Breaking ↓
14:08 giovedì 22 gennaio 2026
L’ultima sfilata di Jonathan Anderson per Dior è ispirata (anche) a Mk.Gee Il polistrumentista del New Jersey ha anche fornito la colonna sonora allo show, con due brani presi dal suo album del 2024, Two star & the Dream Police
Trump dice che a Davos sono tutti entusiasti del suo accordo sulla Groenlandia, ma in realtà a Davos nessuno sembra saperne niente Il Presidente sostiene di aver avuto tutto quello che chiedeva, ma per il momento i suoi colleghi sembrano non avere idea di cosa stia dicendo.
Una ragazza a Los Angeles ha fatto causa ai social per averle causato una “tossicodipendenza” dall’algoritmo K.G.M, 19 anni, sostiene che Instagram, TikTok, YouTube e Snapchat le abbiano causato gravi problemi e vuole chiamare a processo tutti i loro Ceo.
Il nuovo film di Tom Ford, Cry to Heaven, sarà girato tutto in Italia, tra Roma e Caserta Le riprese sono appena iniziate ma già si parla di una possibile prima alla Mostra del cinema di Venezia.
È stato indetto in Italia il primo sciopero generale dei meme per protestare contro un mondo ormai troppo assurdo anche per i meme Un giorno intero senza meme, perché a cosa servono questi in una realtà che è diventata più estrema pure della sua caricatura?
Michelangelo Pistoletto ha risposto a Britney Spears, dopo che Britney Spears ha chiesto «da dove ca**o salta fuori» la mela di Michelangelo Pistoletto in Stazione Centrale a Milano Con un post Instagram, l'artista ha rivendicato la paternità dell'opera e invitato la popstar ad andare a trovarlo a Biella.
Il regime iraniano sta facendo causa e confiscando i beni di tutte le celebrity che hanno sostenuto le proteste Attori, sportivi, imprenditori, figure pubbliche in generale: il regime sta punendo chiunque si sia espresso a favore dei manifestanti.
Su internet è in corso un’affannosa ricerca per scoprire di che marca sono gli occhiali da sole indossati da Macron a Davos Gli aviator sfoggiati dal Presidente sono diventati allo stesso tempo meme e oggetto del desiderio: sono Louis Vuitton? Ray-Ban? Baijo?

Il maggiordomo della Casa Bianca, che ha lavorato per 11 presidenti, è morto di Coronavirus

22 Maggio 2020

A notare per la prima volta la gentilezza di Wilson Roosevelt Jerman, mentre lavorava come addetto alle pulizie alla Casa Bianca, è stata Jackie Kennedy. «Con lei ebbe un ottimo rapporto, come un confidente, tanto che Jackie fu determinante per il suo lavoro. Da allora diventò un vero maggiordomo presidenziale», ha raccontato la pronipote, Jamila Garrett, per commemorare quell’uomo che in oltre 50 anni di carriera ha lavorato per 11 presidenti americani. E che è scomparso a 91 anni proprio a causa del Coronavirus.

Compare persino nel libro di Michelle Obama, Becoming, in una foto scattata in ascensore accanto all’ex presidente Barack insieme alla moglie, che in una nota alla Nbc News ha dichiarato: «Con la sua gentilezza e cura, Wilson ha contribuito a rendere la Casa Bianca una casa vera per tantissimi anni e per tantissime famiglie, compresa la nostra». La carriera di Jerman, afroamericano, iniziò nel 1957, durante l’amministrazione Eisenhower, per poi essere apprezzato per la sua professionalità e la sua riservatezza e promosso a maggiordomo personale di John Fitzgerald Kennedy. Da Ronald Reagan – di cui fu uno degli uomini più fidati – a George Bush, fino a Barack Obama, che, come ricorda la Bbc, poco prima che Jerman lasciasse definitivamente il proprio lavoro per anzianità, nel 2012, decise di onorarlo con una serie di placche: ognuna per tutti i presidenti che aveva servito.

«Non solo la sua è una storia bellissima, ma è quella di una figura estremamente importante per quanti studino il ruolo degli afroamericani nella vita politica», ha dichiarato Koritha Mitchell della Ohio State University, autrice di From Slave Cabins to the White House. Così come lo è stata la figura di Eugene Allen, il suo noto predecessore celebrato nel film The Butler, afroamericano e di origini umili come Jerman. «Mi chiedo cosa possa aver pensato quando si è ritrovato a servire finalmente un presidente come Obama», ha continuato Mitchell. «Dev’essere stata una vera vittoria».

Articoli Suggeriti
Quella di Brooklyn Beckham è la ribellione di tutti i figli usati come contenuti per i social dai genitori

Il drama Beckham non è solo l’ennesima celebrity saga da consumare tra un tiktok e un reel. Riguarda qualcosa di più profondo: cosa succede quando i bambini figli di una famiglia brand diventano grandi e provano ad allontanarsi da ciò che li ha resi famosi?

Su internet è in corso un’affannosa ricerca per scoprire di che marca sono gli occhiali da sole indossati da Macron a Davos

Gli aviator sfoggiati dal Presidente sono diventati allo stesso tempo meme e oggetto del desiderio: sono Louis Vuitton? Ray-Ban? Baijo?

Leggi anche ↓
Quella di Brooklyn Beckham è la ribellione di tutti i figli usati come contenuti per i social dai genitori

Il drama Beckham non è solo l’ennesima celebrity saga da consumare tra un tiktok e un reel. Riguarda qualcosa di più profondo: cosa succede quando i bambini figli di una famiglia brand diventano grandi e provano ad allontanarsi da ciò che li ha resi famosi?

Su internet è in corso un’affannosa ricerca per scoprire di che marca sono gli occhiali da sole indossati da Macron a Davos

Gli aviator sfoggiati dal Presidente sono diventati allo stesso tempo meme e oggetto del desiderio: sono Louis Vuitton? Ray-Ban? Baijo?

Aphex Twin ha superato Taylor Swift per numero di ascoltatori mensili su YouTube Music

Merito soprattutto di una canzone, "QKThr", diventata una delle più usate come colonna sonora di video su YouTube.

Britney Spears si è chiesta «da dove ca**o salta fuori» la mela di Pistoletto in Stazione Centrale a Milano

L'ha scritto sotto la foto di uno sconosciuto che, senza alcun apparente motivo, Britney ha voluto postare sul suo profilo Instagram.

Il miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle, ha dovuto cambiare nome al suo megayacht dopo essersi accorto che leggendolo al contrario diceva “Im a nazi”

Peccato, perché Izanami, divinità madre del pantheon shintoista, era proprio un bel nome. Almeno, lo era se lotto da sinistra a destra.

Fino a quando, Fabrizio Corona, abuserai della nostra pazienza?

Il documentario Netflix a lui dedicato ha un solo, grande merito: svelare, anche se involontariamente, quanto poco di interessante ci sia ormai nel personaggio di Corona. Che, forse, così interessante non è mai stato.