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23:16 martedì 12 maggio 2026
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.
Amsterdam è la prima capitale del mondo a vietare la pubblicità sia della carne che dei combustibili fossili negli spazi pubblici La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».
Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.
Alla donna francese ricoverata in condizioni gravissime a causa dell’hantavirus era stato detto che i suoi sintomi erano dovuti all’ansia Nonostante i sintomi e il fatto che fosse letteralmente appena scesa dalla MV Hondius, la diagnosi dei medici è stata questa: stress misto ad ansia.
Jean Michel Jarre ha scritto il libro definitivo sulla storia della musica elettronica Si intitola Machines: A History of Electronic Music e racconta la storia del genere attraverso 80 ritratti. Non di persone, però: di strumenti musicali.
In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.

Come gli psicologi capiscono se un criminale finge di essere pazzo

03 Febbraio 2017

Specie nei casi criminali e durante i processi, non sempre un imputato che è creduto infermo di mente lo è davvero: mentire sulla condizione patologica dell’assistito è uno dei modi attraverso i quali la difesa può cercare un’assoluzione (o una riduzione della pena della sentenza). In un articolo pubblicato sul suo sito web, il magazine New York ha osservato queste situazioni dalla prospettiva degli psicologi forensi, chiamati a decidere se una persona è o non è realmente instabile. Ne risulta che, per quanto possa suonare controintuitivo, anche nella pazzia ci sono aspetti ricorrenti, in un certo senso ordinari, che in queste evenienze acquisiscono una grande importanza.

etaSi possono fare diversi esempi: dall’omicidio di Etan Patz a Manhattan – il bambino di sei anni la cui sparizione del 1979, tra le altre cose, diede il là all’abitudine di inserire le immagini dei ragazzini scomparsi sui cartoni del latte – alla ben più recente strage di Denver: prima di stabilire che James Holmes era davvero schizofrenico, l’imputato è stato sottoposto a diversi test. Come fa un medico a distinguere l’insanity dalla persona che sta fingendo? Il documento standard usato nei tribunali è il Structured Interview of Reported Symptoms, creato nel 1992 dallo psicologo Richard Rogers.

«Un profano potrebbe pensare che per convincere qualcuno che sei malato di mente basta comportarsi in modo irrazionale e presentare sintomi stravaganti», nota il New York, ma la tassonomia di questi sintomi è ben nota agli esperti, e la pazzia si presenta anch’essa seguendo regole e ordini ricorrenti. Il Sirs-2, com’è noto tra gli psicologi, è composto di 45 minuti di domande atte a cogliere in fallo chi sta fingendo: un finto pazzo, di norma, non ha idea di quali sintomi si presentano insieme, quali no, e cosa comportano, ha spiegato lo stesso Rogers. Altri quesiti sono fatti apposta per trarre in inganno l’imputato del caso: tra le domande trabocchetto c’è anche «Puoi parlare con altri pianeti?», ad esempio. Tali Walters, uno psicologo forense di Boston, ha citato un criminale che, una volta che gli è stato chiesto quale piatto gli mancasse di più in cella, ha risposto «il cibo per gatti». E mangiare cibo per gatti non rientra in nessuna casistica di alcuna malattia psichica: è semplicemente un comportamento strano, di quelli che fanno credere che tu sia matto.

Immagini: in evidenza la prima apparizione in tribunale dello stragista di Denver James Holmes (RJ Sangosti-Pool/Getty Images); nel testo Pedro Hernandez, presunto colpevole dell’uccisione di Patz, il cui caso va a verdetto questa settimana
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