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07:06 sabato 18 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Perché Harvard incoraggia gli studenti a prendersi un anno di pausa

02 Maggio 2016

La Casa Bianca ha annunciato che Malia Obama, che sta completando l’ultimo anno del liceo, andrà a Harvard. Prima però la figlia primogenita del presidente si prenderà un “gap year”. Si tratta di un trend in crescita negli Stati Uniti, dove sempre più studenti decidono di prendersi un anno di pausa tra le superiori e l’università, e la notizia ha generato un dibattito sui media americani su questo fenomeno.

Il Washington Post in particolare ha fatto notare che si tratta di una pratica incoraggiata da Harvard, e infatti riporta una dichiarazione dal sito dell’università: «Harvard incoraggia gli studenti che sono stati ammessi a rinviare l’iscrizione di un anno, per fare un viaggio, perseguire un progetto speciale o un’attività, un lavoro, oppure per trascorrere il tempo in un altro modo significativo, purché non si iscrivano a un altro corso universitario». Ogni anno, si legge, «tra 80 e  110 studenti scelgono di rimandare la loro immatricolazione» ad Harvard.

Secondo alcuni, prendersi un gap year è un passo importante, se non necessario, nella formazione di una personalità adulta e cosmopolita. E forse anche una reazione al sistema educativo dell’élite americana, che prevede tappe forzate di test d’ammissione, corsi estivi e attività extrascolastiche fin dalla tenera età. Per questo in un articolo intitolato “Should I take some time off?” i responsabili delle ammissioni ad Harvard invitano gli studenti a prendersi un anno per attività non strettamente accademiche: «Professionisti sui trenta e quarant’anni – medici, avvocati, professori e uomini d’affari – ogni tanto danno l’impressione di essere sopravvissuti a un tour de force in stile militare», spiegano.

US-POLITICS-OBAMA-VACATION

Per quanto il termine gap year possa essere utilizzato per indicare qualsiasi forma di anno di pausa, negli Usa spesso è utilizzato per indicare la pratica di prendersi un anno per fare qualche esperienza formativa (studio non universitario, volontariato, un viaggio importante).

Frequentemente, inoltre, la scelta implica il prendersi un anno di pausa dopo essere stati ammessi all’università. I college americani più prestigiosi infatti sono estremamente selettivi (Harvard per esempio accetta soltanto il 5.9% di chi fa domanda d’iscrizione, Princeton l’8,5%) e per entrare in una buona università di regola bisogna fare domanda già durante l’ultimo anno delle scuole superiori.

Molti atenei prevedono dunque opzioni speciali per i liceali che fanno domanda d’ammissione già con l’idea di prendersi un anno di pausa. Oltre ad Harvard, nella lista delle università che incoraggiano o facilitano i gap year figurano anche il Mit, Princeton, Yale, la Columbia e la Nyu.

Malia Obama in vacanza alle Hawaii (JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images)
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