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10:14 sabato 4 luglio 2026
I produttori del film di Il mio anno di riposo e oblio hanno dovuto trovare una nuova regista perché Yorgos Lanthimos è stanco e non vuole più girarlo L'adattamento del romanzo di Ottessa Moshfegh sarà diretto da Rose Glass, la regista di Saint Maud e Love Lies Bleeding.
Per l’80esimo compleanno di Syd Barret uscirà un doppio album celebrativo in cui suoneranno anche David Gilmour e Nick Mason dei Pink Floyd Uscirà il il 9 ottobre e si intitolerà Clowns And Jugglers: The Songs Of Syd Barrett, parte di una grande festa in programma a Cambridge, la sua città natale.
In Cisgiordania è stato costruito un “archivio indistruttibile” per conservare, proteggere e tramandare in tutto il mondo la storia della Palestina È un progetto del Museo Palestinese di Birzeit: dentro ci sono mezzo milione di foto, documenti, diari, mappe, filmati e lettere, scaricabili da chiunque ed esponibili ovunque.
C’è un sito che usa le opere di Rothko per le previsioni del tempo Basta digitare il nome di una località qualsiasi del mondo perché un apposito algoritmo selezioni il dipinto dell’artista che meglio corrisponde alla luce e alla temperatura di quel momento.
In Cina è in vendita il primo robot per il supporto emotivo Si chiama U1, ha 88 motori per far sembrare reali i suoi movimenti, AI per imparare a conoscerti ed è progettato per diventare un compagno di vita.
A Hollywood sono convinti di aver già trovato (tra Reddit e YouTube, ovviamente) il prossimo Backrooms e il prossimo Obsession Due fenomeni internettiani come Siren Head e The Mandela Catalogue diventeranno film, confermando che YouTube è ormai per Hollywood un vivaio di registi
Un prete ortodosso greco ha fatto un album doom metal e Pitchfork gli ha dato un voto più alto di quelli dati ad Aphex Twin e Daft Punk Lui si chiama padre Dionysios Tabakis e l'album si intitola Paradise Metal. Voto su Pitchfork: 7.6, più di Discovery e Drukqs.
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.

Matrimoni combinati (al parco)

27 Giugno 2011

Quando si parla di matrimoni combinati, in genere si pensa immediatamente al mondo islamico. Guardando all’Asia, il primo paese che viene in mente è l’India, con le sue tradizioni millenarie legate a curiose specificità religiose, al mondo delle caste e al ruolo delle donne nella società che impediscono alla nazione di integrarsi in tutto e per tutto con le abitudini globalizzate del ventunesimo secolo. Quasi nessuno, invece, citerebbe come esempio la Cina, nella convinzione tutta occidentale che nella Repubblica popolare ci sia poco tempo per occuparsi della vita privata, anche perché i single, intesi come coloro che hanno il tempo di concentrarsi esclusivamente sul lavoro, vengono percepiti come più produttivi ed efficienti di madri e padri di famiglia.

I genitori d’Oriente non sono d’accordo con questa visione che troppo si allontana dall’idea di famiglia tradizionale. E così, se i figli non hanno tempo di occuparsi della ricerca dell’anima gemella, ci pensano loro a combinare quello che, dal loro punto di vista, non può che essere un matrimonio perfetto. Come? E’ molto semplice: esistono dei parchi in Cina che si sono trasformati nel tempo nei ritrovi abituali di parenti in cerca di cuori solitari. In questi giardini pubblici sono stati allestiti degli spazi dove i genitori possono incollare le foto dei figli da accoppiare. Per le donne in genere si opta per uno scatto informale o per una posa più ammiccante. Per gli uomini è sempre meglio una foto in abito scuro, sinonimo, in Cina, di un impiego prestigioso e, di conseguenza, ben retribuito.
La ragione per cui sono stati scelti i parchi come luogo ideale per formare a tavolino nuove coppie è facilmente intuibile: gli adulti in pensione hanno da sempre l’abitudine di frequentare i giardini pubblici la mattina presto, per passeggiare, divertirsi insieme improvvisando nuove sequenze di Tai Chi, la ginnastica preferita dagli anziani, e, naturalmente, per raccontarsi le vicissitudini dei figli e confrontarsi sui loro problemi. Ed ecco che, dopo essersi resi conto che la maggior parte dei giovani cinesi in carriera fa fatica a trovare un partner con cui formare una famiglia (solo vent’anni fa a Shanghai l’età media per contrarre il matrimonio non superava i 22 anni per le donne: oggi è arrivata a 28!), hanno iniziato a formare da soli nuove coppie.

Quando poi questa apparentemente bizzarra abitudine si è consolidata, è diventato normale ritrovarsi nei parchi a consultare foto e curriculum -comprensivo di titolo di studio, reddito mensile, eventuali proprietà possedute, auto o appartamenti, altezza, peso, segno zodiacale cinese e, a volte, anche il gruppo sanguigno, dei giovani cinesi single incollate anche sui rami e sui tronchi degli alberi quando le bacheche sono piene. Con grande naturalezza, e spesso all’insaputa dei diretti interessati.

Dopo aver selezionato i candidati migliori, scelti, in genere, in base al reddito, al titolo di studio e al settore in cui sono impiegati o, se si tratta di donne, alla predisposizione per la cucina e la maternità, questi genitori-manager un po’ impiccioni si annotano i numeri di telefono dei parenti dei prescelti per poterli contattare di nuovo nel caso in cui i figli confermino la propria disponibilità a conoscerli.

Assolutamente da evitare è l’incontro tra cinesi di città e campagna, anche perché i giovani che vengono dall’entroterra con poca istruzione ma pieni di speranze che, tuttavia, nella maggior parte dei casi si ritrovano a lavorare in fabbrica senza contratto, non possono sposare ragazze nate e cresciute in città: “la loro unione sarebbe sicuramente infelice”, spiegano le mamme delle giovani piccolo borghesi. Del resto, è molto più difficile per gli uomini trovare moglie che viceversa, quindi le ragazze possono permettersi di rifiutare più di un pretendente. O di scartare i cinesi che non sono mai usciti dalla Repubblica popolare per favorire chi può sfoggiare sul passaporto più visti di paesi stranieri, meglio se europei o americani.

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