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23:55 venerdì 17 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Perché le persone non amano i leader troppo intelligenti

19 Gennaio 2018

Essere troppo intelligenti non aiuta. Almeno, non se si ha intenzione di intraprendere la carriera del leader politico o del dirigente. Una ricerca sulla leadership pubblicata nel numero di luglio 2017 dal Journal of Applied Psychology ha dimostrato che oltre a un certo livello il QI smette di aiutare e inizia a creare problemi. Certo, più i leader sono intelligenti, migliori sono di solito i risultati che ottengono. Ma sono i loro seguaci a pensarla diversamente: il leader con un intelletto stratosferico è ritenuto meno efficace perché meno comprensibile dai suoi. Le soluzioni che propone possono sembrare troppo complicate e chi cerca di comunicare con lui potrebbe trovare più difficile relazionarsi.

I ricercatori hanno esaminato 379 dirigenti aziendali maschili e femminili in 30 paesi, in settori che comprendevano attività bancaria, vendita al dettaglio e tecnologia. I dirigenti hanno fatto una serie di test di intelligenza e poi ciascuno è stato valutato in base allo stile di leadership e all’efficacia da una media di otto colleghi di lavoro. I risultati dimostrano che il QI è correlato positivamente con le valutazioni di efficacia del capo, ma solo fino a un certo punto. Le valutazioni sono state positive fino a un QI di circa 120 (superiore a circa l’80 percento degli impiegati). Ma superato il punteggio di 120 sono diminuite.

Scientific American ha chiesto a un professore di Management all’Università del Minnesota di commentare l’esperimento. «La cosa più interessante sarebbe capire quali sono gli atteggiamenti che portano a un minore apprezzamento dei leader con un QI molto alto». Secondo John Antonakis, autore principale dello studio e psicologo dell’Università di Losanna in Svizzera, un metodo efficace potrebbe essere usare l’intelligenza per generare metafore creative che convincano e ispirino gli altri, «come ha fatto l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Penso che l’unico modo in cui una persona intelligente possa segnalare la propria intelligenza in modo appropriato, continuando a mantenere una connessione con la gente», ha detto Antonakis, «è esprimersi in modo carismatico».

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