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15:16 giovedì 10 settembre 2026
Il crossover tra A24 e Dior sembra strano ma in realtà ha perfettamente senso sia per A24 che per Dior Per i prossimi due anni il brand diverrà main partner del Cherry Lane Theatre di New York, istituzione centenaria acquisita da A24 nel 2023
Il nuovo corto di Maison Margiela sembra il trailer di un film di Dario Argento Si chiama Anonymity e ricorda molto Suspiria, sia per alcune scene che per la colonna sonora che cita le musiche dei Goblin.
Mamdani ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle Quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l'aria sicura e accettabile. Ora sono consultabili online.
Per la prima volta un’AI ha progettato virus mai esistiti in natura e perfettamente replicabili in laboratorio Una scoperta potenzialmente molto utile per la medicina ma con dei lati inquietanti, per via delle possibili applicazioni dei virus come armi biologiche.
Presto potremo ascoltare l’ultimo brano inedito di Gino Paoli: l’avrebbe dovuto cantare con Ornella Vanoni Si chiama "Quando ti rivedrò", farà parte della nuova edizione di Appunti di un lungo viaggio, nel catalogo Sugar, e uscirà il 23 settembre nella notte tra i compleanni di Ornella Vanoni e Gino Paoli.
Il documentario di Paul Thomas Anderson sul concerto di Cameron Winter alla Carnegie Hall arriverà in streaming su Mubi Per il momento non c'è ancora una data d'uscita ufficiale, però. Sappiamo solo che il film lo potremo vedere nel 2027.
Siccome a Sandra Huller piacciono solo i ruoli difficili, nel suo prossimo film interpreterà un maschio, scrittore, morto di cancro al cervello Il film si chiama Arbeit und Struktur ed è ispirato al diario di Wolfgang Herrndorf, morto prematuramente a causa di un tumore al cervello.
In Polonia c’è stato un certo panico per una violazione dello spazio aereo da parte della Russia, ma poi si è scoperto che la colpa era di uno stormo di uccelli Un grosso stormo di uccelli, come hanno confermato gli stessi militari inviati sul luogo per accertarsi del fatti. Non è escluso che fossero uccelli russi.

Perché bisogna stare dalla parte dei curdi

Alcuni articoli per capire l’attacco della Turchia ai curdi, le sue premesse e le sue conseguenze.

di Studio
12 Ottobre 2019

Lo scorso 9 ottobre, la Turchia ha iniziato una massiccia offensiva militare, denominata “Operazione fonte della pace”,  nel nord-est della Siria occupato dalle forze curdo-siriane delle Ypg (Unità di protezione popolare). Nel 2014, dopo la caduta nelle mani dell’Isis di Falluja prima e di Mosul poi (in Iraq) e quella di Raqqa (in Siria), i curdi sono stati i primi ad opporsi all’avanzata degli estremisti religiosi. E lo hanno fatto nonostante la sostanziale inerzia della comunità internazionale, che solo dopo è intervenuta in loro sostegno e adesso li lascia in stallo nel bel mezzo di una situazione estremamente complicata. Ha fatto molto discutere la decisione di Donald Trump, che si è distinto in questi giorni per una serie di tweet ancora più abbacinanti del solito, di ritirare il contingente americano dalla Siria, una decisione che di fatto ha dato il via all’offensiva turca. I curdi, secondo molti analisti, sapevano che questo momento sarebbe arrivato e si trovano ora ad affrontare la grande contraddizione che da sempre li contraddistingue, come ha scritto Daniele Raineri sul Foglio, ovvero che «sono stati indispensabili per sconfiggere lo Stato islamico territoriale, ma Turchia e Siria non avrebbero mai tollerato la nascita di un Kurdistan siriano». Abbiamo scelto degli articoli da leggere per capire come si è arrivati a questo punto, cosa sta succedendo e cosa potrebbe succedere in futuro.

“Who are the Kurds?”Bbc News
Chi sono i curdi? Da dove vengono e perché non hanno un loro stato indipendente? Come si sono trovati in prima linea a combattere l’avanzata del Daesh? Perché la Turchia li considera dei terroristi? Che cosa vogliono i curdi siriani? I curdi iracheni otterranno mai l’indipendenza? Per chi vuole partire dall’inizio, Bbc fa un lungo riassunto per domande utile per orientarsi.

“In Syria, Trump Distills a Foreign Policy of Impulse, and Faces the Fallout”The New York Times
La decisione di Trump di ritirare le truppe rivela tutti i rischi del suo stile decisionale, così folle e confuso da risultare molto difficile da prevedere e interpretare. È da tanto che il presidente diceva di voler lasciare il Medio Oriente, ma le sue dichiarazioni non avevano persuaso neanche i suoi stessi sostenitori, convinti che qualcuno l’avrebbe fermato e che lui sarebbe rinsavito. Ora l’ha fatto davvero. Sul New York Times Peter Baker e Lara Jakes si interrogano sulle sue responsabilità e commentano i tweet assurdi degli ultimi giorni.

“Betrayal leaves a bitter taste: spurned Kurds flee Turkish onslaught”The Guardian
L’inviato del Guardian raccoglie le testimonianze dei curdi del Rojava all’indomani dell’annuncio della ritirata americana imposta da Trump. «Tutti i miei figli hanno combattuto per questa causa. Due di loro sono morti come martiri», racconta Rahima Osman, mentre per Hussein Rammo «Il tradimento ha il sapore più amaro di tutti. Ho sessantatré anni e non ho mai visto niente del genere. Prima c’era l’oppressione del regime e adesso ci hanno traditi. Forse è anche peggio».

“Bashar al-Assad is the real winner of Trump abandoning the Kurds in Syria”New Statesman
In questa column uscita su New Statesman, in cui si ricordano alleanze e passaggi cruciali della guerra siriana, si evidenzia come il vero trionfatore dell’offensiva turca nel Rojava, sia Bashir al-Assad, che sta vincendo praticamente senza combattere nel suo stesso territorio con l’aiuto insperato dei suoi vecchi nemici turchi.

“Some of the Most Noble People I’d Ever Met”Foreign Policy
Il 20 dicembre 2018, il giorno dopo che il presidente Trump aveva improvvisamente annunciato via Twitter che gli Stati Uniti si sarebbero ritirati dalla Siria, un gruppo di soldati americani era di pattuglia a Manbij, una città controllata dai curdi nella Siria settentrionale. Lara Seligman su Foreign Policy ha raccolto le loro testimonianze: «In quel momento ho capito che [i militanti delle forze curdo-siriane, nda] erano le persone più nobili che avessi mai conosciuto», ha raccontato uno di loro.

“Foreign Fighters Back Kurdish Militia in Syria in Fight Against Turkey”New York Times
Per molti occidentali che si sono arruolati nell’Ypg, l’ideologia di sinistra della cosiddetta Revoluzione Rojava ha costituito un forte richiamo, vista l’attenzione dedicata a democrazia, diritti delle donne, libertà di culto», scrive il New York Times in questo articolo del gennaio 2018, in cui si racconta perché tanti foreign fighter occidentali hanno deciso di appoggiare la causa curda.

“I curdi alla comunità internazionale: «Siete con noi o con l’Isis?»”il manifesto
Dalbr Jomma Issa è una comandante delle Ypj (Unità di protezione delle donne), e giovedì ha parlato alla Camera dei deputati a Roma. Si è rivolta all’Occidente, alla comunità internazionale, con un messaggio semplice ed esplicito: chi non sta con i curdi sta con l’Isis. La Turchia di Erdogan, dice, è un secondo Califfato.

“In Pictures: Civilians flee Turkey-Syria border”Al Jazeera
Le immagini pubblicate da Al Jazeera mostrano i civili in fuga da Tal Abyad: alcuni di loro hanno dichiarato che i combattenti curdi impediscono ai civili che sono ancora all’interno della città di allontanarsi. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha avvertito che decine di migliaia di persone nell’area colpita dall’offensiva turca sono gravemente a rischio. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà giovedì per discutere della situazione.

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