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Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.

È uscito il primo trailer di Megalopolis di Francis Ford Coppola

14 Maggio 2024

Oggi comincia il Festival di Cannes e, lo sappiamo, ne abbiamo scritto, ne stiamo parlando, uno degli eventi – perché di questo si tratta – più attesi dell’edizione di quest’anno è l’anteprima mondiale di Megalopolis, il nuovo film di Francis Ford Coppola. La proiezione del film è prevista per giovedì 18, ore 19, al Grand Théâtre Lumière, alla presenza ovviamente di Coppola e di tutto il notevole, ampio cast (forse non proprio tutto, considerando che su Imdb risulta che gli attori e le attrici presenti nel film sono 117). In preparazione della prima oggi è stato diffuso anche il primo trailer del film, un minuto e mezzo circa in cui finalmente vediamo la città-mondo, appunto la megalopoli, in cui Coppola ha deciso di ambientare quella che lui stesso sta raccontando come l’ultima storia della sua vita di regista.

Certo, a guardare il trailer non si capisce ancora davvero di cosa parli Megalopolis: c’è una citta minacciata da un’apocalisse (dal cielo piovono meteoriti: ma sarà la realtà? Un incubo di qualcuno? Un’allucinazione collettiva?), persone che vivono tra feste simili a quelle dei Roaring Twenties, poliziotti che indagano in anfratti bui della megalopoli che ricordano quelli delle città dei romanzi noir. Tutto questo lo vediamo, ma della trama del film capiamo poco e niente: di fatto, sappiamo quello che sapevamo già, che avevamo scoperto dopo l’uscita delle prime immagini e del primo teaser del film.

Ma a parte il mistero che circonda trama e personaggi, Megalopolis è uno dei film più attesi a Cannes – nel mondo, sarebbe più corretto dire – anche per il mito che esiste già attorno alla sua ideazione e realizzazione. Il fatto che Coppola, ormai anziano, abbia deciso di rischiare tutto – reputazione e soprattutto soldi, perché pur di produrre il film ha ipotecato pure le sue amatissime vigne californiane – per fare questo film ha ovviamente affascinato tantissimo gli appassionati di cinema. Soprattutto quelli che lo conoscono bene e che sanno che questa non è la prima volta che lo fa, che questa pulsione autodistruttiva è effettivamente il filo che lega tutti i suoi film, i successi che lo hanno fatto ascendere allo status di leggenda (Apocalypse Now, ovviamente) e i disastri che lo hanno quasi cancellato dalla mappa di Hollywood (Un sogno lungo un giorno).

Ancora non sappiamo in quale di queste due categorie finirà Megalopolis. Chi ha avuto la fortuna di vederlo già non ci ha chiarito nulla: alcuni lo hanno definito “invendibile” (ma questa opinione è stata già smentita dai fatti: come riporta Jordan Ruimy su WorldofReel, il film ha già trovato un distributore in Francia, Italia, Regno Unito, Spagna e Germania), altri come «così brutto che fa tristezza, Coppola non dovrebbe finire la sua carriera in questo modo»), altri come un disastro produttivo, altri ancora, come il regista Gregory Nava, lo hanno definito un evento nella storia del cinema, «come Einstein e la relatività nel 1905, come Picasso e “Guernica” nel 1937». Ancora due giorni di attesa e, finalmente, capiremo cosa è Megalopolis. 

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