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02:32 domenica 25 gennaio 2026
Kim Jong-un che fissa le persone mentre fanno il bagno alle terme è già il miglior meme del 2026 Il leader supremo della Corea della Nord ha festeggiato l'inaugurazione di un nuovo Centro vacanze fissando le persone che facevano il bagno e la sauna.
Un giornale portoghese ha scambiato Dario Ballantini, l’imitatore di Valentino, per il vero Valentino Lo ha fatto Jornal Expresso, che ha poi rimosso il post, anche se lo stesso Ballantini ha ammesso che «la nostra somiglianza in passato ha confuso pure Calvin Klein».
Il trasferimento del Leoncavallo in via San Dionigi è saltato e adesso non si sa che ne sarà del centro sociale A cinque mesi dallo sgombero di via Watteau, l'ipotesi via San Dionigi è definitivamente tramontata e ora non si sa come procedere.
Oltre 800 artisti hanno lanciato un appello per chiedere che la repressione delle proteste in Iran sia trattata come un crimine contro l’umanità Tra i firmatari ci sono anche Shirin Neshat, Jafar Panahi Juliette Binoche, Marion Cotillard e Yorgos Lanthimos.
Arctic Monkeys, Pulp, Blur, Fontaines D.C., Depeche Mode, Cameron Winter, King Krule, Wet Leg, Anna Calvi: l’album Help 2 è il sogno realizzato degli amanti dell’indie E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.
Jeremy Strong è talmente fan di Karl Ove Knausgård che lo ha anche intervistato per Interview I due hanno parlato del nuovo romanzo di Knausgård ma soprattutto di quanto entrambi odino essere famosi.
A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.
Cameron Winter dei Geese ha tenuto un concerto a sorpresa a un minuscolo evento di beneficenza per Gaza Si è esibito per 250 fortunati e ignari spettatori al Tv Eye di New York, presentandosi pure con un nome falso, Chet Chomsky.

Massimo Pericolo e il ritorno dell’odio

C'è un nuovo immaginario per un rap duro e poco incline alla melodia, che nasce in provincia ma cresce a Milano.

11 Marzo 2019

Ritorna dalle nostre parti il rap politico “a sua insaputa”: un nuovo rap duro e poco incline alla melodia, ma benedetto dall’hype, propone un immaginario inedito che dà un vocabolario contemporaneo allo scontento sociale. Rafilù, Speranza e soprattutto Massimo Pericolo ricollocano il disagio facendone un territorio di scontro.

Pericolo arriva dalla provincia di Varese, Brebbia sta davanti a quel lago Maggiore che nel video appena uscito di “Sabbie d’Oro” pare una piccola Twin Peaks coi personaggi di Donnie Darko e lo stile registico di Harmony Korine. Ci sono Alessandro, vero nome del rapper, e i suoi amici che in mutande con i mitra nell’acqua citano Gomorra di Matteo Garrone, sminuzzano pasticche di neurolettici tranquillanti in polo Fila e passamontagna bianco cantando un nichilismo CCCP fuori tempo massimo: “Meglio vendere la droga che comprare views/meglio credere di più che credere a Gesù/meglio guidare l’autobus che l’auto blu/meglio avere la mia vita che la tua tv”.

Nessuno degli ingredienti della ricetta musicale di Massimo Pericolo è nuovo, né la droga, né la galera metaforica e reale che ha vissuto, né il malessere della provincia, tantomeno l’odio per le istituzioni, a partire dalla tessera elettorale bruciata all’inizio del video di “7 miliardi” fino agli anatemi contro la polizia o alle citazioni dei morti di Stato Stefano Cucchi e Giuseppe Uva sparse ovunque. È dai tempi de L’odio di Kassovitz e delle foto con le auto in fiamme che abbiamo preso confidenza, normalizzandola, con questo tipo di narrazione. Ma se, come racconta il filosofo Alain Finkielkraut in un’intervista a La Repubblica del 19 febbraio, «l’ideologia dominante mette tutto sullo stesso piano, e la grande letteratura vale quanto il rap», allora non possiamo non considerare rilevante questo spostamento di significato di una piccola cultura di massa, com’è oggi la musica rap, messo in atto da Massimo Pericolo. Da quando la trap è diventata musica per ragazzini e “spaccare” – ovvero diventare famosi e sponsorizzati dai brand riempiendo palazzetti e scalando classifiche di streaming – è un obiettivo complementare al reddito di cittadinanza, le rime del musicista di Varese sembrano dare ossigeno e slogan situazionisti (“Fotte un cazzo di niente/non so neanche chi è il Presidente/non voto tanto non serve”) a un malessere sempre meglio definito che ha Milano, e nel “modello” che oggi si trova  a rappresentare, il suo habitat: è nella capitale delle manifestazioni per i diritti e delle affollate code notturne per le release dei nuovi modelli di sneaker che l’élite fashion culturale fa montare, alzandolo dall’underground, l’hype di Speranza e di Pericolo. Non è la Roma “de sinistra” – in quota gruppo L’Espresso – delle tre zeta – Zingaretti, Zoro, Zero Calcare – né la già premiata ma ormai prevedibile Napoli-Netflix col suo racconto epico.

Un frame del video di Massimo Pericolo “SABBIE D’ORO”

Sarà che Milano va veloce, i mezzi funzionano bene e ci si mette solo dieci minuti con la metropolitana gialla dal parchetto dell’eroina a cinque euro di Rogoredo per raggiungere lo spettacolo di Bernard Henry Levy al Franco Parenti; o sarà perché all’ombra del Bosco Verticale crescono sempre più rider di Deliveroo che start-up, ma è proprio qui che idiosincrasie e contraddizioni si mettono meglio in rima, come se fosse più semplice raccontarle o assorbirle – grazie anche a un attento lavoro di ricerca e cool hunting delle crew dei media – dalla provincia. Massimo Pericolo ha messo Gomorra dentro a un lago del nord, anestetizzando un decennio di retorica criminale. Quello che rimane è un ragazzino con le Nike incazzato col mondo, una sola tessera elettorale che brucia quasi come se potesse salvare dal fuoco tutte le altre, le nostre.

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