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16:45 lunedì 27 aprile 2026
Il nuovo libro di Haruki Murakami sarà il primo della sua carriera con una protagonista femminile The Tale of KAHO sembra una risposta diretta alle tante accuse di misoginia che gli sono state rivolte dal 1979, anno del suo esordio, a oggi.
Park Chan-wook è finalmente riuscito a trovare i soldi e il cast per girare il film western a cui sta lavorando da dieci anni Sessanta milioni di dollari, un cast composto da Matthew McConaughey, Austin Butler e Pedro Pascal e un titolo: The Brigands Of Rattlecreek.
Internet ha reagito in due modi all’attentato a Donald Trump: buttandola sul ridere e gridando al complotto Per alcuni, le scene viste durante la Cena dei Corrispondenti della Casa Bianca ricordano quelle di una sitcom. Per altri, sono la conferma di un enorme complotto.
La Slovenia non solo boicotterà l’Eurovision ma al suo posto trasmetterà una rassegna di film palestinesi «Trasmetteremo la rassegna cinematografica Voices of Palestine, una serie di film di finzione e documentaristici palestinesi», ha detto il direttore della tv pubblica slovena.
Su YouTube è stato pubblicato Giorni di gloria, il primo film italiano a raccontare la Resistenza Lo girarono nel '45 Luchino Visconti, Mario Serandrei, Giuseppe De Santis e Marcello Pagliero, con l'intenzione di lasciarci «la testimonianza definitiva della lotta partigiana».
Sta per uscire il nuovo album di Thomas Bangalter dei Daft Punk ed è di nuovo la colonna sonora di un balletto Si intitola Mirage: Ballet For 16 Dancers e uscirà il 5 giugno. Nell'attesa, se ne può ascoltare già un pezzettino su YouTube.
La costumista del Diavolo veste Prada 2 ha detto che i brand di moda si sono fatti la guerra pur di comparire nel film con i loro vestiti e accessori Molly Rogers ha detto che per la prima volta nella sua carriera si è trovata ad affrontare un eccesso di scelta che l'ha costretta a scartare molti capi nonostante fossero perfetti.
Uno dei soldati che hanno partecipato alla cattura di Maduro ha vinto 400 mila dollari su Polymarket scommettendo sulla cattura di Maduro Il sergente maggiore Gannon Ken Van Dyke ha piazzato ben 13 scommesse sulla cattura di Maduro. Ovviamente le ha vinte tutte.

I Måneskin e la scoperta dell’America

Come Miuccia Prada e il Parmigiano, sono diventati un prodotto d’esportazione: analisi di un fenomeno imprevedibile.

28 Ottobre 2021

Il Tonight Show di Jimmy Fallon è un gradevole spettacolo televisivo statunitense in stile Letterman, con la scrivania, i monologhi spiritosi del conduttore, le risate del pubblico e gli ospiti. Viene registrato a seimila chilometri da dove abitiamo noi e va in onda dal lunedì al venerdì, seguito in diretta da una media di un milione e mezzo di spettatori. Quest’ultima settimana nello studio di Jimmy Fallon si sono avvicendati, in promozione: Drew Barrymore, Jerry Seinfield e… i Måneskin. Al loro debutto su una televisone americana, i nostri eroi hanno suonato una versione di “Beggin'”, coverizzatissimo brano degli anni ’60, e la loro ultima hit “Mammamia”. Come contorno hanno annunciato che apriranno (niente di meno che) un concerto dei Rolling Stone a Las Vegas il prossimo 6 novembre. 

Nel caso vi foste distratti ultimamente, una panoramica sui Måneskin: sono una rock band romana voce-chitarra-basso-batteria, hanno circa vent’anni e dopo una gavetta ben spesa a suonare anche per strada, come testimoniato da foto e video che girano sui social, hanno fatto il botto con X Factor nel 2017, quando si classificarono secondi sotto la preziosa guida del loro mentore Manuel Agnelli. All’epoca non ero abbonato all’emittente televisiva che trasmette X Factor, però avevo sentito in macchina “Torna a casa”. «È una canzone carina», ricordo di aver pensato in coda nel traffico sulla mia vecchia Fiat Punto, sintonizzata su una radio qualsiasi, «ma è tutto più facile quando hai una cotta per una Marlena. Che bel nome».

Per qualche anno mi sono scordato dei Måneskin e di Marlena, ero troppo impegnato a guardare le storie Instagram che accompagnavano il boom della musica trap in Italia. Poi li ho rincontrati a Sanremo qualche mese fa, lo scorso febbraio, nel Festival ringiovanito dall’insospettabile rottamatore Amadeus. Contro ogni pronostico, hanno vinto loro: ma una volta i pezzi rock giovanili non arrivavano nelle ultimissime posizioni? Vasco Rossi, Morgan, i Subsonica, mio padre, tutti in fondo. Al massimo le vere rockstar vincono il Festivalbar, se proprio devono vincere qualcosa. E poi la canzone, “Zitti e buoni”, non mi sembrava un granché. Quel ritornello «siamo fuori di testa, ma diversi da loro»… perfetto per le scuole medie. Non ero fan dei Måneskin. Vedevo gli stessi difetti di moltissime espressioni dell’intrattenimento culturale che oggi vanno per la maggiore: scarsa spontaneità in un bellissimo pacchetto, complimenti per la confezione ma niente di sbalorditivo – un po’ come i film di supereroi, i libri delle influencer, le serie tv con il finale aperto, le opere d’arte Nft. La musica e il look dei Måneskin mi sembravano la risposta più giusta quando la richiesta è “Alexa, suona una band rock generica degli anni ’70”. 

Non sono trasgressivi come i Sex Pistols o i Nirvana? È vero, ma in fondo poveri rocker, che cosa dovrebbero mai fare oggi per essere rivoluzionari e offendere il buon senso? Se le crisi d’astinenza da cocaina le vediamo in diretta al Grande Fratello VIP, non sarà un gesto sovversivo farsi un test antidroga e uscirne puliti?

Una vittoria a Sanremo, che cosa vuoi che sia? Un riconoscimento ottenuto anche da Giò di Tonno e Lola Ponce, un mazzo di fiori, qualche notte pagata dalla produzione in un hotel sulla Riviera ligure, un’ospitata da Fazio. Ma anche un pass per l’Eurovision, tre mesi dopo a Rotterdam: competizione canora europea dove ogni nazione manda un suo rappresentante, e tutte votano da casa. Bè, hanno vinto i Måneskin, 31 anni dopo l’ultimo italiano (Toto Cutugno), battendo all’ultimo voto i francesi. Da lì, il boom: concerti all’estero, una collaborazione con Iggy Pop (!), classifiche internazionali, milioni di ascolti, dichiarazioni d’amore nei commenti sotto ai video su YouTube, tripudio, apoteosi. È stato solo l’inizio, come sappiamo, delle notti magiche. Dopo l’Eurovision è arrivata l’estate e abbiamo vinto l’Europeo di calcio, e poi anche i 100 metri alle Olimpiadi, fra una pioggia di meme dove Damiano beve bollicine a torso nudo indossando scarpe da donna durante una conferenza stampa, sotto il cielo di un’estate italiana.

Però Marcell Jacobs, l’uomo più veloce del mondo, è stato escluso dalla lista dei dieci atleti dell’anno del World Athletics Awards e molto probabilmente il Pallone d’oro non lo vincerà un calciatore italiano, mentre sull’impero dei Måneskin non tramonta mai il sole. Non sono trasgressivi come i Sex Pistols o i Nirvana? È vero, ma in fondo poveri rocker, che cosa dovrebbero mai fare oggi per essere rivoluzionari e offendere il buon senso? Oggi che nessuno si scompone quando Achille Lauro limona seminudo con il suo chitarrista per cinque sere di fila su Rai1? Se le crisi d’astinenza da cocaina le vediamo in diretta al Grande Fratello VIP, non sarà un gesto sovversivo farsi un test antidroga e uscirne puliti? Forse si potrebbe pensare di trasgredire con una tournée tutta in bicicletta, con amplificatori a rotelle, piantando mille alberi in ogni città sede di concerto, ma da lì a essere accusati di greenwashing il passo è breve.

Laura Pausini aveva già sfondato in altri continenti, e Sfera Ebbasta si è affittato qualche mese fa un cartellone a Times Square. Ora l’Italia è rappresentata dai Måneskin: sono sexy, giovani, hanno una bassista irresistibile e posano per campagne d’alta moda su giornali patinati. Sono un prodotto d’esportazione come Miuccia Prada e il Parmigiano, si mantengono sul vago – nessuno gli impedisce di cambiare genere fra quattro anni e pubblicare un disco di musica elettronica – se la godono e girano il mondo. Chi avremmo dovuto esportare sulla tv americana, Pino Scotto? Dispiace solo per Achille Lauro. Se si fosse spogliato con più giudizio, se si fosse trovato una bassista decente e se avesse vinto il Festival di Sanremo con “Rolls Royce” (o se magari fosse arrivato ultimo) invece di farsi consegnare un tapiro d’oro da Staffelli oggi forse ci sarebbe lui a cazzeggiare con Jimmy Fallon in seconda serata dall’altra parte dell’Oceano.

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