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Gli studenti francesi stanno facendo diventare virale quel video di Jean-Luc Godard che al Festival di Cannes del 1968 si rifiuta di parlare di cinema perché l’unica cosa che gli interessava erano le proteste di studenti e lavoratori Probabilmente è apparso anche nel vostro feed: è quello in cui Godard dice ai giornalisti «Noi vogliamo esprimere la solidarietà agli studenti e ai lavoratori, e voi venite a parlarmi di carrelli e primi piani!».
Un report dell’Onu dice che in Cisgiordania non ci sono mai stati così tanti atti di violenza dei coloni israeliani Nei primi quattro mesi del 2026 erano già 190 al mese, numeri che porterebbero a superare i duemila attacchi entro la fine dell'anno.
C’è un ragazzo inglese che da 7 anni recensisce panchine su Instagram Il suo profilo si chiama RateThisBench, raccoglie ormai più di 300 recensioni di panchine ed è anche il modo in cui ha conosciuto sua moglie.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha avvisato i cittadini dell’imminente arrivo del terremoto più forte di sempre, poi ha cancellato l’avviso e ha detto di essersi sbagliata A quanto pare, si è trattato di un gigantesco errore del sistema di allerta precoce, di solito affidabilissimo e precisissimo.
La Giornata nazionale della meraviglia e la Giornata nazionale del riciclo della carta hanno messo a dura prova la pazienza di Sergio Mattarella Dopo aver firmato una legge che istituisce l'una e l'altra, il Presidente della Repubblica ha invitato la politica a darsi una regolata perché queste giornate stanno «vertiginosamente aumentando».
I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
Di tutte le cose incredibili che succedono continuamente sul Monte Bianco, il fatto che la sua altezza aumenti (o diminuisca) ogni anno è la meno incredibile di tutte In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»

Non ci sono più i cattivi di una volta?

Da Euphoria a Big Little Lies passando per You: come cambia lo stereotipo del maschio violento nelle serie tv.

01 Agosto 2019

Uno studio riportato recentemente da Variety rileva che sempre più donne lavorano oggi nel mondo del cinema indipendente in ruoli di prim’ordine, ma anche che la strada per la parità è ancora lunga. Anche in tv abbiamo visto negli ultimi anni una presenza femminile sempre maggiore, un trend che, come riportava Deadline, è significativo almeno dal 2017. Si è parlato molto, poi, di come quest’allargamento e diversificazione dei ruoli si sia tradotto in nuove prospettive, personaggi e storie. E in effetti è vero: basta guardare a prodotti televisivi come Pose, Insecure, Killing Eve, Fleabag o Russian Doll per ritrovarci dentro protagoniste che prima non avremmo visto sul piccolo schermo o che sarebbero state raccontate in maniera decisamente diversa. Oppure basta pensare all’evoluzione della più vecchia Orange Is The New Black, che si è appena conclusa e che per molti critici ha contribuito a segnare un cambio di passo nella rappresentazione femminile e queer all’interno della serie tv. Ampliando i confini di quello che una volta era il teen drama, inoltre, molte autrici stanno lavorando per riscrivere i classici stereotipi del genere, come dimostrano i fortunati casi di Skam, scritto in Norvegia da Julie Andem e poi diventato un fenomeno internazionale (anche in Italia), Sex Education, creata da Laurie Nunn, e Derry Girls, ideato da Lisa McGee. In questi show, le ragazze e i ragazzi sono diversi da quelle cui i telefilm adolescenziali (non tutti, a dir la verità) ci avevano abituato. Le femmine, soprattutto, sono più libere, più cattive, più complesse: ma come sono, altrove, le loro controparti maschili?

Senza pretesa di fare statistiche, è curioso oggi guardare ai maschi attraverso il filtro della serialità televisiva, soprattutto se si parla di personaggi cattivi o moralmente dubbi. Perché molto sembra cambiato da quando abbiamo iniziato a parlare di età dell’oro della televisione, quando cioè tutti gli show più di successo avevano per protagonisti quasi esclusivamente uomini, spesso omicidi, traditori, assassini, eppure umani: I Soprano, Mad Men, The Wire, Breaking Bad, House Of Cards. Ma c’erano personaggi femminili bellissimi in quelle serie, si obietterà: ed è vero, c’erano personaggi bellissimi, sia uomini che donne, perché erano serie scritte egregiamente, punto. Il #MeToo ha giustamente concentrato l’attenzione su un certo tipo di mascolinità, quella del maschio abusante, e la tv cerca oggi di raccontarla come può, ma spesso i “nuovi” cattivi seriali mancano di complessità psicologica. Si prenda ad esempio Joe, il protagonista di You su Netflix interpretato da Penn Badgley, che come ha scritto qui su Studio Letizia Muratori è una sorta di novello american psycho ma «colto, cavaliere e tutore, con un retaggio di invidia sociale che lo sprona, entra e esce dagli appartamenti senza forzare serrature, perché siamo in una favola e non bisogna farsi tante domande». Quanto è ridicolo Joe, che è uno stalker ma anche un po’ romantico? E quanto è ancora più ridicolo il modo in cui la serie parla di stalking, costretta com’è dalla necessità della “denuncia sociale” e l’effetto-glamour dell’avere Dan di Gossip Girl come protagonista?

Se Joe è l’assassino mellifluo che You non riesce a raccontare, Nate Jacobs, uno dei protagonisti di Euphoria, è invece il male incarnato, tutto quello che ci potrebbe essere di sbagliato in un adolescente-maschio-bianco. Nella serie Hbo che ha fatto dell’essere (o del considerarsi) estrema il proprio marchio di fabbrica, Nate, interpretato dal bello ma non altrettanto bravo Jacob Elordi, è il poster boy del ragazzo americano popolare, muscoloso, arrogante, che considera la vita una guerra. Ha scoperto che suo padre si filma mentre fa sesso con giovani transessuali, e ha ritenuto questo bastasse per trasformarsi nella versione più orrorifica del genitore: Euphoria ce lo descrive come manipolatore, vendicativo, violento. Il che potrebbe funzionare, perché ce ne sono nella realtà di uomini così, ma la serie sembra fallire proprio quando costringe Nate dentro uno stereotipo talmente forzato da apparire grottesco. Vuole farci capire che Nate è ripugnante ma anche che ha dei sentimenti, eppure il risultato è tutt’altro che convincente. Lo ha scritto anche Allie Pape su Vulture che lo show creato da Sam Lavinson, che funziona bene sotto altri punti di vista, rischia di impantanarsi in vuoti cliché e il personaggio di Nate, per ora, si candida a essere il suo problema maggiore.

Va un po’ meglio, ma solo un po’, con Perry Wright di Big Little Lies, anche lui incarnazione da manuale del marito picchiatore, soprattutto perché Alexander Skarsgård è un attore di un altro livello. Ma il suo personaggio resta accennato, sfocato con sfondo oceano come piace a Jean-Marc Vallèe, e neanche Meryl Streep nella seconda stagione (che interpreta sua madre) riesce nell’impresa di dirci qualcosa di più su di lui. Forse perché su questo tipo di uomini c’è poco da capire, potrebbe azzardare qualcuno, oppure perché (per fortuna) il pubblico è oggi avido di altre rappresentazioni, oppure perché questa cosa qui di raccontare la mascolinità che abbiamo brandizzato come “tossica”, che ci interessa solo quando ci serve per definire cosa vorremmo cancellare dalla società, ancora non ci viene bene. Secondo una buffa legge del contrappasso, quella specifica prospettiva maschile sembra perciò oggi prigioniera di figure retoriche troppo semplicistiche, didascaliche, senza sfumature. C’è ancora tanto lavoro da fare, insomma. Magari con calma, come Don Draper insegna, mentre ci appassioniamo ad altre storie, mentre per chi cerca gli psicopatici veri ci sono sempre Mindhunter e Barry.

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