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18:31 giovedì 18 giugno 2026
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.
Un videogioco in cui si gioca a nascondino ha venduto tre milioni di copie in appena una settimana Si intitola Meccha Chameleon e, oltre ad aver venduto tre milioni di copie, è diventato popolarissimo anche su TikTok, Twitch e YouTube.
Ormai gli affitti a New York sono così alti che diverse donne, pur di non lasciare la città, stanno andando a vivere in convento con le suore D'altronde, in una città in cui l'affitto medio è di 3600 dollari, se non ci si affida alla Divina Provvidenza è difficile davvero sopravvivere.
In Corea del Sud sono sempre più diffusi i “siti dopaminici”, cioè siti in cui fingi di comprare cose solo per far provare al cervello il piacere dell’acquisto Siti in cui si ordina cibo da ristoranti inesistenti o vestiti da negozi inventati. Tutto per avere quella scarica dopaminica senza spendere soldi.
In Antartide non ha mai fatto tanto caldo come nell’ultimo mese e gli scienziati dicono che la situazione ormai è «assolutamente pazzesca» Ci sono due gradi in più del precedente massimo registrato. La neve che copre il terreno si scioglie. In cima ai ghiacciai piove invece di nevicare.
La FIFA vuole coprire tutti i loghi dei brand con cui non ha accordi commerciali negli stadi del Mondiale, ma di questi loghi ce ne sono troppi e non ci sta riuscendo E dove ci è riuscita ha ottenuto un discreto effetto comico, come nel caso del telo bianco messo a coprire il logo Levi's al Levi’s Stadium di Santa Clara.
Nel loro concerto a Bologna i Kneecap hanno fatto salire sul palco Jose Nivoi del Calp per parlare del blocco con cui i portuali vogliono fermare le armi dirette in Israele Il sindacalista e attivista del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali ha anche annunciato un grande sciopero internazionale per ottobre, «a sostegno del popolo palestinese. A sostegno del popolo libanese. A sostegno di Cuba. Contro gli oppressori e contro gli imperialisti».

Chi è il giornalista che ha ispirato il discorso di Meryl Streep ai Golden Globe

09 Gennaio 2017

Uno degli aspetti più discussi della cerimonia dei Golden Globe è stato il discorso di Meryl Streep contro Donald Trump. L’attrice, che ha ritirato il premio per la carriera, ha sfruttato l’occasione per attaccare il presidente eletto. Prima ha tessuto le lodi della diversità etnica e nazionale di Hollywood – per esempio ricordando che Ryan Gosling «come tutte le persone migliori è canadese», che Natalie Portman è nata a Gerusalemme e Amy Adams a Vicenza – ricordando che se si dovessero buttare fuori gli outsider, agli americani «non resterebbe che guardare il football». Poi ha attaccato Trump per avere preso in giro un giornalista disabile.

«La persona che sta per ricoprire la carica più rispettata del nostro Paese ha fatto l’imitazione di un giornalista disabile, un bersaglio in posizione di svantaggio quanto a potere, privilegio e capacità di risposta. Guardare uno spettacolo del genere mi ha come spezzato il cuore, non riuscivo a non ripensarci, perché non era un film, era la vita vera. E questa pulsione a umiliare, quando l’esempio arriva da qualcuno che è in una posizione pubblica, da qualcuno di potente, finisce per permeare le vite di tutti» (il segmento inizia intorno al minuto 2:45).

L’episodio cui si riferisce Meryl Streep risale a più di un anno fa. Nel novembre del 2015 Donald Trump, che allora era ancora candidato alle primarie repubblicane, durante un discorso ha fatto la parodia di Serge Kovaleski, un giornalista affetto da artrogriposi, una malformazione congenita alla mano.

La ragione per cui Trump lo stava attaccando era un articolo scritto dal reporter nel 2001 per il Washington Post, che parlava dell’Undici settembre da una prospettiva sgradita al tycoon newyorchese. Kovaleski oggi non lavora più al Post, è passato al New York Times nel 2006 e tre anni dopo ha vinto il premio Pulitzer per il giornalismo investigativo, grazie alle sue indagini che hanno portato alle dimissioni del governatore Eliot Spitzer.

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