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15:15 venerdì 17 aprile 2026
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non il film, il videogioco Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.
In Germania hanno lanciato un motore di ricerca che serve a scoprire se i propri parenti erano dei nazisti Lo ha realizzato il Die Zeit in collaborazione con l'Archivio federale nazionale: contiene 10,2 di tessere di iscritti al Partito nazionalsocialista.
Sembra che Zohran Mamdani e Rama Duwaji non parteciperanno al Met Gala di Anna Wintour pagato da Jeff Bezos Secondo le prime indiscrezioni, Mamdani e consorte avrebbero rifiutato l'invito all'evento perché finanziato dal miliardario.
Il governo di Pedro Sánchez rischia di cadere per colpa di Guernica di Picasso Tutto inizia con la richiesta del governo della comunità autonoma dei Paesi Baschi di portare l'opera a Bilbao. Richiesta negata dall'esecutivo Sánchez.
Cosa sappiamo del nuovo film di Sean Baker, a parte che si intitolerà Ti amo! e che sarà molto, molto italiano Il titolo scelto dal regista è di Anora per il nuovo film è Ti amo!, con il punto esclamativo. Secondo le indiscrezioni, potrebbe venire a girarlo in Italia.

Le ragioni della rimonta di Corbyn, secondo il Guardian

09 Giugno 2017

Il fallimento della scommessa di Theresa May e la rimonta di Corbyn, che fa guadagnare al Partito laburista 30 seggi rispetto alle passate elezioni; un Parlamento in stallo, senza una maggioranza precisa. Questo è, in estrema sintesi, il risultato delle elezioni inglesi dell’otto giugno. Il quotidiano inglese ha evidenziato quali sono state le ragioni che hanno portato a un esito così difficilmente prevedibile solo qualche settimana fa.

Le prime due, secondo l’analisi di Zoe Williams, sono il manifesto e la campagna di Corbyn: con il primo, e in particolare sul tema dell’istruzione pubblica, il candidato laburista è riuscito a far convergere una larga ma coerente massa di elettori; mentre con la seconda è riuscito a convogliare su di sé convinzione ed entusiasmo, sentimenti del tutto spariti dalla politica inglese.

Un altro elemento da sottolineare è l’importanza dei giovani: non si tratta dice il Guardian soltanto dei costi dell’istruzione, ma anche di Brexit, crisi degli alloggi e in generale di tutta una serie di questioni che hanno evidenziato una vicinanza dei conservatori alla difesa dello status quo e degli interessi acquisiti. Un milione di elettori tra 18 e i 34 si sono registrati per votare da quando le elezioni sono state indette.

Un aspetto fondamentale è stata poi la capacità di riunire intorno a Corbyn una moltitudine di correnti della sinistra; solitamente divise, sono riuscite questa volta a lavorare per un obiettivo comune: dai Verdi, che hanno ufficialmente negoziato un accordo con il Labour ad altri, Women’s Equality party o il National Health Action party, che seppure non ufficialmente, hanno di fatto appoggiato la candidatura e lavorato per.

L’ultimo punto evidenziato dal Guardian è il ruolo di internet e dei social media, che per la prima volta, secondo il quotidiano inglese si è rivelato utile per fare passare, oltre i tecnicismi e il politichese, i veri contenuti delle rispettive campagne. In questo i laburisti si sono dimostrati più bravi dei consevatori.

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