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21:14 venerdì 21 agosto 2026
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.

Il Louvre ha un grossissimo problema: ci vanno troppe persone

28 Gennaio 2025

L’ha detto la stessa direttrice del museo, Laurence des Cars, la scorsa settimana: ormai visitare il Louvre è diventata una “fatica fisica”. Non che prima non lo fosse, e chi ha visitato il museo almeno una volta nella vita può confermarlo: ma ora a rendere estenuante una visita al Louvre non sono più le ore di cammino, dovute semplicemente alle dimensioni mastodontiche del museo e all’incredibile quantità di opere in esso contenuta. Ora, ci sono dei veri e propri problemi che, come stanno facendo notare tutti i visitatori, rendono le visite al museo stressanti e frustranti. Prima di tutto l’affollamento, che il museo ha dimostrato di non sapere gestire (soprattutto nella famosa sala della Gioconda): un affollamento che, come sottolineano i visitatori arrabbiati intervistati dal Guardian, non è affatto silenzioso: «sembra di essere in una piscina pubblica», dice una donna che visita regolarmente il Louvre da 40 anni e che dopo l’ultima volta, giura, non ci metterà più piede. Poi l’organizzazione delle sale, che in museo con 8 milioni di visitatori l’anno (ma pensato per accoglierne la metà, come si legge in questo articolo del Guardian) dovrebbe essere migliore: non si capisce dove bisogna andare né dove ci si trova e molte sale non sono numerate. L’attesa all’esterno, anche con un biglietto orario già acquistato online, può durare anche un’ora. Per uscire bisogna attraversare un’infilata di negozi che è praticamente un centro commerciale. E come se non bastasse la struttura, che non viene ristrutturata da decenni, inizia a presentare vari problemi proprio a livello di manutenzione, con tanto di infiltrazioni d’acqua, problemi di riscaldamento e attrezzature obsolete.

Martedì 28 gennaio Emmanuel Macron ha visitato il museo proprio per affrontare le preoccupazioni riguardanti lo stato di degrado dell’istituzione e ha annunciato un piano di modernizzazione che prevede investimenti significativi per migliorare le strutture, affrontare le problematiche di conservazione delle opere e migliorare l’esperienza dei visitatori. Macron ha anche annunciato che la Gioconda verrà spostata in una sala autonoma, tutta per lei, e per vederla si pagherà un biglietto a parte. Secondo il presidente francese questa e le altre scelte che rientrano nel piano pluriennale di investimenti per modernizzare il museo (tra le misure considerate, la possibilità di creare un secondo ingresso per gestire meglio l’afflusso di visitatori e migliorare le condizioni di visita) dovrebbero consentire l’accoglienza di «almeno 12 milioni di visitatori all’anno».

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