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22:36 lunedì 2 febbraio 2026
A San Francisco hanno organizzato una manifestazione in difesa dei miliardari ma non si capisce se sia un’iniziativa seria o una burla L'obiettivo (pare) è proteggere i miliardari residenti in California da una proposta di patrimoniale del 5 per cento sui patrimoni dal miliardo in su.
In Portogallo il centrodestra sta chiedendo ai suoi elettori di votare per i socialisti al ballottaggio pur di non far vincere l’estrema destra Diversi esponenti del centrodestra hanno annunciato che l'8 febbraio voteranno António José Seguro, perché è l'unico modo di difendere la democrazia portoghese.
In vista dell’uscita del film di Cime tempestose, la Gen Z sta recuperando il libro e lo sta trovando difficilissimo Oppure noioso: qualcuno dice che per arrivare alla fine ha deciso di leggere soltanto i dialoghi, altri consigliano di partire dal capitolo 4.
Un programmatore ha creato un social che possono usare solo i chatbot e i chatbot lo stanno usando per lamentarsi degli esseri umani Si chiama Moltbook, somiglia molto a Reddit e anche i chatbot si comportano in modo molto simile agli utenti Reddit: si lamentano e insultano.
Il governo Usa si è dimenticato di censurare i volti e i corpi delle donne ritratte nella tranche di Epstein Files appena pubblicata Alcune di queste sarebbero addirittura minorenni: se ne sono accorti i giornalisti del New York Times, grazie a loro le foto sono state rimosse.
Nel nuovo trailer del Diavolo veste Prada 2 c’è Miranda Priestly che, come tutte le direttrici del mondo, va alla ricerca di soldi per il suo giornale Ambientato a Milano, il trailer mostra una Miranda Priestly alle prese, persino lei, con la crisi dell'editoria.
Nonostante abbia vinto il premio per l’Album dell’anno, a Bad Bunny è stato vietato di esibirsi dal vivo ai Grammy Stavolta non c'entra la politica ma un grosso concerto che Bad Bunny terrà l'8 febbraio durante un evento piuttosto importante.
TikTok ha chiuso l’account di Bisan Owda, una delle più note e apprezzate giornaliste palestinesi, senza una spiegazione Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.

I Massive Attack vogliono ridurre le emissioni della musica live

06 Settembre 2021

Che i Massive Attack siano interessati alla lotta al cambiamento climatico è una notizia che si conosce da tempo, considerando che a ottobre 2020 Robert del Naja aveva spiegato come il gruppo britannico di musica elettronica si stesse dando da fare per trovare una chiave di sopravvivenza, non solo dal punto di vista commerciale – a causa della pandemia – quanto per ridurre l’impatto ambientale dell’intera industria musicale. È tornato a parlarne in questi giorni, come scrive il Guardian, in seguito a un rapporto sulle emissioni di carbonio nel settore della musica richiesto proprio dalla band per promuovere la riduzione di emissioni nella musica dal vivo.

Mentre il rapporto in questione, realizzato dall’Università di Manchester, raccomanda alle rockstar di assumersi alcune responsabilità, abbandonando i jet privati per esempio, Del Naja, altrimenti noto come 3D, ha criticato il governo per non aver fatto abbastanza per supportare l’industria circa la riduzione delle emissioni di carbonio. «L’industria della musica dal vivo, specialmente dopo la Brexit, è davvero importante per l’identità nazionale […] e ha un valore sociale ed economico profondo, visto che genera oltre 4,6 miliardi di sterline per l’economia ogni anno e impiega circa migliaia di persone per lavorarci. Ma, a fronte di simili numeri, dove sta il piano del governo per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi anche in ambito musicale? I dati del rapporto sono allarmanti, ma non mi sorprendono», ha detto.

Ricordiamo che, attivi su questo tema da anni, i Massive Attack provano a ridurre le emissioni di carbonio da molto tempo, per quanto è possibile, adottando misure tali da pianificare tour che riducano il loro impatto sul clima, viaggiando in treno ove possibile, costruendo set più facilmente trasportabili e riciclabili, utilizzando fornitori locali, limitando il consumo di energia e incoraggiando l’uso di quella verde. Intanto la professoressa Carly McLachlan, che ha guidato la ricerca che ha ripensato ai modi in cui l’industria musicale potrebbe lavorare per raggiungere gli obiettivi in tema ambientale, ha affermato che «questi dati sono stati accolti con molto entusiasmo nel settore e molti artisti come i Massive Attack stanno già facendo tanto. Quando le persone iniziano a mettere in atto simili cambiamenti positivi, alla fine non si chiamano più cambiamenti, ma abitudini quotidiane. Ed è quello a cui anche la musica deve ambire».

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