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11:10 lunedì 23 febbraio 2026
Un donatore anonimo ha dato al Comune di Osaka 20 kili di lingotti d’oro con la condizione che vengano usati esclusivamente per sistemare i fatiscenti tubi dell’acqua della città I lingotti valgono circa tre milioni e mezzo di euro, esattamente la cifra di cui il Comune aveva bisogno per completare le ristrutturazioni.
Per festeggiare il centenario della sua nascita, ad aprile uscirà un album inedito di John Coltrane Si tratta dei leggendari Tiberi Tapes, registrati tra il 1961 e il 1965, finora rimasti inediti e custoditi in una collezione privata.
Il video di Robert Kennedy Jr. e Kid Rock che prima fanno palestra, poi vanno in sauna, infine bevono del latte ha lasciato interdetti persino i trumpiani Nelle loro intenzioni, il video voleva essere un invito ad adottare uno stile di vita sano. A giudicare dalle reazioni, il messaggio non è passato granché.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha fatto una cover dei Massive Attack per la colonna sonora del film di Peaky Blinders E non solo: per il film, che uscirà nelle sale il 3 marzo e sarà su Netflix a partire dal 20, ha scritto anche due canzoni inedite.
Il primo film di Joachim Trier si trova su YouTube ed è un video di lui da ragazzo che fa skate con gli amici A 16 anni il regista di The Worst Person in the World e di Sentimental Value era un quasi professionista dello skate.
Abbiamo tutti il cuore spezzato per la storia di Punch, il cucciolo di macaco abbandonato da sua madre e scacciato dal suo branco Lui e il suo orango peluche sono diventati gli animali più famosi e amati di internet, con milioni di persone che negli ultimi giorni hanno condiviso l'hashtag #HangInTherePunch.
La paura di essere sostituiti dall’AI è ufficialmente una malattia e adesso ha anche un nome, “disfunzione da sostituzione dell’AI” I sintomi possono essere ansia, insonnia, paranoia, perdita di identità e possono manifestarsi anche in assenza di altri disturbi psichiatrici.
L’esposto che ha portato all’arresto del principe Andrea lo ha fatto un gruppo di attivisti che vuole abolire la monarchia inglese Il presidente del gruppo, Graham Smith, ha presentato la denuncia il 9 febbraio. Dieci giorni dopo, l'ex principe è stato arrestato.

Gender Gap

Solo il 13% degli autori di Wikipedia è di sesso femminile. Come salvare l'enciclopedia dall'élite di utenti maschi, bianchi e ricchi che la domina?

19 Marzo 2013

Il 15 gennaio 2001 Jimmy Wales fondò Wikipedia con il folle progetto di creare un’enciclopedia online in grado di rifiutare la carta e fare della virtualità il suo maggiore punto di forza: riposando in qualche server remoto, l’opera conta sul lavoro volontario e gratuito di migliaia di persone (utenti-editor) che possono scrivere, aggiornare, modificare, eliminare e ampliare lemmi a piacimento, senza essere costretti ad aspettare l’uscita di una nuova edizione cartacea per fissare il mondo su carta. Wikipedia è in continuo movimento, può inseguire la realtà mutando in pochi secondi: sta tutto ai suoi autori.

E qui sta il problema: per un’«enciclopedia libera» è necessario dotarsi dei migliori editor e fact-checker a cui spetta il compito di essere neutrali e obiettivi. Ma chi sono queste persone, le penne di Wikipedia? Nel 2010 la Wikimedia Foundation – la società non-profit a cui fa capo il sito – ha pubblicato uno studio sui suoi utenti (.Pdf) scoprendo che solo il 13% dei suoi “collaboratori” è di sesso femminile. Un dato in parte prevedibile, visto che in molti angoli di web il gender gap è un problema molto sentito (dal caso-limite di 4Chan al più liberal e impegnato, ma spesso sessista, Reddit.com, passando per tutto l’universo gaming; per non dimenticare la 30esima regola del web: “there are no girls on the internet), ma molto grave per l’obiettività di Wikipedia.

Sarah Stierch ha lavorato per lo Smithsonian Institute in qualità di «Wikipedian-in-residence», ovvero come esperta dell’encilopedia online e dei suoi funzionamenti, e conosce bene la scarsa rivelanza dei temi femminili e di genere tra le pagine del sito. «Quando fai scrivere la storia del mondo al mondo stesso, ti ritrovi con Abraham Lincoln, George Washington, il Generale Custer, John F. Kennedy, forse Jackie O.», ha spiegato, «[E] a seguire Seinfeld, Justin Bieber, The Hunger Games e Lady Gaga. E basta. Tutto qui. Questa sembra essere la storia del mondo». Il caso di Seinfeld è esemplare secondo l’esperta: gli articoli sugli episodi della sit-com «sono alcuni dei migliori a disposizione. Non fraintendetemi: è un classico della televisione americana e lo adoro. Però poi ti cerchi informazioni su una delle più importanti studiose femministe del mondo e trovi uno stub (una bozza incompleta d’articolo, NdA)».

La situazione è tanto grave che nel gennaio del 2011 Sue Gardner, direttore esecutivo della fondazione Wikimedia, ha dato alla sua società una missione: aumentare la percentuale di utenti femminili del sito al 25% del totale. Il problema è che, come ha scritto il New York Times, lei e tutte le utenti dell’enciclopedia stanno «lottando contro le tradizioni del mondo informatico e un circolo di persone ossessivamente attento ai fatti che è dominato dai maschi e, pare, poco a suo agio con le donne».

Wikipedia non è solo una «festa della salsiccia», come l’ha definita il blog Historiann: è un’élite ricca, tendenzialmente bianca, del “primo mondo” – ovvero, guardando la Terra nella sua globalità, una minoranza.

Il tutto diventa ancora più complicato se si tiene conto delle minoranze etnico-religiose: da questo punto di vista Wikipedia dovrebbe essere il Paradiso in terra in fatto d’integrazione e pluralità, grazie alle edizioni 285 edizioni di cui è composta. È però nella sua versione principale, quella in inglese (che mentre scrivo consta di 4.187.194 articoli) il termometro della questione culturale della comunità online. Il sito ha una pagina tutta dedicata alla “Wikipedia bias” nella quale si scopre che l’utente-medio del sito è: «un uomo appassionato di tecnologia, con una buona formazione scolastica, che parla inglese (come lingua madre o no), d’età compresa tra i 15 e i 49 anni, proveniente da una nazione sviluppata, a maggioranza Cristiana, dell’emisfero occidentale, e tendenzialmente impegnato nel settore lavorativo dei “colletti bianchi”, oppure uno studente». Wikipedia non è solo una «festa della salsiccia» (sausage party, come l’ha definita il blog Historiann): è un’élite ricca, tendenzialmente bianca, del “primo mondo” – ovvero, guardando la Terra nella sua globalità, una minoranza. Ma una minoranza ricca e potente, in grado – è questa l’accusa – di imporre il suo punto di vista occidente-centrico su un portale che dovrebbe essere (è) aperto a tutti, libero, obiettivo.

In occasione del mese dedicato alla storia delle donne, gruppi di utenti si sono organizzati per editare, ampliare e modificare più articoli possibile, in modo da avvicinare la comunità ai vari generi, scrostando quella muffa da uomo bianco-caucasico-e-ricco che ne mina le fondamenta. I lavori si possono seguire anche su Twitter seguendo l’hashtage #tooFEW e sono ovviamente aperti a tutti (mica solo alle donne): tutti coloro che vogliono un’Enciclopedia davvero libera e attendibile per chiunque, non un mero catalogo di first world problem.

Immagine: uno dei tanti scherzi che si trovano in rete riguardo la scarsa presenza (specie agli alborti della rete) delle donne su Internet.

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