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Quali sono i fotografi più controversi?

Si è conclusa pochi giorni fa (domenica 26 novembre, per l’esattezza), la mostra di Nan Goldin alla Triennale di Milano (ne avevamo scritto qui, quando aveva appena inaugurato al MoMA di New York). Per chi non l’avesse vista, The Ballad of Sexual Dependency consisteva nella proiezione di centinaia di fotografie scattate da Goldin ad amanti, amici e conoscenti intorno agli anni Settanta e Ottanta, a Boston, New York, Londra e Berlino, accompagnate da una colonna sonora di canzoni selezionate dall’artista. Immagini che sono diventate il documento di un’era e di uno sguardo, e che cambiano a seconda degli spettatori: tenere e commoventi per chi conosce già il lavoro e la storia della della fotografa, forti e pungenti per chi le vede per la prima volta. Potentissime, oggi come ieri. Ma possiamo ancora definirle “controverse”?

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«Cosa rende controversa una fotografia?», si chiedeva Dazed raggruppando i libri di fotografia “più controversi di sempre” e includendo tra questi anche la Ballad di Nan Goldin. «Droga? Sesso? Nudità?». Non solo e non per forza: sono anche il contesto e il sistema di valori racchiuso nello sguardo di chi osserva a conferire alle immagini il potere di provocare un certo shock. Detto ciò, esistono fotografi che più di altri sono stati in grado di andare a scavare là dove stavano sepolti i tabù  e portarli alla luce. Kohei Yoshiyuki, ad esempio, con le sue fotografie che catturano le attività notturne nei parchi di Tokio intorno agli anni Settanta o Mary Ellen Mark, che segue la vita di una prostituta tredicenne nelle trade di Seattle, anni Ottanta.

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Ikko Kagari, che nel suo Pervert Rush si appropria dello sguardo del pervertito e Momo Okabe, che in Dildo indaga la vita di tre amanti, tra chirurgia plastica e abitudini quotidiane.Philip-Lorca diCorcia creò scalpore anche per le modalità con cui realizzò il suo Hustlers (usando cioé i 45 mila dollari del National Endowment for the Arts ottenuto nel 1989 per pagare i giovani prostituti ritratti nel libro). Poi ci sono i casi più famosi: Larry Clark con Berlin, Sally Mann con il suo strano album di famiglia Immediate family, Madonna e Steven Meisel con il celebre Sex, Nobuyoshi Araki con Tokyo Lucky Hole.

Foto di Nan Goldin e Mary Ellen Mark

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