Hype ↓
16:05 domenica 26 luglio 2026
Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.
A causa del caldo estremo e della crisi climatica, in Europa c’è una nuova forma di siccità Secondo gli scienziati, questa nuova siccità non è più dovuta alle poche piogge ma alle temperature troppo elevate. E trovare dei rimedi è difficilissimo.
I proprietari di Myspace dicono che Myspace sta per tornare, un’altra volta Lo hanno annunciato Chris DeWolfe e Tim Vanderhook, gli stessi che però avevano annunciato la stessa cosa già nel 2013, con scarsi risultati.
Dei milionari inglesi hanno chiesto al loro governo di essere essere tassati di più «perché possiamo permetterci di pagare molto di più» Lo hanno fatto con una lettera, firmata Patriotic Millionaires, in cui propongono anche una tassa del 2 per cento sui patrimoni oltre i 10 milioni.
La BCE ha lanciato un “referendum” per decidere il design delle nuove banconote euro, e la scelta sostanzialmente è: uomini o uccelli? Preferite Maria Callas o il picchio muraiolo? Leonardo da Vinci o il gruccione? Bertha von Suttner o il martin pescatore? Avete tempo fino al 21 settembre per decidere.
Un contadino tedesco ha costruito un santuario per salvare dal macello i montoni gay che rifiutano di accoppiarsi con le pecore Lui si chiama Michael Stücke e il rifugio Rainbow Wool: dal 2023 a oggi hanno salvato decine e decine di animali.
Una delle candidate al titolo di borsa dell’estate è una falsa Birkin fatta di plastica ma che sembra fatta di gelatina Si chiama Firkin, contrazione di Fake e di Birkin, appunto. Non costa neanche pochissimo: si va dai 30 ai 100 euro.
È in corso un boom delle vendite di cd, ma la maggior parte di chi li compra non possiede un lettore cd E allora perché li compra? Non certo per ascoltare musica ma per collezionare un oggetto. Ed esibirlo sui social, ovviamente.

La Francia non è l’Italia, ma insieme sono l’Europa

Analogie e differenze fra Macron, che ha vinto il primo turno in Francia, e Renzi. Che visione hanno del futuro e perché il nemico è comune.

24 Aprile 2017

È partita la corsa a raccontare che Renzi non è Macron, che non si sa mai che alla fine questo vince e ci tocca ammettere che è vero che si può arrivare a governare essendo contemporaneamente progressisti e liberali, europeisti convinti, ma contro il vecchio establishment e la burocrazia asfissiante.

Certo che Renzi non è Macron, per il semplice fatto che la Francia non è l’Italia. Per il semplice fatto che, se come fanno notare in molti, è vero che l’affermazione di En Marche! sancisce la sconfitta dei partiti tradizionali, vedi quello socialista francese disintegrato nelle urne, è vero anche che in Italia dieci anni fa è nata una forza politica nuova, con l’obiettivo proprio di superare le famiglie ideologiche e gli schemi del secolo scorso, per riunire tutte le forze progressiste, liberali e democratiche. Almeno, così ci ha raccontato chi ha fondato il Partito democratico. Che poi il ceto politico proveniente dal vecchio partito comunista abbia cercato di rimandare indietro le lancette e di ritrasformare il Pd nella versione aggiornata dei Ds, fra l’altro con la complicità di cospicue fette del celebre establishment, è un’altra storia; l’arrivo di Matteo Renzi ha sancito il fallimento di quel progetto retrogrado e identitario e il ritorno alla vocazione originaria del Pd, quella di un movimento popolare capace di arrivare a governare il Paese, e di portarlo nella modernità attraverso il pragmatismo delle riforme.

Con tutte le difficoltà e le contraddizioni che questo comporta, e che conosce bene chi lavora tutti i giorni all’ardua impresa di provare a rinnovare le forme della politica. Sono certo che il particolare non sfugge a chi in queste ore giustamente celebra il coraggio di Emmanuel Macron, io fra questi, nel fondare un proprio movimento e superare il partito socialista: il Ps francese è un partito del ‘900, chi ha provato negli anni a proporre di cambiargli nome e prospettive ha preso la scossa. Il Pd no, nel ‘900 non esisteva. Capisco l’urgenza di chi vorrebbe buttare tutto a mare perché non in sintonia con Matteo Renzi o semplicemente per quel vecchio tic per cui son sempre meglio i riformisti coraggiosi degli altri. Ma le cose stanno così.

FRANCE2017-VOTE

Urgeva qualcosa di nuovo in Francia, e Macron l’ha capito e ci ha provato. Ma urgeva qualcosa di nuovo, come urge in Italia, perché urgono visioni e prospettive nuove, al di là delle sigle e delle modalità: il governo del mondo nuovo e globalizzato, un patto che superi il conflitto fra mondo produttivo e lavoratori, un rapporto nuovo fra pubblico e privato, fra istruzione e innovazione tecnologica, fra istituzioni e cittadini, fra merito e bisogno; l’idea, grande, che ce la si fa tutti insieme o non ce la si fa. E l’altra idea, altrettanto grande, che l’Europa è la più grande conquista politica e sociale degli ultimi 70 anni, che va difesa e rilanciata e non fatta morire per troppa burocrazia e distanza incolmabile dalle vite delle persone.

Sono queste le cose che accomunano Emmanuel Macron, Matteo Renzi e gli altri leader politici che portano avanti, con modalità e caratteristiche differenti, la loro stessa visione delle cose.

E la loro battaglia oggi è contro le Le Pen, i Grillo, i Salvini, i Putin, i Wilders e i Trump globali, quell’internazionale reazionaria che lucra sulle paure e scommette sulla fine del progresso. Il resto sono tecnicismi e distinguo per addetti ai lavori, per le ‘élite’, come le chiamano oggi in modo dispregiativo alcuni membri delle élite stesse un po’ annoiati e in cerca di casino per fortificare i propri alibi e riposizionarsi un po’.

Renzi non è Macron, l’Italia non è la Francia, che scoperta, ma insieme si candidano ad essere l’Europa del futuro. E attorno a questo chiedono consenso (altra cosa con cui gli ottimati e i riformisti da scrivania hanno poca familiarità). Vincono? Falliscono? Chi lo sa, tutto è ancora aperto e non scontato, secondo turno francese compreso. È la scommessa, o il coraggio, di chi decide di metterci la faccia e fare politica per davvero. Con buona pace di chi racconta che sia finita per sempre.

Articoli Suggeriti