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22:37 venerdì 16 ottobre 2026
Un report dell’Onu dice che in Cisgiordania non ci sono mai stati così tanti atti di violenza dei coloni israeliani Nei primi quattro mesi del 2026 erano già 190 al mese, numeri che porterebbero a superare i duemila attacchi entro la fine dell'anno.
C’è un ragazzo inglese che da 7 anni recensisce panchine su Instagram Il suo profilo si chiama RateThisBench, raccoglie ormai più di 300 recensioni di panchine ed è anche il modo in cui ha conosciuto sua moglie.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha avvisato i cittadini dell’imminente arrivo del terremoto più forte di sempre, poi ha cancellato l’avviso e ha detto di essersi sbagliata A quanto pare, si è trattato di un gigantesco errore del sistema di allerta precoce, di solito affidabilissimo e precisissimo.
La Giornata nazionale della meraviglia e la Giornata nazionale del riciclo della carta hanno messo a dura prova la pazienza di Sergio Mattarella Dopo aver firmato una legge che istituisce l'una e l'altra, il Presidente della Repubblica ha invitato la politica a darsi una regolata perché queste giornate stanno «vertiginosamente aumentando».
I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
Di tutte le cose incredibili che succedono continuamente sul Monte Bianco, il fatto che la sua altezza aumenti (o diminuisca) ogni anno è la meno incredibile di tutte In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.

Scrittori inglesi contro scrittori americani (c’entra il Man Booker Prize)

28 Marzo 2018

Nel 2011 una dichiarazione dell’allora giudice del Man Booker Prize, Stella Rimington, suscitò un certo scalpore. La Rimington disse di aver giudicato i libri finalisti e scelto il vincitore del premio seguendo un principio di leggibilità, ovvero privilegiando quei libri che garantivano una certa facilità e scorrevolezza nella lettura. Un’affermazione che ben riassumeva l’andazzo preso dal Man Booker, che sempre di più premiava libri “facili” e pop.

Il Rathbones Folio viene istituito nel 2014 per sfidare il Booker con l’intenzione di premiare una fiction più sofisticata (tra gli otto finalisti di quest’anno c’è Sally Rooney con il suo Parlarne tra amici, a cui abbiamo dedicato una delle due copertine del numero 34 di Studio). Il Rathbones, caratterizzato anche dall’apertura a chiunque scriva in lingua inglese e pubblichi nel Regno Unito, consegna il primo premio all’americano George Saunders. Poco dopo anche il Man Booker, che fino a quel momento aveva considerato soltanto autori britannici e irlandesi, apre le porte a tutti, americani compresi.

Il risultato è che George Saunders, l’anno scorso, ha vinto anche il Man Booker, diventando il secondo autore americano a vincere dopo il cambiamento delle regole. Regole che, a quanto pare, iniziano a dare fastidio a molti: secondo i critici, il carattere del premio è stato alterato dalla presenza di importanti e riconosciuti autori americani – Saunders è un ottimo esempio – a discapito di scrittori britannici meno conosciuti, che fino a prima del cambiamento beneficiavano dell’evento anche a livello economico.

Recentemente, il 99% dei membri della Folio Academy, tra i quali Margaret Atwood, Ian McEwan e Zadie Smith, hanno chiesto al Man Booker Prize di tornare ad ammettere solo scrittori britannici, irlandesi e del Commonwealth, per impedire che gli americani s’impossessino del premio. Anche chi un tempo aveva incoraggiato l’apertura a chiunque scrivesse in inglese, oggi ha cambiato idea. Il Guardian ha riportato la dichiarazione di John Banville, autore vincitore nel 2005 e in origine un sostenitore del nuovo regolamento. «Il Man Booker era unico nella sua forma originale, poi ha perso la sua unicità. È diventato un normale premio tra i premi. L’amministrazione dovrebbe ammettere che il cambiamento è stato un errore e tornare indietro».

Foto Getty: libri finalisti del 2016, George Saunders vincitore del Man Booker Prize nel 2017
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