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20:29 martedì 31 marzo 2026
Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.

Chi era Maria Prymachenko, l’autrice delle opere d’arte conservate nel museo bruciato dalle forze russe

01 Marzo 2022

Domenica 27 febbraio l’esercito russo ha distrutto un museo a Ivankiv, città a nord-ovest della capitale Kiev, che conteneva preziosissime opere dell’artista ucraina Maria Prymachenko. Come ha riportato il Kyiv Independent, il Museo di storia e storia locale di Ivankiv è stato raso al suolo da un incendio, insieme a circa 25 opere di Prymachenko.

Artista autodidatta, Maria Prymachenko nacque nel 1909 da una famiglia di contadini e trascorse tutta la sua vita a nel paesino di Bolotnya, a 30 km da Chernobyl, dipingendo. Nel 1966 venne insignita del Premio Nazionale Taras Shevchenko dell’Ucraina. Morì nel 1997, a 88 anni, e venne seppellita nel suo villaggio. I suoi famosissimi e coloratissimi dipinti folk, con le loro splendide composizioni di fiori e animali fantastici, sono stati riprodotti sui francobolli ucraini, mentre l’artista è stata una delle icone scelte per la moneta del Paese.

Dopo la distruzione del museo, il ministro della cultura ucraino ha chiesto all’Unesco (che nel 2009 aveva dichiarato Prymachenko artista dell’anno) di revocare l’adesione della Russia all’organizzazione. Intanto, sui social, in molti stanno condividendo un’opera di Prymachenko del 1982 intitolata “Una colomba ha spalancato le sue ali e chiede la pace”.

Vlada Litovchenko, direttrice della Riserva storica e culturale di Vyshhorod, ha parlato di “perdita irreparabile”. «Numerosi monumenti storici e architettonici e siti archeologici sono minacciati dai bombardamenti e dal movimento incontrollato di pesanti camion militari», ha scritto Litovchenko in una dichiarazione su Facebook.

Anche il Guardian ha dedicato un articolo a quella che ha definito una “catastrofe culturale in corso”, riportando alcune testimonianze tra cui quella di Fedir Androshchuk, il direttore del Museo nazionale di storia dell’Ucraina a Kiev, che sta tentando di salvaguardare il museo da attacchi o saccheggi insieme a due colleghi e due poliziotti armati. «Il museo si trova in un’area ricca di patrimonio culturale, comprese tre bellissime chiese», ha spiegato, «ma è anche pericolosamente vicino ad alcuni possibili obiettivi, come il servizio di sicurezza ucraino e le forze di frontiera».

Sono sette i siti ucraini iscritti nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco: la Cattedrale di Santa Sofia a Kiev, il centro storico di Leopoli, l’arco geodetico di Struve, le antiche faggete primordiali dei Carpazi, la residenza dei metropoliti bucovini e dalmati, l’antica città di Cherson, le tserkvas (chiese) in legno della regione dei Carpazi.

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