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05:50 mercoledì 1 aprile 2026
Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.

Alcuni fotografi hanno spiegato come realizzano i loro scatti usando Facetime o Zoom

04 Maggio 2020

Dalla cover story di The Cut con Chloë Sevigny protagonista di un servizio fotografico interamente scattato su Zoom, all’ultimo numero di Vogue Italia, con i contributi fotografici realizzati dai protagonisti stessi delle immagini, la pandemia ha accelerato lo sviluppo di un movimento che Instagram e i social avevano già avviato: sempre più spesso sono i soggetti stessi a raccontarsi, e sempre più spesso lo fanno nel loro ambiente naturale, a casa loro, utilizzando come sfondo set improvvisati o il proprio divano. Questo genere di immagini sta anche dando forma a un’estetica particolare, imperfetta, sfumata: spesso le immagini restituiscono le “turbolenze” della connessione. Atlas Obscura ha chiesto ad alcuni fotografi di spiegare come si realizza un servizio a distanza, evidenziando come questa strana situazione possa in realtà dare spazio a un nuovo modo, più intimo e creativo, di approcciare la fotografia. Il fotografo Shane Balkowitsch, ad esempio, specializzato nell’antica tecnica del collodio umido, ha voluto racchiudere in un’unica immagine tutti i movimenti della sua modella in collegamento su Zoom, attraverso un’esposizione di 60 secondi.

Ogni fotografo si è adattato in modo diverso. Bảo Ngô, ad esempio, ha scelto FaceTime. L’idea è arrivata durante una video chat con sua sorella, che mentre parlava era illuminata dalla luce di una lampada che cambiava colore. «Se ho un’illuminazione decente e un soggetto disponibile, potrebbe ancora esserci un modo per continuare a scattare fotografie. Il mio lavoro è molto ispirato al cinema», ha continuato, «quindi mi piace trovare ambientazioni interessanti». Per questo Ngô ha chiesto alla sua modella di passeggiare all’interno della sua casa cercando dei potenziali set da proporgli. Normalmente, per servizi fotografici di alto budget, uno stilista, un truccatore e un fotografo si preparerebbero per il lavoro a porte chiuse e il modello si presenterebbe solo per farsi scattare. Ma per questo servizio fotografico, Ngô e la sua modella hanno collaborato costantemente: dalla scelta del set a quella degli abiti e del make-up (che, ovviamente, la modella si è applicata da sola). Per scattare ritratti a distanza è fondamentale la collaborazione dei soggetti, e questo è forse il cambiamento più importante. «È uno dei servizi fotografici più intimi che abbia mai fatto e lo stiamo facendo tramite un computer», ha detto la fotografa di Broadway Jenny Anderson.

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