare assunti filosofici che ha proposto molte altre volte in passato».

Immagini via Slate e Vanity Fair
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