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Massive Attack, Kneecap, Brian Eno, Sigur Rós, Nadine Shah e altri mille artisti hanno chiesto di boicottare l’Eurovision se anche quest’anno a Israele sarà permesso di partecipare

Hanno firmato una lettera aperta per boicottare la manifestazione, chiedendo l’esclusione immediata di Israele.

21 Aprile 2026

L’Eurovision 2026 di Vienna, previsto per il prossimo 16 maggio, sta passando dalle pallette alle spillette che si vedono sui baveri delle giacche durante le manifestazioni. Oltre mille artisti, tra cui Massive Attack, Brian Eno, Kneecap, Sigur Rós e Nadine Shah, hanno firmato una lettera aperta per boicottare la manifestazione, chiedendo l’esclusione immediata dell’emittente israeliana KAN. Sostenuta dai collettivi “No Music For Genocide” e “Palestinian Campaign for the Academic & Cultural Boycott of Israel” (PACBI), la protesta punta il dito contro l’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU, l’organizzatore dell’Eurovision), rea di mantenere una facciata di intrattenimento mentre un’indagine delle Nazioni Unite del settembre 2025 ha già formalizzato l’accusa di genocidio per le azioni di Israele a Gaza.

Il cuore della contestazione sta in quello che i firmatari definiscono un intollerabile doppio standard. Come scrive Euronews, se la Russia è stata bandita nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina, la partecipazione israeliana per il terzo anno consecutivo viene letta non come neutralità ma come una precisa scelta politica. «Ci rifiutiamo di essere complici», scrivono gli artisti, sottolineando come tutti palcoscenici di Gaza siano stati ridotti in macerie dagli attacchi israeliani. Per artisti come i Kneecap, il contrasto tra il carrozzone viennese e la realtà del conflitto rende impossibile accettare che la musica faccia da colonna sonora a quella che tra le altre cose è anche una sistematica operazione di cancellazione culturale, ribadendo che il silenzio, in questo contesto, è una scelta.

Nonostante l’EBU continui a definire l’Eurovision come un evento apolitico, iniziative come questa di cui avete appena letto, unita al rifiuto di partecipare già annunciato da Spagna, Irlanda, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda, mette seriamente in difficoltà questa settantesima edizione del Festival della Canzone Europea.

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