Hanno firmato una lettera aperta per boicottare la manifestazione, chiedendo l’esclusione immediata di Israele.
Ma quanti film sta facendo Luca Guadagnino?
Negli ultimi mesi ci siamo ormai abituati a vedere il nome di Luca Guadagnino attaccato a qualsiasi nuovo progetto di Hollywood. E con qualsiasi intendiamo davvero qualsiasi: dopo il successo di Chiamami col tuo nome, negli Stati Uniti sembrano aver deciso che Guadagnino è il regista totipotente, quello che può girare qualsiasi film a prescindere da storia, genere, attori, ambientazione. Se ha (ri)fatto Suspiria, si saranno detti i produttori di Hollywood, può rifare anche Scarface. E infatti per un periodo Guadagnino era dato per certo come regista del remake di Scarface. Che, vale la pena ricordarlo, è un gangster movie, quanto di più lontano da tutto quello che il regista ha fatto fin qui.
Dal progetto Scarface Guadagnino alla fine si è tirato fuori, ma non certo per mancanza di voglia: è che pure la sua giornata è fatta di 24 ore, pure il suo anno conta 365 giorni e quindi nemmeno lui può fare davvero tutto. Quindi alla fine Guadagnino è stato costretto ad abbandonare un film per concentrarsi su gli altri circa dieci che gli restano. Per esempio: da Deadline abbiamo appreso oggi che in estate comincerà le riprese di After the Hunt, un thriller che avrà come protagonisti Julia Roberts e (pare, l’ufficialità ancora manca) Andrew Garfield. Fino a ieri, sembrava invece che il prossimo progetto di Guadagnino sarebbe stato l’adattamento di Camere separate di Pier Vittorio Tondelli (in questo caso l’attore protagonista è invece già scelto: sarà Josh O’Connor, che vedremo se anche in questo caso ci fornirà un nuovo esempio di quella bellezza zozza con la quale ormai lo identifichiamo).
Ma il Guadagnino-verse continua a espandersi, anche oltre il cinema. Durante l’ultima Mostra del cinema di Venezia, per esempio, era stato avvistato mentre chiacchierava con Jacob Elordi. Argomento della conversazione: un possibile casting di Elordi nella serie tv basata su Le schegge di Bret Easton Ellis, adattamento del quale Guadagnino è ovviamente il regista. Fresco del buon successo riscosso da Challengers, Guadagnino ha scelto di continuare il sodalizio con lo sceneggiatore Justin Kuritzkes affidando a lui anche la scrittura di Queer, altro adattamento letterario, trasposizione su schermo grande del romanzo omonimo di Wlliam S. Burroughs, protagonista Daniel Craig, che stando alle indiscrezioni fin qui circolate potrebbe essere presentato in anteprima a Venezia. Una persona normale a questo punto direbbe: può bastare così, per un po’ di tempo non prendo altri lavori. E invece, senza che nessuno glielo abbia nemmeno chiesto, Guadagnino ha pure finito di scrivere un sequel di Chiamami col tuo nome, una prosecuzione della storia dei personaggi di Timothée Chalamet e Armie Hammer (per quest’ultimo sarà difficile accettare la parte, visti i suoi trascorsi giudiziari e la reputazione distrutta). Ah, e poi: un adattamento del Signore delle mosche di William Golding. E vedremo domani che novità ci saranno, vale a dire quale nuovo film Guadagnino accetterà di dirigere.
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