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18:16 lunedì 17 agosto 2026
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.

Cosa successe alla vera Lolita dopo aver ispirato Lolita

07 Settembre 2018

«Avevo forse fatto a Dolly quello che aveva fatto Frank Lasalle, un meccanico cinquantenne, all’undicenne Sally Horner nel 1948?». Queste le parole pronunciate da Humbert Humbert in uno dei suoi vani tentativi di autoassoluzione. Humbert credeva che quel che aveva imposto a Dolores non avesse nulla a che fare con le angherie cui Lasalle aveva sottoposto la sua piccola vittima; era convinto che lui e quel meccanico del New Jersey non avessero niente in comune. Il suo creatore, però, non la pensava così. Fu proprio al rapimento di Sally Horner, infatti, che Nabokov si ispirò per scrivere Lolita.

Chi era Sally Horner e cosa le accadde dopo essere diventata Lolita è raccontato da Sarah Weinman nel libro The Real Lolita, di cui è presente un estratto su The Cut. Raccontare cosa avvenne in quei due anni trascorsi in giro per l’America sarebbe inutile: chiunque abbia letto Lolita sa com’è andata. Il romanzo non si allontana mai dalla realtà, la sublima senza mai tradirla. Almeno fino all’ultimo capitolo. È proprio nel finale che Sally Horner smette di essere Lolita, per intraprendere una strada diversa. La conclusione della storia di Sally non è sfaccettatta come quella del suo alter ego, la sua vita si concluse in modo tragicamente banale.

Sally Horner nel 1948

Una volta salvata dalle grinfie del suo aguzzino, ci si aspettò che Sally, semplicemente, tornasse a essere una ragazzina come tutte le altre. In famiglia il rapimento era un argomento tabù, non ci fu alcun terapista che l’aiutasse a superare il trauma né qualcuno che le chiedesse come stava. Non le fu concessa neppure qualche settimana di vacanza, il tempo di scendere dall’auto dell’Fbi e Sally dovette tornare a scuola, a scontare la colpa di essere stata troppo ingenua subendo il biasimo di tutti quelli per cui ormai non era altro che una puttana.

Se riuscì a superare l’anno scolastico fu solo grazie a Carol Starts, la vicina di banco sorda ai pettegolezzi, che in Sally non vide altro che una studentessa modello con cui era uno spasso andare a ballare. Ed è proprio ciò che fecero nell’ultima notte trascorsa insieme. Il weekend in cui Sally morì le due amiche si trovavano a Wilwood, paesino famoso all’epoca più per le discoteche che per la pulizia della spiaggia. Lì Sally conobbe John Baker, così bello da farle dimenticare le paure del passato. Così bello che Carol non ebbe niente da ridire quando la vide salire in macchina con lui per andare a visitare la città di Vineland. Non protestò perché non poteva immaginare che Sally sarebbe morta proprio su quella macchina, in un incidente d’auto, a soli quindici anni.

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