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Josh Safdie ha detto che nella prima versione del finale di Marty Supreme Marty diventava un vampiro Persino un produttore dalla mente aperta come A24 ha pensato che fosse un finale troppo strano e l'ha costretto a cambiarlo, ha spiegato il regista.
Il miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle, ha dovuto cambiare nome al suo megayacht dopo essersi accorto che leggendolo al contrario diceva “Im a nazi” Peccato, perché Izanami, divinità madre del pantheon shintoista, era proprio un bel nome. Almeno, lo era se lotto da sinistra a destra.
Dopo la morte del figlio di Chimamanda Ngozi Adichie, in Nigeria è iniziata una protesta contro il disastroso stato della sanità nazionale La scrittrice ha perso un figlio di appena 21 mesi e ha fatto causa all'ospedale in cui era ricoverato, accusando i medici di gravissime negligenze.
15 francesi, 13 tedeschi, 2 finlandesi, 2 norvegesi, un britannico, un olandese, nessun italiano: sembra una barzelletta ma è il contingente militare europeo in Groenlandia Basteranno un centinaio di soldati a fermare le mire espansionistiche degli Stati Uniti d'America? Il rischio di scoprirlo presto, purtroppo, c'è.
Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.
Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.

Chi era Maria Prymachenko, l’autrice delle opere d’arte conservate nel museo bruciato dalle forze russe

01 Marzo 2022

Domenica 27 febbraio l’esercito russo ha distrutto un museo a Ivankiv, città a nord-ovest della capitale Kiev, che conteneva preziosissime opere dell’artista ucraina Maria Prymachenko. Come ha riportato il Kyiv Independent, il Museo di storia e storia locale di Ivankiv è stato raso al suolo da un incendio, insieme a circa 25 opere di Prymachenko.

Artista autodidatta, Maria Prymachenko nacque nel 1909 da una famiglia di contadini e trascorse tutta la sua vita a nel paesino di Bolotnya, a 30 km da Chernobyl, dipingendo. Nel 1966 venne insignita del Premio Nazionale Taras Shevchenko dell’Ucraina. Morì nel 1997, a 88 anni, e venne seppellita nel suo villaggio. I suoi famosissimi e coloratissimi dipinti folk, con le loro splendide composizioni di fiori e animali fantastici, sono stati riprodotti sui francobolli ucraini, mentre l’artista è stata una delle icone scelte per la moneta del Paese.

Dopo la distruzione del museo, il ministro della cultura ucraino ha chiesto all’Unesco (che nel 2009 aveva dichiarato Prymachenko artista dell’anno) di revocare l’adesione della Russia all’organizzazione. Intanto, sui social, in molti stanno condividendo un’opera di Prymachenko del 1982 intitolata “Una colomba ha spalancato le sue ali e chiede la pace”.

Vlada Litovchenko, direttrice della Riserva storica e culturale di Vyshhorod, ha parlato di “perdita irreparabile”. «Numerosi monumenti storici e architettonici e siti archeologici sono minacciati dai bombardamenti e dal movimento incontrollato di pesanti camion militari», ha scritto Litovchenko in una dichiarazione su Facebook.

Anche il Guardian ha dedicato un articolo a quella che ha definito una “catastrofe culturale in corso”, riportando alcune testimonianze tra cui quella di Fedir Androshchuk, il direttore del Museo nazionale di storia dell’Ucraina a Kiev, che sta tentando di salvaguardare il museo da attacchi o saccheggi insieme a due colleghi e due poliziotti armati. «Il museo si trova in un’area ricca di patrimonio culturale, comprese tre bellissime chiese», ha spiegato, «ma è anche pericolosamente vicino ad alcuni possibili obiettivi, come il servizio di sicurezza ucraino e le forze di frontiera».

Sono sette i siti ucraini iscritti nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco: la Cattedrale di Santa Sofia a Kiev, il centro storico di Leopoli, l’arco geodetico di Struve, le antiche faggete primordiali dei Carpazi, la residenza dei metropoliti bucovini e dalmati, l’antica città di Cherson, le tserkvas (chiese) in legno della regione dei Carpazi.

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