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16:49 mercoledì 21 gennaio 2026
È stato indetto in Italia il primo sciopero generale dei meme per protestare contro un mondo ormai troppo assurdo anche per i meme Un giorno intero senza meme, perché a cosa servono questi in una realtà che è diventata più estrema pure della sua caricatura?
Michelangelo Pistoletto ha risposto a Britney Spears con un post Instagram, invitandola a Biella Qualche giorno fa la popstar aveva postato un'immagine della sua famosa Mela Reintegrata in Stazione Centrale a Milano, chiedendosi da dove saltasse fuori.
Il regime iraniano sta facendo causa e confiscando i beni di tutte le celebrity che hanno sostenuto le proteste Attori, sportivi, imprenditori, figure pubbliche in generale: il regime sta punendo chiunque si sia espresso a favore dei manifestanti.
Su internet è in corso un’affannosa ricerca per scoprire di che marca sono gli occhiali da sole indossati da Macron a Davos Gli aviator sfoggiati dal Presidente sono diventati allo stesso tempo meme e oggetto del desiderio: sono Louis Vuitton? Ray-Ban? Baijo?
I monaci benedettini tedeschi sono stati costretti a vendere il più antico birrificio del mondo perché anche in Germania si beve sempre meno birra In attività da 975 anni, il birrificio Weltenburger vive una crisi talmente profonda da aver costretto i monaci benedettini a metterlo in vendita.
Aphex Twin ha superato Taylor Swift per numero di ascoltatori mensili su YouTube Music Merito soprattutto di una canzone, "QKThr", diventata una delle più usate come colonna sonora di video su YouTube.
C’è un sito in cui si possono leggere e scaricare centinaia di fanzine punk italiane degli anni ’80 Si chiama FanziNet e lo cura Paolo Palmacci, che da anni si dedica a questo progetto di recupero della memoria underground italiana.
Jonathan Ross, l’agente dell’ICE che ha ucciso Renee Good, è diventato milionario grazie alle raccolte fondi in suo favore I militanti Maga hanno raccolto la cospicua cifra convinti che Ross non abbia fatto nulla di male e che la sua vittima fosse una terrorista.

Il nuovo livello record di CO2 nell’atmosfera

24 Novembre 2015

A poche settimane dall’inizio della Conferenza sul clima – confermata nonostante l’allarme terrorismo – il Mauna Loa Observatory (uno dei più importanti centri per la misurazione delle quantità di anidride carbonica presenti nell’atmosfera) in Hawaii è stato testimone di una svolta epocale nel campo degli studi atmosferici. Lo scorso 12 novembre il livello di parti per milione di anidride carbonica nell’atmosfera ha superato quota 400, quattro giorni fa era a 400.46, mentre ieri a 400.08. Il valore non è casuale, e la sua importanza è spiegata da una dichiarazione di Erika Podest della Nasa: «La concentrazione di CO2 non era mai stata così alta in milioni di anni. Così come mai prima d’ora era stato registrato questo aumento nel tasso di crescita dei ppm di anidride carbonica». Non è la prima volta che il Mauna Loa registra livelli del genere, a dire il vero, ma negli anni scorsi si è sempre trattato di momenti di picco relativamente brevi, mentre nel 2015 si è scesi sotto i 400 ppm solo per un brevissimo lasso temporale, subito dopo l’estate.

Germany Counts Its Trees

The Atlantic ha scritto che secondo uno dei più rispettati climatologi al mondo, Ralph Keeling, l’11 novembre potrebbe essere stato l’ultimo giorno in cui il livello di ppm è stato inferiore a 400 nella storia del pianeta. Insomma, quella appena iniziata sarebbe una nuova era. A Keeling è attribuibile la Curva di Keeling, un grafico che registra e mostra, in serie, i livelli di CO2 nell’atmosfera dal 1958. Proprio in relazione alla forma di quella curva il dato attuale assume più rilevanza. I valori più alti infatti dovrebbero rilevarsi tra maggio e settembre, quando l’attività delle piante nell’emisfero nord aumenta. Dopo settembre invece, i livelli dovrebbero scendere anche di 2,3 punti. Una delle spiegazioni dell’aumento è la forte attività di El Niño, un fenomeno climatico che ogni 5 anni, a causa dell’interazione tra oceano e atmosfera, porta alla siccità le foreste, provoca inondazioni e diverse perturbazioni sull’Oceano Pacifico. Ma anche l’eventuale frenata di El Niño non sarà necessaria, secondo Keeling, ad abbattere il muro dei 400 ppm, a causa dell’aumento nel consumo di combustibili.

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