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In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.
C’è un’app per inviare messaggi che viaggiano alla velocità di un piccione viaggiatore Si chiama Roost e si presenta come un servizio di messaggistica "anti istantanea" per riscoprire il piacere (e la frustrazione) dell'attesa.
Ai colloqui di pace tra Usa e Iran c’è un problema: J.D. Vance continua a essere ignorato da diverse delegazioni diplomatiche Tanto che la Casa Bianca è stata costretta a diffondere un comunicato stampa per dire che non è affatto vero che Vance viene ignorato.
Secondo i climatologi, la colpa dell’ondata di caldo in Europa non è affatto del Super El Niño ma tutta degli esseri umani Stiamo pagando il prezzo di anni di crisi climatica, non basta un singolo evento climatico a spiegare l'incredibile caldo di queste settimane.
Criterion Collection farà un lussuosissimo box set di 30 DVD con tutti i film restaurati di Stanley Kubrick Conterrà tutti i suoi corti e lungometraggi in versione restaurata, più 25 ore di contenuti speciali, molti dei quali inediti e assai sfiziosi.
Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.
L’Inghilterra sarà anche senza Primo Ministro, ma si è innamorata dell’hot podium guy che sistema il leggio e prova i microfoni prima delle conferenze stampa davanti a Downing Street Tradotto in italiano sarebbe "il bono del podio", unica figura stabile nella politica inglese, tanto che molti sui social lo propongono come Premier.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.

Meghan Markle non si chiama veramente Meghan

14 Maggio 2018

Con il royal wedding che si avvicina, i riflettori sono tutti puntati su di lei: Meghan Markle, l’attrice americana trentaseienne che sabato sposerà il principe Harry. Si è molto discusso dell’identità di Meghan e del valore simbolico di alcuni dettagli: la fanciulla, per cominciare, è divorziata (l’ultima volta che un reale britannico s’era innamorato di un’americana divorziata, la storia era finita con un’abdicazione), poi è per metà afro-americana, dunque sarebbe la prima volta che la famiglia reale accoglie al suo interno una donna di colore (la prima, per lo meno, negli ultimi due secoli: pare anche la regina Charlotte, incoronata nel 1761, avesse un po’ di sangue africano). C’è però un piccolo dettaglio, nella vita di Meghan Markle, che è sfuggito ai più: il suo nome non è proprio Meghan.

Ha indagato su questa delicatissima questione Rachel Handler di Vulture. Che confessa di avere scoperto il fattaccio su Wikipedia: «Leggendo per la ventiquattresima volta il profilo di Meghan, ho notato un dettaglio da cui il mio cervello aveva cercato di proteggermi le prime 23 volte: il vero nome di Meghan Markle è Rachel Meghan Markle. Concentratevi, per favore, quello che vi sto dicendo è che il suo nome non è Meghan, è Rachel!». Tecnicamente, dunque, Rachel e il primo nome e Meghan è il secondo nome. La prassi di chi ha un doppio nome, come tutti sanno, è quasi sempre quello di utilizzare il primo nome. Perché allora Meghan si fa chiamare Meghan e non Rachel?

Meghan Markle Rachel

Sentendosi in qualche modo chiamata in causa, l’altra Rachel, la giornalista di Vulture, ha scritto un sacco di email a esperti di questioni reali e a vari portavoce, ma nessuno ha saputo darle una risposta. Ha persino scritto alla regina, che però, stranamente, non le ha risposto. Va detto che Meghan Markle si faceva già chiamare così quando ha iniziato la carriera di attrice: dettaglio interessante, il personaggio che fino a poco tempo fa interpretava nella serie Suits, si chiama proprio Rachel (per la precisione Rachel Zane). Allora, che cos’ha il nome “Meghan” che il nome “Rachel” non ha? Difficile ipotizzare che l’attrice l’abbia scelto perché meno banale: tra le donne americane nate nel 1981, il nome Meghan (scritto anche Megan, senza H) è comune quasi quanto Rachel. Magari, ipotizza la giornalista, le piaceva l’allitterazione.

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