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19:59 venerdì 24 luglio 2026
Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.
A causa del caldo estremo e della crisi climatica, in Europa c’è una nuova forma di siccità Secondo gli scienziati, questa nuova siccità non è più dovuta alle poche piogge ma alle temperature troppo elevate. E trovare dei rimedi è difficilissimo.
I proprietari di Myspace dicono che Myspace sta per tornare, un’altra volta Lo hanno annunciato Chris DeWolfe e Tim Vanderhook, gli stessi che però avevano annunciato la stessa cosa già nel 2013, con scarsi risultati.
Dei milionari inglesi hanno chiesto al loro governo di essere essere tassati di più «perché possiamo permetterci di pagare molto di più» Lo hanno fatto con una lettera, firmata Patriotic Millionaires, in cui propongono anche una tassa del 2 per cento sui patrimoni oltre i 10 milioni.
La BCE ha lanciato un “referendum” per decidere il design delle nuove banconote euro, e la scelta sostanzialmente è: uomini o uccelli? Preferite Maria Callas o il picchio muraiolo? Leonardo da Vinci o il gruccione? Bertha von Suttner o il martin pescatore? Avete tempo fino al 21 settembre per decidere.
Un contadino tedesco ha costruito un santuario per salvare dal macello i montoni gay che rifiutano di accoppiarsi con le pecore Lui si chiama Michael Stücke e il rifugio Rainbow Wool: dal 2023 a oggi hanno salvato decine e decine di animali.
Una delle candidate al titolo di borsa dell’estate è una falsa Birkin fatta di plastica ma che sembra fatta di gelatina Si chiama Firkin, contrazione di Fake e di Birkin, appunto. Non costa neanche pochissimo: si va dai 30 ai 100 euro.
È in corso un boom delle vendite di cd, ma la maggior parte di chi li compra non possiede un lettore cd E allora perché li compra? Non certo per ascoltare musica ma per collezionare un oggetto. Ed esibirlo sui social, ovviamente.

Marilyn: ancora a Cannes?

09 Maggio 2011

La prima cosa che ti saluta appena arrivati a Cannes è il volto sempre più sbiadito di Marilyn Monroe: una gigantografia del viso con neo che, dipinta su un lato di un palazzo, riassume il declino e lo splendore della Croisette. Dieci giorni “in costume” (quest’anno dall’11 al 22 maggio) con madrina Uma Thurman, quella che miracolosamente salvata dal post tutina giallo manga, è riuscita a diventare una madame perfetta da Costa Azzurra. Perennemente saturo di volti bourgeoise del (bel) cinema europeo il Festival di Cannes vive una stagionalità che fa invidia ad ogni couturier. In pieno pre-estivo, con volti complessi e corrucciati del Marais (vedi tra tutte una Charlotte Gainsbourg che anni fa per la prima de L’arte del sogno ha sfornato solo mise camperos, jeans, e chiodino di pelle marrone) il red carpet di Cannes  ancora un’ottima vetrina per risvegliare gli animi fin troppo castigati in bustier rosa pesco visti agli Oscar.

Complici anniversari pendenti e nuove leadership quello che vedremo sfilare sarà un omaggio al Made in Europe, quello degli stilisti che non si concedono troppi bis ma che hanno (ancora) l’animo da révolution per voler fare indossare una loro mise storica a un’attrice americana da telefilm, in stato di grazia dopo il Sundance (come Chanel che rispolvera il prezioso archivio). Omaggiare il vecchio Continente con la stessa moneta usata per le pellicole: il gusto per la signorilità borghese e per bene che solo gli europei si ostinano ad avere. Quindi niente abiti da sirena anche per le yankees e tanto di quell’archivio trafugato di cui innamorarsi. Se un Gucci Premiere lo scorso anno aveva conquistato parecchi passaggi sul red carpet di Cannes, la maison potrebbe bissare il successo anche grazie all’anniversario pendente (come era accaduto sempre lo scorso anno per l’anniversario di Bulgari che aveva tappezzato Cannes di giovani attrici con iconico bracciale tigre) . Ma sulla Croisette quest’anno vanno in scena in versione made to misure anche i capolavori di una haute couture che ha rapinato l’arte. E in particolare la scultura. Attese  anche in versione rivisitata le follie barocco-cyborg di Givenchy, gli stessi abiti che indossati da modelle-sculture sono diventate l’installazione di un’intera stagione. Difficile che qualche Mélanie Laurent di turno possa riprodurre la sorpresa di una collezione del genere ma la tentazione (magari con variazione di daily couture) è alta. Un nuovo preferito di molti, prima omaggiato a colpi di accessori, poi dichiarazioni d’amore dirette specie quando riporta le stampe (parecchio rivière) su abiti e sandali: Rodolfo Paglialunga stilista di Vionnet sa di avere dalla sua una sfida, quella di un marchio up level da rendere daily senza perdere un solo velo di snobismo, e non smette di farlo in punta di piedi. Atteso, arriverà, come lo scorso anno con una Giovanna Mezzogiorno che l’ha indossato con strascico e riprese del caso, e ci ha regalato la sua Bella Italia.

Sopravvalutato, amato, riconosciuto e di nuovo in discussione: Alexander Wang continua la sua altalena di ovvio talento ma con giudizio ancora opinabile, così tanto amato in America, ancora così poco europeo (per Cannes?) Mr. Wang è piaciuto così tanto che il rischio di vederlo spuntare tra le poltroncine bordeaux delle prime è quasi certo.  Con l’assenza di Natalie Portman in buen ritiro dopo overdose mediatica (e gravidanza) il Festival di Cannes si gioca a gambe coperte: nessun mini dress come quelli che l’attrice si è ostinata a portare in Costa Azzurra ma di nuovo desiderio di andare avanti a passi incerti con strascico al seguito. Poi ci sarà il classicone da Croisette: quello per cui un’attrice impegnata e intellettualmente tormentata tiri fuori con eccesso di ego un bel completo maschile, rivisitato e che fitta a dovere (meglio se un completo da smoking come quello di Giorgio Armani Privé indossato da Emmanuel Béart, l’unica a farlo in maniera anti idealista). Che succede, si boicotterà anche chi a Cannes e al festival soprattutto è sempre stato di casa: le impalpabili abiti sottoveste di seta di Dior Couture potrebbero essere spuntate dalla lista nonostante gli anni di militanza. E allora il fascino della Marilyn che langue dal paretone continua ad avere un senso.

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