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04:28 sabato 17 gennaio 2026
Il miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle, ha dovuto cambiare nome al suo megayacht dopo essersi accorto che leggendolo al contrario diceva “Im a nazi” Peccato, perché Izanami, divinità madre del pantheon shintoista, era proprio un bel nome. Almeno, lo era se lotto da sinistra a destra.
Dopo la morte del figlio di Chimamanda Ngozi Adichie, in Nigeria è iniziata una protesta contro il disastroso stato della sanità nazionale La scrittrice ha perso un figlio di appena 21 mesi e ha fatto causa all'ospedale in cui era ricoverato, accusando i medici di gravissime negligenze.
15 francesi, 13 tedeschi, 2 finlandesi, 2 norvegesi, un britannico, un olandese, nessun italiano: sembra una barzelletta ma è il contingente militare europeo in Groenlandia Basteranno un centinaio di soldati a fermare le mire espansionistiche degli Stati Uniti d'America? Il rischio di scoprirlo presto, purtroppo, c'è.
Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.
Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.
Su GTA Online è apparsa una missione in cui i giocatori giocano l’omicidio di Charlie Kirk Apparsa e già scomparsa: i moderatori hanno cancellato tutto e inserito anche le parole “Charlie Kirk” all’elenco dei termini proibiti.

Matrimoni combinati (al parco)

27 Giugno 2011

Quando si parla di matrimoni combinati, in genere si pensa immediatamente al mondo islamico. Guardando all’Asia, il primo paese che viene in mente è l’India, con le sue tradizioni millenarie legate a curiose specificità religiose, al mondo delle caste e al ruolo delle donne nella società che impediscono alla nazione di integrarsi in tutto e per tutto con le abitudini globalizzate del ventunesimo secolo. Quasi nessuno, invece, citerebbe come esempio la Cina, nella convinzione tutta occidentale che nella Repubblica popolare ci sia poco tempo per occuparsi della vita privata, anche perché i single, intesi come coloro che hanno il tempo di concentrarsi esclusivamente sul lavoro, vengono percepiti come più produttivi ed efficienti di madri e padri di famiglia.

I genitori d’Oriente non sono d’accordo con questa visione che troppo si allontana dall’idea di famiglia tradizionale. E così, se i figli non hanno tempo di occuparsi della ricerca dell’anima gemella, ci pensano loro a combinare quello che, dal loro punto di vista, non può che essere un matrimonio perfetto. Come? E’ molto semplice: esistono dei parchi in Cina che si sono trasformati nel tempo nei ritrovi abituali di parenti in cerca di cuori solitari. In questi giardini pubblici sono stati allestiti degli spazi dove i genitori possono incollare le foto dei figli da accoppiare. Per le donne in genere si opta per uno scatto informale o per una posa più ammiccante. Per gli uomini è sempre meglio una foto in abito scuro, sinonimo, in Cina, di un impiego prestigioso e, di conseguenza, ben retribuito.
La ragione per cui sono stati scelti i parchi come luogo ideale per formare a tavolino nuove coppie è facilmente intuibile: gli adulti in pensione hanno da sempre l’abitudine di frequentare i giardini pubblici la mattina presto, per passeggiare, divertirsi insieme improvvisando nuove sequenze di Tai Chi, la ginnastica preferita dagli anziani, e, naturalmente, per raccontarsi le vicissitudini dei figli e confrontarsi sui loro problemi. Ed ecco che, dopo essersi resi conto che la maggior parte dei giovani cinesi in carriera fa fatica a trovare un partner con cui formare una famiglia (solo vent’anni fa a Shanghai l’età media per contrarre il matrimonio non superava i 22 anni per le donne: oggi è arrivata a 28!), hanno iniziato a formare da soli nuove coppie.

Quando poi questa apparentemente bizzarra abitudine si è consolidata, è diventato normale ritrovarsi nei parchi a consultare foto e curriculum -comprensivo di titolo di studio, reddito mensile, eventuali proprietà possedute, auto o appartamenti, altezza, peso, segno zodiacale cinese e, a volte, anche il gruppo sanguigno, dei giovani cinesi single incollate anche sui rami e sui tronchi degli alberi quando le bacheche sono piene. Con grande naturalezza, e spesso all’insaputa dei diretti interessati.

Dopo aver selezionato i candidati migliori, scelti, in genere, in base al reddito, al titolo di studio e al settore in cui sono impiegati o, se si tratta di donne, alla predisposizione per la cucina e la maternità, questi genitori-manager un po’ impiccioni si annotano i numeri di telefono dei parenti dei prescelti per poterli contattare di nuovo nel caso in cui i figli confermino la propria disponibilità a conoscerli.

Assolutamente da evitare è l’incontro tra cinesi di città e campagna, anche perché i giovani che vengono dall’entroterra con poca istruzione ma pieni di speranze che, tuttavia, nella maggior parte dei casi si ritrovano a lavorare in fabbrica senza contratto, non possono sposare ragazze nate e cresciute in città: “la loro unione sarebbe sicuramente infelice”, spiegano le mamme delle giovani piccolo borghesi. Del resto, è molto più difficile per gli uomini trovare moglie che viceversa, quindi le ragazze possono permettersi di rifiutare più di un pretendente. O di scartare i cinesi che non sono mai usciti dalla Repubblica popolare per favorire chi può sfoggiare sul passaporto più visti di paesi stranieri, meglio se europei o americani.

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