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Gli influencer non potranno vedere L’Odissea in anteprima perché per Universal le loro recensioni rischiano di danneggiare il film A quanto pare, le recensioni degli influencer sono state un problema per Disclosure Day e Universal non vuole ripetere l'errore.
Senza neanche accorgersene, l’Italia ha compiuto uno dei più grandi sforzi di riforestazione di sempre ed è diventata ufficialmente una “nazione forestale” Per la prima volta dal Medioevo, sul territorio ci sono più foreste che campi agricoli, dice l'Unione nazionale comuni comunità enti montani.
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.

C’è un progetto per lanciare 125 libri autopubblicati sulla Luna

29 Luglio 2021

Colonizzeremo anche la Luna? Ci abiteremo, costruiremo nuove abitazioni e nuove strade? Certo, anche se quella che negli anni Sessanta era la “corsa allo spazio” negli ultimi decenni si è via via consolidata come un ambito finalizzato allo sfruttamento economico, forse molti di noi potrebbero non aver smesso di immaginarsi in vacanza in lussuosissimi resort sulla superficie lunare (ci sono tanti progetti a riguardo, come la realizzazione di una struttura abitativa sulla Luna per accogliere gli astronauti attesi nel 2024 nell’ambito del programma Artemis). In ogni caso, quando ci andremo, se ci andremo, potremmo aver voglia di leggere. Proprio quest’anno, l’autrice Susan Kaye Quinn ha inventato “Writers on the Moon“, una capsula del tempo contenente una scheda SD digitale con 125 opere autopubblicate, romanzi e racconti, da spedire sulla Luna il prossimo dicembre.

Come racconta Literary Hub, “Writers on the Moon” è nato grazie al marito di Quinn, Kerry, che lavora all’Astrobotic, società che fornisce servizi di consegna nello spazio (parliamo di prodotti in ambito robotico specifici per le esplorazioni). Quinn ha quindi acquistato una capsula grazie ad Astrobotic, aprendo la possibilità a 125 scrittori di acquistare uno slot da 10 dollari (20 MB) sulla sua capsula per inviare il proprio manoscritto. Molti degli scrittori che hanno scelto di partecipare, continua Lithub, sono stati attratti dal progetto non solo per la sua novità, ma anche per il fatto di sapere che il loro lavoro potrebbe servire e deliziare le generazioni future. Madeline Freeman, una delle scrittrici indipendenti del progetto che ha inviato una propria rivisitazione in chiave futuristica de La Sirenetta, crede che la Luna sia un luogo particolarmente adatto per pubblicare le sue storie. «Nei miei libri, non importa di cosa parlino, tutto si riduce alla speranza e al fatto di essere uniti, perché siamo più forti di quanto lo siamo separati, e questo è il messaggio che voglio essere in grado di inviare al mondo, magari partendo da un altro pianeta», o da un satellite.

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