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18:15 giovedì 8 ottobre 2026
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower e guadagna un sacco di soldi Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre uguale e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.
L'ultimo brano di Dolly Parton sarà un duetto con gli U2 disponibile nel loro nuovo album L’album contiene 12 canzoni che esplorano «i temi della spiritualità, dell'amicizia, della libertà e della resistenza di fronte a forze oscure e minacciose». Tra le collaborazioni c'è ne è anche una con Rosalia.
Un’artista ha realizzato un film su Luigi Mangione fatto solo di soli post su Luigi Mangione Si chiama «Deny, Defend, Depose», dura trenta minuti e Stanya Kahn ha cominciato a raccoglierne il materiale la mattina stessa dell'omicidio di Brian Thompson, andando avanti per più di un anno.
Abbiamo scoperto che in Avengers: Doomsday c'è anche Sandra Hüller solo grazie a Reddit Marvel non l'ha mai annunciato, ma il profilo di una stuntwoman britannica e un commento su Reddit indicano che l'attrice di «Anatomia di una caduta» è nel cast del prossimo film degli Avengers.
La Norvegia è il primo Paese a vietare l’uso degli smart glasses negli spazi pubblici Niente smart glasses in parchi, spiagge, musei, centri commerciali, scuole, asili, strutture sanitarie, palestre ed eventi pubblici, così ha deciso il governo norvegese.
Quella volta in cui chiesero alla neo Premio Nobel Anne Carson che libri nuovi stesse leggendo e lei rispose che non legge libri nuovi ma solo «libri usciti nel 500 a.C.» E non a caso ha vinto il Nobel per la Letteratura (anche) per il modo in cui è riuscita a costruire «un dialogo giocoso con la tradizione classica».
Maricarmen Abascal è morta a 87 anni in una stanza d’ospedale. Ha passato gli ultimi sei anni della sua vita a lottare per non essere sfrattata dalla sua casa Ci era entrata nel 1956, con il padre e la madre, e aveva sempre pagato l'affitto. Quando le dissero che doveva andarsene, rispose che avrebbe lottato fino alla fine.

Un documentario presentato a Venezia rivela che Leni Riefensthal fu testimone del massacro degli ebrei

28 Agosto 2024

Apre oggi, e durerà fino al 7 settembre, la 81esima della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Ai film da tenere d’occhio (che avevamo elencato qui), si aggiunge il nuovo documentario sulla regista Leni Riefenstahl. Come ha raccontato il Guardian, si tratta di un’opera importantissima perché fornisce nuove informazioni sulla regista prediletta dei nazisti. Nonostante Riefenstahl abbia negato fino alla morte, avvenuta a 101 anni nel 2003, di essere al corrente di quello che stava combinando il suo amico Adolf Hitler, il film la accusa di essere stata una testimone diretta dei crimini nazisti e di aver molto probabilmente contribuito a uno di essi. Scritto e diretto da Andres Veiel, il documentario è il primo ad aver avuto pieno accesso all’intero archivio Riefenstahl.

Dal film emerge che la regista seguì Hitler in Polonia allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel settembre del 1939, dove assistette alle atrocità perpetrate a Końskie. Non solo: una lettera del 1952 trovata nella sua tenuta sembra rivelare che Riefenstahl sarebbe addirittura stata indirettamente responsabile di diverse morti: scritta da un ufficiale di grado inferiore al suo ex marito Peter Jacob, un maggiore dell’ala paramilitare del partito nazista, fa riferimento a un rapporto dell’esercito e afferma che Riefenstahl, «prima di girare una scena sul mercato», avrebbe richiesto che gli ebrei venissero «rimossi» da lì. Un’indicazione che si realizzò nel massacro degli ebrei polacchi presenti sul posto.

Il documentario attinge a circa 30 ore di registrazioni su cassetta di conversazioni telefoniche con vari ex nazisti che, tra le altre cose, rivelano quanto questi criminali se la siano passata benissimo dopo la guerra, conducendo vite agiate, spensierate e serene. Le registrazioni accompagnano alcune delle centinaia di ore di filmati casalinghi girati dal compagno di Riefenstahl, Horst Kettner, della vita domestica nella loro idilliaca villa sul lago a Pöcking, a sud-ovest di Monaco.

Il film racconta anche come la regista, nella seconda fase della sua vita, sia stata ammirata ed elogiata, in particolare dopo essere apparsa in un talk show notturno del 1976, insieme a un ex membro del movimento di resistenza antinazista dei lavoratori, Elfriede Kretschmer. Riefenstahl venne applaudita dopo aver parlato dello shock provato nel venire a conoscenza, solo dopo la guerra, delle atrocità commesse dai nazisti. E poi episodi nella vita di Riefenstahl che sottolineano il suo disprezzo per le persone le cui condizioni fisiche non erano all’altezza degli ideali nazisti di forza e bellezza che aveva sostenuto in film come Il trionfo della volontà. Willy Zielke, un celebre regista a cui aveva commissionato di girare il prologo del suo film Olympia, che documentava le Olimpiadi di Berlino del 1936, fu ricoverato in un reparto psichiatrico per esaurimento e psicosi alla fine del progetto. Successivamente fu sterilizzato forzatamente in linea con la legge nazista nel 1937. Nonostante fosse a conoscenza della sua situazione, Riefenstahl non fece nulla per evitare che succedesse.

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