Hype ↓
18:53 martedì 24 febbraio 2026
Uscirà un film su Colazione da Tiffany e a interpretare Audrey Hepburn sarà Lily Collins La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.
Secondo un report dell’Onu, sono 606 i migranti morti nel Mediterraneo soltanto nei primi due mesi del 2026 Per l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni si tratta del peggior inizio di anno da quando si è iniziato a tenere traccia di queste tragedie.
Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.
C’è un sito che digitalizza vecchie musicassette trovate per caso in tutto il mondo Si chiama Intertapes e ogni musicassetta viene catalogata non solo per la musica o le registrazioni che contiene ma anche per la grafica e i colori.
La bandiera di One Piece è arrivata anche a Sanremo grazie a Tommaso Paradiso Il cantante è un fan sfegatato del manga di Eiichiro Oda e ha deciso di portarsi questa sua passione anche sul green carpet dell'Ariston.
Il Vaticano ha annunciato che le messe nella basilica di San Pietro avranno una traduzione simultanea in 60 lingue fatta dall’AI L'AI in questione si chiama Lara e verrà presentata in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della Basilica.
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.
Alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, Ilia Malinin si è esibito indossando dei jeans Balmain da 1100 dollari Il pezzo era abbinato a una felpa del rapper NF: nel suo insieme, il look sembrava suggerire una riflessione sulla salute mentale nello sport.

L’architettura del mondo

Notizie sulla mostra (in corso) che ispira uno dei panel di Studio in Triennale, tutto dedicato all'evoluzione dell'idea di infrastruttura.

20 Novembre 2012

Il panel dedicato alle infrastrutture che si svolgerà sabato 1 dicembre alle 11.30. muoverà le sue riflessioni dalla mostra tuttora allestita in Triennale dal titolo “L’architettura del mondo – Infrastrutture, mobilità, nuovi paesaggi”. Il titolo della mostra fa riferimento esplicito a quelle opere che, come strade, ferrovie, aeroporti, più contribuiscono a dar forma al mondo e ne permettono il funzionamento, e al loro rapporto con funzioni e abitudini che cambiano e con un ambiente sempre più in pericolo.

La mostra si compone di quattro sezioni di cui una, quella storica, rappresenterà un elemento di continuità del percorso e le altre tre, in successione, esporranno opere e progetti relativi a ciò che si produce al di fuori del nostro paese, a ciò che stato realizzato o è in corso d’opera in Italia e, infine, a ciò che inizia a presentarsi come un quadro geografico a scala globale al quale le nuove grandi infrastrutture si rapportano.

La sezione storica, che riguarderà il Novecento, presenterà opere note come i disegni di Le Corbusier per Algeri o Chandigarh, quelli di Saarinen per la stazione di Helsinki o di Poelzig per la diga di Klingerberg, ma anche casi che, ancora oggi, possono costituire un esempio per la capacità di creare spazio pubblico e valore ambientale, come il metro di Mosca, la sistemazione del lungofiume di Lubiana di Plecnik o il progetto architettonico di Rino Tami per l’inserimento ambientale dell’autostrada del Ticino.

Una sezione apposita riguarderà, poi, la grande ingegneria italiana così come si è fatta conoscere, in Italia e all’estero, tra gli anni ’50 e i ’70. La sezione dedicata ad opere recenti prodotte al di fuori del nostro paese si pone l’obiettivo di presentare un catalogo aggiornato di opere, suddivise per temi, alcune delle quali possono costituire un modello per chi come l’Italia deve recuperare un ritardo accumulato nel corso degli ultimi anni.

La sezione dedicata al panorama nazionale intende dar conto di quanto, pur con discontinuità e contraddizioni, è in corso d’opera o è da poco stato realizzato mettendo in luce, in particolare, alcune situazioni in cui il rapporto tra infrastrutture, architettura, arte, paesaggio, città, ha assunto un ruolo particolare sviluppando esiti interessanti e inediti come testimoniano i casi di Reggio Emilia, Napoli, Perugia, Venezia o le opere intraprese dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Cambia drasticamente la scala dello scenario nell’ultima sezione della mostra in cui oggetto dell’attenzione sono colossali opere a difesa delle sabbie o del vento, destinate all’approvvigionamento idrico o energetico ad una circolazione “globale”. Operazioni già da tempo in atto in Africa, in Cina o in Sud America, a Bering o a Panama e che hanno i loro precedenti nel Novecento, in operazioni storiche come quelle prefigurate dall’ Atlantropa di Herman Sörgel, che prevedeva l’abbassamento del livello del Mediterraneo a scopo agricolo e  energetico, o le operazioni intraprese nella Russia di Stalin o nell’America del New Deal.

All’interno del  percorso sarà, inoltre, possibile incontrare approfondimenti specifici come la presentazione in video di 45 report riguardanti altrettante città del mondo, presentati da giovani architetti e ricercatori che vivono e lavorano o hanno vissuto e studiato al di fuori del nostro paese pur essendo di formazione italiana e che racconteranno, dal loro punto di vista, le principali operazioni in atto. nel settore delle infrastrutture, nelle principali città del mondo. O come lo spazio dedicato al tema della permeabilità delle infrastrutture o alla nuova cartografia che rappresenta il loro estendersi a scala globale.

Per concludere, se il tema generale affrontato in questa mostra è quello delle infrastrutture, la questione vera che si intende porre all’attenzione dei visitatori è come una progettazione attenta, basata sulla qualità architettonica, sulla multi-funzionalità, sulla compatibilità ambientale,  possa attribuire a questi sempre più importanti protagonisti dello scenario mondiale, un valore aggiunto che non ha più solo a che vedere con le funzioni che ne  hanno determinato l’origine, ma con il miglioramento estetico, ambientale, sociale dei territori o delle città con cui entrano in contatto.

La mostra sarà visibile fino al 10 febbraio 2013 presso la Triennale di Milano, Viale Alemagna 6.

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