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I dazi turistici sono l’ultimo fronte nella guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa Mentre Trump impone agli stranieri una maxi tassa per l'ingresso ai parchi nazionali, il Louvre alza il prezzo del biglietto per gli "extracomunitari".
Papa Leone XIV ha benedetto un rave party in Slovacchia in cui a fare da dj c’era un prete portoghese Il tutto per festeggiare il 75esimo compleanno dell'Arcivescovo Bernard Bober di Kosice.
I distributori indipendenti americani riporteranno al cinema i film che non ha visto nessuno a causa del Covid Titoli molto amati da critici e cinefili – tra cui uno di Sean Baker e uno di Kelly Reichardt – torneranno in sala per riprendersi quello che il Covid ha tolto.
La presidente della Tanzania Samia Suluhu Hassan ha nominato il nuovo governo e ha fatto ministri tutti i membri della sua famiglia In un colpo solo ha sistemato due figlie, un nipote, un genero, un cognato e pure un carissimo amico di famiglia.
Sally Rooney ha detto che i suoi libri potrebbero essere vietati in tutto il Regno Unito a causa del suo sostegno a Palestine Action E potrebbe addirittura essere costretta a ritirare dal commercio i suoi libri attualmente in vendita.
In Francia è scoppiato un nuovo, inquietante caso di “sottomissione chimica” simile a quello di Gisèle Pelicot Un funzionario del ministero della Cultura ha drogato centinaia di donne durante colloqui di lavoro per poi costringerle a urinare in pubblico.
Dopo quasi 10 anni di attesa finalmente possiamo vedere le prime immagini di Dead Man’s Wire, il nuovo film di Gus Van Sant Presentato all'ultima Mostra del cinema di Venezia, è il film che segna il ritorno alla regia di Van Sant dopo una pausa lunga 7 anni.
Un esperimento sulla metro di Milano ha dimostrato che le persone sono più disponibili a cedere il posto agli anziani se nel vagone è presente un uomo vestito da Batman Non è uno scherzo ma una vera ricerca dell'Università Cattolica, le cui conclusioni sono già state ribattezzate "effetto Batman".

I cittadini di Lisbona vogliono un referendum per bloccare gli affitti brevi nelle zone residenziali

08 Novembre 2024

Ha raccolto più di 6600 firme di residenti a Lisbona la petizione lanciata da un gruppo di attivisti per il diritto alla casa per chiedere di indire un referendum vincolante sul divieto degli affitti brevi nelle zone residenziali della città. Anche Lisbona, da anni, soffre per via dell’overtourism e, come sta succedendo in molte altre città, sempre più residenti si attivano per trovare una soluzione ai tanti effetti negativi che il fenomeno ha sulla loro quotidianità.

La petizione verrà ora presentata ai funzionari locali e ha richiesto mesi di lavorazione: come ha spiegato al Guardian Raquel Antunes, membro del gruppo “Movimento per un referendum sull’edilizia abitativa”: «Gli affitti a breve termine occupano la maggior parte dello spazio abitativo nel centro storico di Lisbona. Dobbiamo mettere un freno a questa situazione». Gli attivisti sperano che la petizione sia il primo passo verso una risoluzione concreta del problema, che oggi affligge molte persone e non certo solo a Lisbona: oltre alle firme già citate, tutte di residenti, ce ne sono all’incirca altre 4400 di persone che da Lisbona sono andate via, spesso per via del caro affitti o, più in generale, dell’aumento spropositato del costo della vita.

Quello che gli attivisti hanno fatto notare, infatti, è che in una città come Lisbona il costo delle abitazioni ha superato da anni, e di gran lunga, la media degli stipendi: ciò significa, nella pratica, che le persone che ci vivono stanzialmente non possono permettersi di avere una casa stabile, né in affitto né di proprietà. In molti, poi, hanno lamentato la perdita del senso di comunità nelle zone che abitano: spesso nei palazzi dove ci sono i B&B c’è un continuo andirivieni, che contribuisce al senso di insicurezza e poca familiarità dei residenti. Una volta che i tribunali competenti avranno stabilito la costituzionalità della richiesta, il referendum di Lisbona potrebbe essere un primo esempio di come una città prova a risolvere concretamente l’impatto del turismo eccessivo. I cittadini, infatti, non vogliono “blindare” la propria città a chi viene da fuori, ma semplicemente preservare almeno le zone residenziali da tutti gli effetti negativi che il turismo comporta, a cominciare dall’aumento dei prezzi degli affitti a quello della vita.

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