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Nel Diavolo Veste Prada 2 c’era anche Sydney Sweeney ma la sua parte è stata tagliata per una “scelta creativa” Il cameo dell'attrice, che doveva apparire nei panni di sé stessa, è stato cancellato. E, secondo molti, in questa decisione c'entrano gli scandali e la politica.
La giunta militare del Myanmar ha messo al bando gli assorbenti perché convinta che i ribelli li usino per fasciarsi le ferite Secondo le organizzazioni umanitarie, i militari pensano davvero che gli assorbenti vengano usati così perché probabilmente non ne hanno mai visto uno.
Pedro Pascal ha fatto causa a un liquore perché si chiama Pedro Piscal Il liquore in questione è un pisco, la più popolare bevanda alcolica del Cile, paese Natale di Pascal.
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La Cnn ha scoperto una vera e propria “accademia dello stupro” su internet, ma nonostante la denuncia nessuno l’ha chiusa Il sito contiene migliaia di video e foto di violenze, oltre a consigli e tutorial su come eseguirle e nasconderle. Ma, a quanto pare, le autorità non possono chiuderlo a causa di un cavillo.
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La nuova campagna di Valentino è un omaggio al ’68, ma non a quel ’68 La campagna pre-fall 2026 (con protagonista il cantante Sombr) è ispirata a un anno molto particolare e sorprendente della lunga storia del brand.

Un documentario presentato a Venezia rivela che Leni Riefensthal fu testimone del massacro degli ebrei

28 Agosto 2024

Apre oggi, e durerà fino al 7 settembre, la 81esima della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Ai film da tenere d’occhio (che avevamo elencato qui), si aggiunge il nuovo documentario sulla regista Leni Riefenstahl. Come ha raccontato il Guardian, si tratta di un’opera importantissima perché fornisce nuove informazioni sulla regista prediletta dei nazisti. Nonostante Riefenstahl abbia negato fino alla morte, avvenuta a 101 anni nel 2003, di essere al corrente di quello che stava combinando il suo amico Adolf Hitler, il film la accusa di essere stata una testimone diretta dei crimini nazisti e di aver molto probabilmente contribuito a uno di essi. Scritto e diretto da Andres Veiel, il documentario è il primo ad aver avuto pieno accesso all’intero archivio Riefenstahl.

Dal film emerge che la regista seguì Hitler in Polonia allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel settembre del 1939, dove assistette alle atrocità perpetrate a Końskie. Non solo: una lettera del 1952 trovata nella sua tenuta sembra rivelare che Riefenstahl sarebbe addirittura stata indirettamente responsabile di diverse morti: scritta da un ufficiale di grado inferiore al suo ex marito Peter Jacob, un maggiore dell’ala paramilitare del partito nazista, fa riferimento a un rapporto dell’esercito e afferma che Riefenstahl, «prima di girare una scena sul mercato», avrebbe richiesto che gli ebrei venissero «rimossi» da lì. Un’indicazione che si realizzò nel massacro degli ebrei polacchi presenti sul posto.

Il documentario attinge a circa 30 ore di registrazioni su cassetta di conversazioni telefoniche con vari ex nazisti che, tra le altre cose, rivelano quanto questi criminali se la siano passata benissimo dopo la guerra, conducendo vite agiate, spensierate e serene. Le registrazioni accompagnano alcune delle centinaia di ore di filmati casalinghi girati dal compagno di Riefenstahl, Horst Kettner, della vita domestica nella loro idilliaca villa sul lago a Pöcking, a sud-ovest di Monaco.

Il film racconta anche come la regista, nella seconda fase della sua vita, sia stata ammirata ed elogiata, in particolare dopo essere apparsa in un talk show notturno del 1976, insieme a un ex membro del movimento di resistenza antinazista dei lavoratori, Elfriede Kretschmer. Riefenstahl venne applaudita dopo aver parlato dello shock provato nel venire a conoscenza, solo dopo la guerra, delle atrocità commesse dai nazisti. E poi episodi nella vita di Riefenstahl che sottolineano il suo disprezzo per le persone le cui condizioni fisiche non erano all’altezza degli ideali nazisti di forza e bellezza che aveva sostenuto in film come Il trionfo della volontà. Willy Zielke, un celebre regista a cui aveva commissionato di girare il prologo del suo film Olympia, che documentava le Olimpiadi di Berlino del 1936, fu ricoverato in un reparto psichiatrico per esaurimento e psicosi alla fine del progetto. Successivamente fu sterilizzato forzatamente in linea con la legge nazista nel 1937. Nonostante fosse a conoscenza della sua situazione, Riefenstahl non fece nulla per evitare che succedesse.

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