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Il politico più popolare in India in questo momento è uno scarafaggio leader del Partito degli Scarafaggi Tutto è iniziato un po' per presa in giro un po' per protesta, ma in nemmeno una settimana il Cockroach Janta Party ha superato su Instagram il Bharatiya Janata Party del Premier Modi.
Una ricerca ha dimostrato che le civiltà non crollano per le catastrofi ma perché iniziano a consumare troppo, che è proprio quello che sta succedendo alla nostra civiltà I ricercatori hanno precisato anche che i futuri in cui ci salviamo non sono impossibili, ma «richiedono condizioni che non vediamo sulla Terra di oggi».
Non poteva che essere Michael Bay il regista del film sull’operazione Epic Fury di Trump in Iran Per l'occasione, il regista ha rimesso assieme la squadra con cui girò 13 Hours, altro notevole esempio di moderno film di propaganda.
SS26, il nuovo singolo di Charli XCX, non è né rock né dance: è moda E anche apocalisse: «Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell», canta Charli nel secondo singolo estratto dal suo nuovo album.
La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che da ora in poi il diritto allo sciopero è protetto dal diritto internazionale In particolare, è tutelato dal trattato sulla libertà di associazione del 1948 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, firmato da 158 Paesi.
Nel mondo ci sono così pochi ingegneri e ricercatori AI che le aziende di Big Tech li stanno pagando come le superstar dello sport Secondo le stime ce ne sono solo un centinaio in tutto il mondo. E in Silicon Valley sono disposti a spendere qualsiasi cifra per accaparrarseli.
Tra la rassegna Tuttomoretti al Nuovo Sacher e il ritorno in sala di Bianca e La messa è finita, questa si preannuncia come la Nanni Moretti Summer Lui odierebbe questa dicitura, ne siamo sicuri. Però siamo anche sicuri che suona proprio bene.
I fan di SOPHIE stanno costruendo un archivio libero e gratuito per preservare tutta la sua opera L'archivio si chiama Wholenew.world e vuole essere un racconto dei dieci anni di carriera di un'artista che ha cambiato la musica elettronica.

I Måneskin e la scoperta dell’America

Come Miuccia Prada e il Parmigiano, sono diventati un prodotto d’esportazione: analisi di un fenomeno imprevedibile.

28 Ottobre 2021

Il Tonight Show di Jimmy Fallon è un gradevole spettacolo televisivo statunitense in stile Letterman, con la scrivania, i monologhi spiritosi del conduttore, le risate del pubblico e gli ospiti. Viene registrato a seimila chilometri da dove abitiamo noi e va in onda dal lunedì al venerdì, seguito in diretta da una media di un milione e mezzo di spettatori. Quest’ultima settimana nello studio di Jimmy Fallon si sono avvicendati, in promozione: Drew Barrymore, Jerry Seinfield e… i Måneskin. Al loro debutto su una televisone americana, i nostri eroi hanno suonato una versione di “Beggin'”, coverizzatissimo brano degli anni ’60, e la loro ultima hit “Mammamia”. Come contorno hanno annunciato che apriranno (niente di meno che) un concerto dei Rolling Stone a Las Vegas il prossimo 6 novembre. 

Nel caso vi foste distratti ultimamente, una panoramica sui Måneskin: sono una rock band romana voce-chitarra-basso-batteria, hanno circa vent’anni e dopo una gavetta ben spesa a suonare anche per strada, come testimoniato da foto e video che girano sui social, hanno fatto il botto con X Factor nel 2017, quando si classificarono secondi sotto la preziosa guida del loro mentore Manuel Agnelli. All’epoca non ero abbonato all’emittente televisiva che trasmette X Factor, però avevo sentito in macchina “Torna a casa”. «È una canzone carina», ricordo di aver pensato in coda nel traffico sulla mia vecchia Fiat Punto, sintonizzata su una radio qualsiasi, «ma è tutto più facile quando hai una cotta per una Marlena. Che bel nome».

Per qualche anno mi sono scordato dei Måneskin e di Marlena, ero troppo impegnato a guardare le storie Instagram che accompagnavano il boom della musica trap in Italia. Poi li ho rincontrati a Sanremo qualche mese fa, lo scorso febbraio, nel Festival ringiovanito dall’insospettabile rottamatore Amadeus. Contro ogni pronostico, hanno vinto loro: ma una volta i pezzi rock giovanili non arrivavano nelle ultimissime posizioni? Vasco Rossi, Morgan, i Subsonica, mio padre, tutti in fondo. Al massimo le vere rockstar vincono il Festivalbar, se proprio devono vincere qualcosa. E poi la canzone, “Zitti e buoni”, non mi sembrava un granché. Quel ritornello «siamo fuori di testa, ma diversi da loro»… perfetto per le scuole medie. Non ero fan dei Måneskin. Vedevo gli stessi difetti di moltissime espressioni dell’intrattenimento culturale che oggi vanno per la maggiore: scarsa spontaneità in un bellissimo pacchetto, complimenti per la confezione ma niente di sbalorditivo – un po’ come i film di supereroi, i libri delle influencer, le serie tv con il finale aperto, le opere d’arte Nft. La musica e il look dei Måneskin mi sembravano la risposta più giusta quando la richiesta è “Alexa, suona una band rock generica degli anni ’70”. 

Non sono trasgressivi come i Sex Pistols o i Nirvana? È vero, ma in fondo poveri rocker, che cosa dovrebbero mai fare oggi per essere rivoluzionari e offendere il buon senso? Se le crisi d’astinenza da cocaina le vediamo in diretta al Grande Fratello VIP, non sarà un gesto sovversivo farsi un test antidroga e uscirne puliti?

Una vittoria a Sanremo, che cosa vuoi che sia? Un riconoscimento ottenuto anche da Giò di Tonno e Lola Ponce, un mazzo di fiori, qualche notte pagata dalla produzione in un hotel sulla Riviera ligure, un’ospitata da Fazio. Ma anche un pass per l’Eurovision, tre mesi dopo a Rotterdam: competizione canora europea dove ogni nazione manda un suo rappresentante, e tutte votano da casa. Bè, hanno vinto i Måneskin, 31 anni dopo l’ultimo italiano (Toto Cutugno), battendo all’ultimo voto i francesi. Da lì, il boom: concerti all’estero, una collaborazione con Iggy Pop (!), classifiche internazionali, milioni di ascolti, dichiarazioni d’amore nei commenti sotto ai video su YouTube, tripudio, apoteosi. È stato solo l’inizio, come sappiamo, delle notti magiche. Dopo l’Eurovision è arrivata l’estate e abbiamo vinto l’Europeo di calcio, e poi anche i 100 metri alle Olimpiadi, fra una pioggia di meme dove Damiano beve bollicine a torso nudo indossando scarpe da donna durante una conferenza stampa, sotto il cielo di un’estate italiana.

Però Marcell Jacobs, l’uomo più veloce del mondo, è stato escluso dalla lista dei dieci atleti dell’anno del World Athletics Awards e molto probabilmente il Pallone d’oro non lo vincerà un calciatore italiano, mentre sull’impero dei Måneskin non tramonta mai il sole. Non sono trasgressivi come i Sex Pistols o i Nirvana? È vero, ma in fondo poveri rocker, che cosa dovrebbero mai fare oggi per essere rivoluzionari e offendere il buon senso? Oggi che nessuno si scompone quando Achille Lauro limona seminudo con il suo chitarrista per cinque sere di fila su Rai1? Se le crisi d’astinenza da cocaina le vediamo in diretta al Grande Fratello VIP, non sarà un gesto sovversivo farsi un test antidroga e uscirne puliti? Forse si potrebbe pensare di trasgredire con una tournée tutta in bicicletta, con amplificatori a rotelle, piantando mille alberi in ogni città sede di concerto, ma da lì a essere accusati di greenwashing il passo è breve.

Laura Pausini aveva già sfondato in altri continenti, e Sfera Ebbasta si è affittato qualche mese fa un cartellone a Times Square. Ora l’Italia è rappresentata dai Måneskin: sono sexy, giovani, hanno una bassista irresistibile e posano per campagne d’alta moda su giornali patinati. Sono un prodotto d’esportazione come Miuccia Prada e il Parmigiano, si mantengono sul vago – nessuno gli impedisce di cambiare genere fra quattro anni e pubblicare un disco di musica elettronica – se la godono e girano il mondo. Chi avremmo dovuto esportare sulla tv americana, Pino Scotto? Dispiace solo per Achille Lauro. Se si fosse spogliato con più giudizio, se si fosse trovato una bassista decente e se avesse vinto il Festival di Sanremo con “Rolls Royce” (o se magari fosse arrivato ultimo) invece di farsi consegnare un tapiro d’oro da Staffelli oggi forse ci sarebbe lui a cazzeggiare con Jimmy Fallon in seconda serata dall’altra parte dell’Oceano.

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