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16:09 lunedì 16 marzo 2026
Macron ha usato una canzone dei Justice come colonna sonora del video Instagram in cui presenta il nuovo arsenale nucleare francese Il post è stato successivamente modificato per rimuovere la canzone, lasciando solo le parole nette del Presidente sull’invincibilità delle armi nucleari francesi
Il siparietto tra Anna Wintour e Anne Hathaway sul palco degli Oscar è la miglior trovata della campagna promozionale del Diavolo veste Prada 2 Non c'è ancora la certezza matematica della sua partecipazione al sequel, ma sul palco degli Oscar di ieri si è molto immedesimata nel ruolo di Miranda Priestly.
A Sean Penn importa così poco di aver vinto l’Oscar che non si è presentato alla cerimonia e non ha mandato nessuno a ritirare il premio al posto suo «Non ha potuto essere qui questa sera, o non ha voluto, quindi ritirerò il premio a suo nome», ha detto Kieran Culkin, che ha ritirato il premio per lui.
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Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.

Se oggi vestirsi di pelle è cool è anche grazie a Marianne Faithfull

31 Gennaio 2025

Giovedì 30 gennaio, a 78 anni, è morta Marianne Faithfull. È stata una delle pochissime persone abbastanza fortunata da vivere una vita che non può essere riassunta in un coccodrillo. A 17 anni era già una stella, la ragazzina che cantava “As Tears Go By” e che usciva con i Rolling Stones. A 20 anni era una delle protagonista di una Londra irripetibile, la capitale di tutto ciò che di importante e interessante avveniva nel mondo culturale. A 30 aveva già vissuto la vita della star e quella della reietta: quando, nel 1979, tornò sulle scene con il bellissimo album Broken English, veniva da anni di tossicodipendenza e da un periodo in cui aveva perso tutto. Tutto questo e tanto ancora è stata Marianne Faithfull, ma c’è una parte della sua carriera che viene spesso trascurata: quella da attrice. Nel 1966 fece il suo esordio al cinema in Una storia americana di Godard, poi si dedicò al teatro con il London’s Royal Court Theatre (interpretò le Tre sorelle di Cechov) e infine tornò al cinema con un’interpretazione che l’ha fatta diventare leggendaria: quella di Rebecca in Nuda sotto la pelle (The Girl on the Motorcycle), film diretto da Jack Cardiff nel quale recitava accanto ad Alain Delon.

È un film, questo, di cui oggi non resta granché nella memoria collettiva ma che all’epoca fece scandalo. Doveva essere presentato al Festival di Cannes del 1968, ma poi quell’edizione fu annullata a causa delle proteste studentesche del Maggio francese. Quando uscì nelle sale, Nuda sotto la pelle scatenò un putiferio: poche volte nella storia del cinema si era visto un film in cui sesso e droghe erano personaggi, protagonisti della storia. In Francia e in Inghilterra il film fu un successo, negli Stati Uniti invece andò malissimo: gli americani ne furono talmente sconvolti che ne fecero il primo X-rated movie della loro storia (più o meno, l’equivalente del nostro vietato ai minori di 18 anni) e uscì nelle sale solo dopo che il distributore americano, Warner Bros., lo tagliuzzò in modo da renderlo accettabile. Una delle ragioni per le quali il film fece tanto scandalo era anche il costume indossato da Faithfull: una variazione sul tema della giacca di pelle tipica dei motociclisti, un’invenzione del designer John Sutcliffe passata alla storia come catsuit, una delle prime occasioni in cui quell’estetica diventava pop e usciva dalla sottocultura che all’epoca si chiamava fetish. Se oggi ci vestiamo di pelle, se troviamo cool una certa estetica, insomma, è anche merito di Marianne Faithfull.

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