Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
Cosa rivelano le librerie delle celebrità che appaiono nelle videochiamate?
«Imbarazzanti, sorprendenti, notevoli»: così il New York Times ha definito le abitudini di lettura delle persone famose che, forse inavvertitamente, forse no, in queste ultime settimane di quarantena hanno incluso nell’inquadratura di una diretta o di una videochiamata le loro librerie, rivelando titoli inaspettati e ambiziose collezioni di volumi. L’articolo elenca per ogni personaggio famoso 2 o 3 libri, tra cui romanzi, saggi o raccolte, particolarmente emblematici e riconoscibili. Cate Blanchett, ad esempio, si distingue per la sua collezione completa dell’Oxford English Dictionary (20 volumi, quasi 22mila pagine), Moscow 1937 di Karl Schlögel e Postcapitalismo di Paul Mason (in Italia è uscito con Il Saggiatore), che ripercorre la storia del capitalismo e dei suoi critici – da Marx in avanti – tracciando una mappa delle sue attuali contraddizioni, in particolare fra l’abbondanza di informazioni gratuite e un sistema di monopoli, banche e governi che cerca di mantenere ogni bene scarso e commercializzabile.
Nella libreria di Anna Wintour si scorgono invece The Nix (pubblicato in italia da Rizzoli, nel 2017) di Nathan Hill, un complesso romanzo di satira sociale che collega gli anni Sessanta a Occupy Wall Street e Naming Names di Victor S. Navasky, ex editore di The Nation, vincitore di un National Book Award nel 1981. Andy Cohen si fa notare per un’ottima scelta, il bellissimo Una vita come tante di Hana Yanagihara (Sellerio), mentre può darsi che il principe Carlo abbia un particolare interesse per i libri che parlano di cavalli: alle sue spalle intravediamo Stubbs di Basil Taylor, una biografia del pittore del 18esimo secolo specializzato in ritratti di cavalli e di Dick Francis, un classico del thriller che ha molto a che fare con le corse, ovviamente di cavalli.
Il nuovo film di Anders Thomas Jensen è un oggetto stranissimo che riesce allo stesso tempo a far ridere e essere inquietante, trattando con leggerezza temi come identità e memoria. Ne abbiamo parlato con lui e con la sua musa, Mads Mikkelsen.
This Music May Contain Hope è l'album con cui l'artista compie il suo coming of age parlando di dolore, crescita, guarigione, della salvezza che ognuno ha il dovere di perseguire. Appena uscito, ha già suscitato l'entusiasmo della critica.
Perché ogni volta che annunciano un nuovo adattamento di uno dei sei romanzi dell’autrice inglese è certo che lo guarderemo, anche se sarà molto simile ai precedenti e racconterà una storia letta e riletta.
Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.