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14:39 martedì 22 settembre 2026
Meta ha bloccato la promozione di un adattamento teatrale di Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf in quanto contenente “temi femministi” Il Teatre Raval di Barcellona ha condiviso la surreale conversazione avuta con Meta riguardo alla censura dei post sullo spettacolo: per risolvere la situazione, Meta ha consigliato di eliminare le «parole chiave», in modo che il testo non sembrasse «incoraggiare l'attivismo».
Il nuovo film di Francesco Sossai racconta la storia dei Serenissimi, gli svitati che occuparono piazza San Marco a Venezia con un carrarmato “artigianale” in nome dell’indipendentismo veneto Il film si intitola T, un omaggio al Tanko, il carro armato con cui i Serenissimi volevano liberare il Veneto, o almeno piazza San Marco, dall’invasore italiano.
Amanda Lear ha accusato Miley Cyrus di averle copiato una canzone e ha detto che sia i suoi fan che ChatGPT le stanno dando ragione Con gli hashtag #copycat e #ripoff, Lear ha spiegato su Instagram che Redlight di Miley è una scopiazzatura della sua The Sphinx.
Potremo vedere tutti i giorni tutto il giorno i discorsi di Trump sulla nuovissima Trump TV La diretta YouTube si trova nel sito della Casa Bianca e trasmetterà «i video più visti, i discorsi più importanti e i momenti salienti» di tutta l'amministrazione.
Un festival in California è stato cancellato perché la spiaggia su cui doveva tenersi non c’è più a causa dell’erosione costiera Le onde e le piogge portate dall'uragano Marie hanno ridotto talmente tanto lo spazio agibile che quello rimasto non bastava per palchi e pubblico.
Converse ha rimosso una campagna pubblicitaria perché accusata di fare espliciti riferimenti al Ku Klux Klan Una gonna bianca, un fascio di luce bianca che proietta a terra una stella, scarpe Converse tutto attorno. E poi accuse di razzismo e di istigazione alla violenza.
Il regime di al-Sisi in Egitto ha un nuovo nemico pubblico n. 1: il creatore di una pagina Facebook satirica ispirata a SpongeBob Il gruppo in due settimane ha guadagnato 1,8 milioni di follower, tra le altre cose ritraendo al-Sisi come l'insopportabile Mr. Krabs, il capo di SpongeBob.
Un gruppo di scienziati è sceso 20 mila leghe sotto i mari e ci ha trovato 200 mila fusti di scorie radioattive Tra il 1950 e il 1990 la Francia e altri Paesi europei hanno gettato rifiuti nucleari nell'Atlantico settentrionale. Tutti quei fusti di scorie sono ancora lì.

La lettera con cui il comandante dei curdi ha accettato l’aiuto della Siria

14 Ottobre 2019

«Con i loro 70 mila soldati, le Forze Democratiche Siriane (SDF) hanno combattuto contro l’estremismo jihadista, contro l’odio e l’oppressione delle donne dal 2015. E non hanno mai sparato un solo proiettile verso la Turchia». È con queste parole che si apre la lettera con cui il generale delle forze curde Mazloum Abdi ha chiesto l’aiuto della Russia e del Presidente siriano Bashar al-Assad per porre un freno all’invasione turca nel nordest della Siria dove, lo scorso 9 ottobre, ha avuto inizio l'”Operazione fonte della pace” contro le forze curdo-siriane delle Ypg (Unità di protezione popolare).

La decisione è giunta a seguito della scelta di Donald Trump di ritirare le truppe americane dalla zona, dopo cinque anni di guerra all’Isis combattuta insieme ai curdi. «Abbiamo sconfitto al Qaeda, sradicato lo stato islamico e, allo stesso tempo, abbiamo costruito un sistema di buon governo basato sul pluralismo e sulla diversità», si legge nella lettera. «Quando il mondo intero non ci ha supportato, il governo americano ci ha teso la propria mano. Su richiesta di Washington abbiamo deciso di ritirare le nostre truppe dalla zona di confine con la Turchia, distrutto le nostre fortificazioni difensive e ritirato i nostri combattenti più esperti. La Turchia non ci avrebbe mai attaccato fintanto che il governo degli Stati Uniti fosse rimasto fedele alla sua parola». Privi di una protezione internazionale, «ora siamo in piedi, ad affrontare le lame turche a petto nudo».

Per questo i curdi hanno così deciso di rivolgersi alla Russia e al regime di Assad che, «alla luce della minaccia esistenziale che l’attacco turco rappresenta per il nostro popolo», viene considerata l’unica possibilità per fronteggiare l’attacco. «I russi e il regime siriano hanno avanzato proposte che potrebbero salvare la vita a milioni di persone che vivono sotto la nostra protezione. Non ci fidiamo delle loro promesse (Assad è infatti stato responsabile di migliaia di morti nella guerra siriana, ndr.), ma a essere onesti, è difficile capire di chi potersi fidare», continua.

«Sappiamo che dovremmo scendere a compromessi dolorosi con Mosca e con Assad se decidessimo di allearci con loro. Ma se dobbiamo scegliere tra un compromesso e il genocidio della nostra gente, sicuramente sceglieremmo la vita del nostro popolo». A fronte del “tradimento” americano, «rimangono due domande da porsi. Come possiamo proteggere la nostra gente? E, soprattutto, gli Stati Uniti sono ancora nostri alleati?».

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