Nella scorsa primavera, un chatbot ha rivelato ai militari Usa che una nave cinese stava trasportando materiali per armi nucleari in Medio Oriente. Non era vero nulla.
Potremo vedere tutti i giorni tutto il giorno i discorsi di Trump sulla nuovissima Trump TV
La diretta YouTube si trova nel sito della Casa Bianca e trasmetterà «i video più visti, i discorsi più importanti e i momenti salienti» di tutta l'amministrazione.
Per regolarizzare e calendarizzare i post Truth di Donald Trump, la Casa Bianca ha presentato Trump TV, una diretta in streaming che andrà in onda tutti i giorni, tutto il giorno su YouTube. Sulla Trump TV sarà possibile «guardare i momenti più importanti dell’amministrazione Trump tutti in un unico posto» e raccoglierà «i video più visti, i discorsi più importanti e i momenti salienti» dell’amministrazione. Come scrive The Hill, non è ancora chiaro se Trump e la sua amministrazione trasmetteranno eventi in diretta sulla Trump TV. Il video di lancio mostra spezzoni di Breaking Bad, I Griffin, The Office e Il cavaliere oscuro con i personaggi intenti a guardare la TV, mentre in sottofondo risuona Video Killed the Radio Star dei Buggles e sullo schermo lampeggia la scritta Trump TV.
Il lancio arriva all’indomani del bando della Casa Bianca contro i giornalisti di CNN, Politico e MS Now, accusati di una copertura mediatica ostile nei confronti del Governo e del Presidente. Come riportato dalla stessa CNN, le testate escluse si sono rivolte a un giudice federale del Tribunale distrettuale di Washington, aprendo la strada a possibili udienze e contese legali con l’amministrazione già nel corso di questa settimana.
La causa legale presentata da Cnn, Ms Now e Politico si basa sul Primo Emendamento – che sancisce e garantisce la libertà di stampa oltre che di parola, religione e associazione – per riottenere l’accesso alla sala stampa di Washington.
Non è la prima volta che Trump prova a limitare la libertà di stampa negando l’accesso alla Casa Bianca ai giornalisti. Durante il primo mandato, al giornalista Jim Acosta (che all’epoca lavorava per la Cnn) e al corrispondente di PlayboyBrian Karem sono stati sospesi i tesserini stampa. Nel secondo mandato, all’Associated Press è stato negato l’accesso allo Studio Ovale e all’Air Force One, dando il via anche in questo caso a contenziosi.
In tutti i casi simili, i tribunali hanno quasi sempre dato ragione ai giornalisti sulla base del precedente del 1977.All’epoca, i servizi segreti revocarono il pass per la Casa Bianca a Robert Sherrill, reporter di The Nation ma i tribunali federali e la Corte D’appello di Washington lo ripristinarono stabilendo che «il diniego di un tesserino stampa della Casa Bianca viola il Primo Emendamento solo se si basa sul contenuto del discorso del giornalista o discrimina in altro modo una categoria di discorsi protetti», una cosa che, in nessun caso, si era verificata.