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17:44 mercoledì 18 marzo 2026
Vogue ha fatto causa a un giornale di moda per cani perché si chiama Dogue Secondo la casa editrice Condé Nast, il magazine, che ha una circolazione di 100 copie, «potrebbe danneggiare in maniera irreparabile la reputazione di Vogue».
Hans Zimmer ha confermato che la persona che canta nel trailer di Dune 3 è proprio Timothée Chalamet Alcuni fan avevano riconosciuto subito la voce dell'attore, ma adesso è arrivata anche la conferma del compositore della colonna sonora del film.
L’annuncio di Meloni ospite del podcast di Fedez sembrava la cosa più assurda della campagna referendaria. Poi abbiamo visto il trailer della puntata La puntata verrà pubblicata giovedì 19 marzo alle 13. Nel frattempo, abbiamo un trailer che ha già raggiunto altissime vette di surrealismo.
Il fatto che continui a chiedere alla Nato di intervenire nello Stretto di Hormuz dimostra che Trump non ha capito cos’è la Nato La Nato non può fare nulla perché è un'alleanza difensiva, che tra l'altro non è neanche stata interpellata prima degli attacchi Usa e Israele contro l'Iran.
La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.
Una ricerca ha scoperto che, contrariamente a quanto si credeva, la cannabis non ha nessuna efficacia nella cura di ansia e depressione Si tratta della più grande ricerca di questo tipo mai fatta. Secondo i risultati, usare i cannabinoidi per curare ansia, anoressia nervosa, Ptsd o altre dipendenze non serve a nulla.
C’è una petizione per fare della Hoepli una bottega storica di Milano e provare così a salvarla dalla chiusura Petizione che ha già raccolto più di 48 mila firme, tra cui quelle di Eleonora Marangoni, Mario Calabresi, Alessandro Cattelan e Vinicio Capossela.
Tutti aspettavano il ritorno di John Galliano nella moda, ma nessuno si aspettava sarebbe stato una collezione per Zara La collaborazione tra il brand del gruppo Inditex e lo stilista di Gibilterra durerà due anni, e la prima collezione arriverà nei negozi a settembre.

La canzone di Arisa vincerà Sanremo?

"Mi sento bene" è stata accolta con entusiasmo da un pubblico più eterogeneo del solito.

08 Febbraio 2019

Arisa ha vinto Sanremo già due volte: nel 2009, nella sezione esordienti, con “Sincerità” e poi nel 2014, nella categoria campioni, con “Controvento”. Dall’anno dell’esordio, Arisa ha partecipato a molte altre edizioni del festival, tra cui quella del 2010, quando propose forse uno dei suoi pezzi meno riusciti, “Malamorenò”guadagnando il nono posto, e del 2012, con la splendida, tristissima “La notte”, seconda classificata. Il brano che ha interpretato quest’anno sul palco dell’Ariston, si intitola “Mi sento bene” ed è molto particolare, sia per la struttura che per il testo. È composto da un inizio lento e sognante che si infiamma all’improvviso, trasformandosi da un momento all’altro in un esplosione di energia un po’ anni ’80. Molti l’hanno definito perfettamente sanremese, lodando l’interpretazione eccezionale di una delle migliori voci italiane. “Mi sento bene” fa parte di un album altrettanto autobiografico, Una nuova Rosalba in città, uscito l’8 febbraio con la Sugar di Caterina Caselli. Com’è possibile notare osservando il video pubblicato sul canale della cantante il 6 febbraio, la canzone parla di una situazione di “risveglio”. All’inizio la cantante è morta, sdraiata in una bara. Non appena la canzone esplode, Arisa riprende vita materializzandosi in via Madonnina, nel quartiere di Brera a Milano, con il volto coperto da un’animoji. Dopo una passeggiata in un mondo popolato di statement, reaction e altre immagini uscite direttamente da un’iPhone X, parte il balletto finale.

Basta ascoltare attentamente il testo, scritto da Buzzanca, Vizzini, Flora e Rosalba Pippa stessa, per rendersi conto che, nonostante gli arrangiamenti allegri e festosi, questa canzone parla di depressione: di quanto è difficile, per certe persone, riuscire a convincersi di quel “mi sento bene”, o di quanto, a volte, il benessere sia rintracciabile soltanto nell’evasione («Non penso a niente e tutto mi appartiene / E più non penso e più mi sento bene»). E poi, della fugacità di tutte le piccole e grandi cose che fanno sentire felici, ma anche infelici, di come l’esistenza possa sembrarci emozionante ma anche senza senso, a seconda di come ci sentiamo. Così ne aveva parlato lei stessa su Tv Sorrisi e Canzoni: «Quando mi è stata proposta dalla Sugar ci ho visto il manifesto di quello che possiamo fare per sentirci bene con noi stessi. È una risposta a tutte le riflessioni e le domande che ci facciamo quando ci sentiamo in paranoia».

In accostamento a un testo del genere, l’arrangiamento brioso trasmette una strana forma di irrequietezza, una grinta quasi drammatica, forse disperata. Pare assurdo che tutto questo possa essere condensato in una canzonetta del genere, tanto che molti hanno apprezzato il brano per la sua allegria e il fatto che elenchi “i piccoli piaceri della vita”. Il risultato di questo misunderstanding è un entusiasmo che ha coinvolto un pubblico più eterogeneo del solito: alcuni l’hanno applaudito per la sua leggerezza, altri per il carattere subdolo, complesso (una festa che nasce dal dolore) e la capacità, con un testo semplice – almeno apparentemente – di esprimere sensazioni e situazioni ambivalenti.

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