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01:27 venerdì 3 luglio 2026
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.
Dopo averci lavorato per vent’anni, un gruppo di donne di Londra è riuscito a creare il primo complesso residenziale per sole donne Si chiama New Ground, è uno spazio autogestito dalle 26 residenti, in cui gli uomini sono i benvenuti, a patto che a una certa ora tolgano il disturbo.
La Grecia sarà il primo Paese al mondo a usare satelliti e AI per prevenire gli incendi Il sistema sarà online entro la fine del 2026 e permetterà alle squadre di soccorso di scoprire e spegnere un incendio prima che diventi incontenibile.
Il Giappone ha deciso che il modo migliore per combattere l’overtourism è far pagare ai turisti il doppio per tutto Dal castello di Himeji ai bus di Kyoto, passando per onsen, musei e tasse di soggiorno, il Paese sta sperimentando ovunque un sistema di doppia tariffazione.
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.

Lo studio che spiega perché “preferiamo” i tweet senza ritwittare

15 Maggio 2014

Marcare un tweet come preferito, cliccando sulla stella in basso a destra. Per chi non fosse avvezzo ai 140 caratteri – ma a un altro celebre social network – l’operazione è simile al “mi piace” di Facebook: lo si fa per esprimere una preferenza, ma non così forte da portarci a ritwittare o condividere il tweet. Per capire meglio cosa ci sia alla base di questa scelta, alcuni ricercatori in Inghilterra e Germania le hanno dedicato uno studio.

Gli studiosi hanno individuato ed elencato una serie di motivazioni che giustificano il click: molte delle persone intervistate hanno dichiarato di “preferire” un tweet banalmente perché li ha divertiti, perché apprezzano la persona che lo ha scritto o perché ha suscitato in loro un’emozione. I più narcisisti scelgono la stella solo perché il tweet in questione parla di loro, mentre la maggior parte degli utenti consultati ha affermato di usare il preferito come un segnalibro, per poter poi ritrovare il messaggio. Infine, com’è ovvio, c’è anche chi il tasto lo preme per sbaglio.

Le ragioni per cui gli iscritti al social network scelgono di non ritwittare qualcosa che hanno apprezzato, ma solo di contrassegnarla in questo modo, sono soprattutto due: quello che hanno letto non gli è sembrato così interessante da ripostarlo sul loro profilo, oppure il gesto di ritwittare gli appare troppo “pubblico”. La ricerca, però, non ha considerato i cosiddetti “hate-fav”, ossia le preferenze che in realtà celano l’intento di screditare un altro utente.

(via)

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