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22:02 martedì 21 aprile 2026
Massive Attack, Kneecap, Brian Eno, Sigur Rós, Nadine Shah e altri mille artisti hanno chiesto di boicottare l’Eurovision se anche quest’anno a Israele sarà permesso di partecipare Hanno firmato una lettera aperta per boicottare la manifestazione, chiedendo l’esclusione immediata di Israele.
Disney sta realizzando per la comunità sorda nuove versioni delle canzoni dei suoi film in cui i personaggi usano la lingua dei segni Per il momento si tratta di 3 canzoni: Il passo successivo da Frozen II, Oltre l'orizzonte da Moana 2 e Non si parla di Bruno di Encanto, disponibili su Disney+ dal 27 aprile.
La nuova campagna di Valentino è un omaggio al ’68, ma non a quel ’68 La campagna pre-fall 2026 (con protagonista il cantante Sombr) è ispirata a un anno molto particolare e sorprendente della lunga storia del brand.
Il nuovo Presidente ungherese Péter Magyar ha detto che se Netanyahu metterà piede nel suo Paese lo farà arrestare e consegnare alla Corte Penale Internazionale Magyar annulla così la decisione dal suo predecessore Viktor Orbán, che si era sempre rifiutato di eseguire il mandato d'arresto che la Corte Penale Internazionale che pende su Netanyahu.
Più di 200 scrittori francesi hanno abbandonato la casa editrice Grasset per protestare contro le posizioni destrorse del suo proprietario, il miliardario Vincent Bolloré Gli scrittori, 230 per la precisione, hanno anche annunciato che faranno causa all'editore per riprendersi i diritti di tutti i loro libri già pubblicati.
Per combattere la denatalità, in Giappone hanno iniziato a elargire bonus alle persone che si iscrivono alle dating app Tra i casi più recenti c'è quello della prefettura di Kochi, che rimborsa l'abbonamento alle app di incontri per tutti gli utenti residenti nel suo territorio.
In una recente battaglia tra esercito ucraino e russo, per la prima volta nella storia della guerra un battaglione di soli robot ha conquistato una postazione nemica Una squadra di robot di terra e un drone ucraini sono bastati a vincere una battaglia contro i russi nella regione di Kharkiv.
Madonna si è persa il vestito che indossava al Coachella e ha offerto una ricompensa a chi lo ritroverà Su Instagram ha detto che chiunque la aiuterà a ritrovarlo riceverà una ricompensa. Il cui ammontare, però, non è stato ancora specificato.

Il nuovo Presidente ungherese Péter Magyar ha detto che se Netanyahu metterà piede nel suo Paese lo farà arrestare e consegnare alla Corte Penale Internazionale

Magyar annulla così la decisione dal suo predecessore Viktor Orbán, che si era sempre rifiutato di eseguire il mandato d'arresto che la Corte Penale Internazionale che pende su Netanyahu.

21 Aprile 2026

Cos’hanno in comune Francia, Italia e Germania? Oltre a dare i natali ai tre personaggi di ogni barzelletta che si rispetti (ci sono un francese, un italiano e un tedesco che…), tutti e tre questi Paesi, attraverso i loro Capi di Stato e Primi Ministri, hanno a più riprese dichiarato che non arresterebbero il Premier israeliano Benjamin Netanyahu se questo dovesse venire in visita di Stato o anche soltanto in vacanza da loro. Al contrario, il neoeletto Primo Ministro ungherese Péter Magyar, dopo aver battuto Viktor Orbán alle elezioni e aver annunciato lo spegnimento delle trasmissioni della tv di Stato, complice di aver «trasmesso 16 anni di disinformazione», ha dichiarato che darà ordine alle sue forze dell’ordine di arrestare Netanyahu qualora questi entrasse in territorio ungherese. Ci sarà rimasto male Netanyahu, che aveva già accettato l’invito dell’ex Presidente Orbán e stava già organizzato una visita di Stato in Ungheria per il prossimo autunno.

A novembre 2024, la Corte Penale Internazionale ha spiccato un mandato di cattura nei confronti di Netanyahu per presunti crimini contro l’umanità. Nello specifico, come si legge nel testo del mandato, il Primo Ministro israeliano è «presumibilmente responsabile dei crimini di guerra consistenti nell’uso della fame come metodo di guerra e nel dirigere intenzionalmente un attacco contro la popolazione civile; nonché dei crimini contro l’umanità consistenti in omicidio, persecuzione e altri atti disumani, commessi almeno dall’8 ottobre 2023 fino almeno al 20 maggio 2024». Teoricamente – come dovrebbe funzionare nel diritto internazionale – ogni stato che riconosce l’autorità della CPI dovrebbe arrestare Netanyahu e consegnarlo al tribunale competente.

Vi chiederete: se l’Ungheria è tra i Paesi che l’autorità della CPI la riconoscono, com’è possibile che Netanyahu sia stato ricevuto in pompa magna a Budapest ad aprile dello scorso anno? La risposta, come sembra accade con la politica internazionale, sta in un cavillo burocratico: tecnicamente l’Ungheria è tra i Paesi membri della CPI ma, proprio poco prima della visita di Netanyahu dello scorso aprile, Orbán aveva annunciato l’intenzione di ritirare il suo Paese da questo consesso internazionale. Qui arriva il cavillo burocratico: da statuto della CPI, la procedura di abbandono da parte di un Paese impiega un anno per diventare ufficiale. Quindi, dal momento dell’annuncio al momento dell’abbandono, il Paese in questione è tecnicamente membro ma sostanzialmente no. Per non farsi mancare nulla, poi, Orbán aveva assicurato a Netanyahu l’immunità da tutte le accuse che la CPI gli rivolgeva. Magyar ha immediatamente annullato tutte queste decisioni prese dal suo predecessore: non solo ha detto chiaramente al Premier israeliano che se dovesse mettere piede in Ungheria verrà arrestato e consegnato al CPI, ma anche interrotto la procedura di uscita dell’Ungheria dai Paesi membri della Corte.

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