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07:14 domenica 11 gennaio 2026
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.

Come sono nati i migliori loghi mai disegnati

15 Maggio 2017

Sono loghi che tutti conosciamo, simboli celebri, incisivi, facilmente riconoscibili, però la storia di come sono nati è spesso poco nota. Per questo Creativebloq, un sito dedicato ad arte e design, ha deciso di raccontare le storie di come sono nati quelli che reputa i dieci migliori loghi del mondo. Come, per esempio, lo swoosh di Nike, la conchiglia di Shell, la mela di Apple, il simbolo della metropolitana di Londra, la croce della Croce Rossa, il gomitolo di woolmark e l’icona “I love NY”.

Nonostante il nome, Apple non ha sempre avuto una mela per logo: originariamente il suo simbolo era un disegno, tutt’altro che stilizzato, di Isaac Newton. Il rimando, indiretto, era alla mela caduta in testa grazie a cui il fisico avrebbe scoperto la forza di gravità. Nel giro di pochi anni Steve Jobs si rese conto che non poteva funzionare, e così commissionò un logo al designer Rob Janoff, che nel 1977 ideò la celebre mela con il segno di un morso. Inizialmente la mela di Janoff era colorata, con un pattern ad arcobaleno, ma divenne nera nel 1998. La storia dello swoosh è forse la più nota: inventato da una studentessa di Portland, Carolyn Davidson, nel 1971, che per l’occasione fu pagata 35 dollari. Inizialmente non convinse più di tanto il fondatore Phil Knight, che poi ovviamente si dovette ricredere: infatti negli anni Ottanta regalò a Davidson alcune quote della compagnia, per ringraziarla. Più tardi la designer avrebbe raccontato di essersi ispirata alle ali della dea Nike, la divinità alata da cui la società prende il nome.

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Un’altra storia abbastanza conosciuta è quella del pluri-copiato “I love NY”, disegnato da Milton Glaser nel 1977 in un momento d’ispirazione durante un viaggio in taxi: Glaser aveva ricevuto una commissione dal dipartimento del commercio della città. Al contrario, le origini del simbolo della metropolitana di Londra non sono certe: sappiamo che il logo era quello di oggi già nel 1919, e da allora è diventato uno dei più apprezzati al mondo, tanto che David Lawrence ci ha dedicato un intero libro, A Logo for London. Lawrence ipotizza che il simbolo del 1919 sia stato ispirato a quello della London General Omnibus Company, un timone alato con una barra al centro.

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Shell, la celebre oil company, ha sempre avuto per simbolo una conchiglia (il nome, del resto, deriva dal fatto che il padre del fondatore, Marcus Samuel, era un piccolo commerciante che vendeva anche conchiglie): all’inizio del Novecento il simbolo della compagnia era una conchiglia, disegnata in modo piuttosto realistico, e in bianco e nero; dopo la Seconda guerra mondiale si decise di aggiungere i colori, giallo e rosso, che restano oggi, e da allora l’immagine continuò a diventare sempre più stilizzata. Tuttavia soltanto nel 1971 il designer francese Raymond Loewy trasformò il logo in quello che è oggi. Il logo di Woolmark, un gomitolo stilizzato con pattern geometrici, è stato creato nel 1963 da un designer italiano, Franco Grignani.

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