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23:31 giovedì 22 gennaio 2026
Cameron Winter dei Geese ha tenuto un concerto a sorpresa a un minuscolo evento di beneficenza per Gaza Si è esibito per 250 fortunati e ignari spettatori al Tv Eye di New York, presentandosi pure con un nome falso, Chet Chomsky.
La comunità scientifica è strabiliata da una mucca che ha imparato a usare una scopa per grattarsi La mucca si chiama Veronika, ha 13 anni, vive in Austria ed è il primo esemplare di bovino a dimostrare questa capacità con scientifica certezza.
Dopo quattro anni di silenzio, finalmente è uscita una nuova canzone degli Arctic Monkeys Fa parte dell'album benefico di War Child Records che uscirà a marzo e che, oltre a riunire band e artisti strepitosi, vanta la collaborazione di Jonathan Glazer.
Metà delle città più popolose del mondo sono a rischio siccità perché consumano più acqua di quanta ne abbiano L’analisi mostra livelli critici di stress idrico in molte metropoli. In Italia Roma, Napoli e l'intera Sicilia sono già in fascia rossa.
Sinners è diventato il film con più candidature agli Oscar di tutti i tempi Sono 16 le nomination per i vampiri di Ryan Coogler: mai così tante per un film nella quasi centenaria storia degli Academy Awards.
L’ultima sfilata di Jonathan Anderson per Dior è ispirata (anche) a Mk.Gee Il polistrumentista del New Jersey ha anche fornito la colonna sonora allo show, con due brani presi dal suo album del 2024, Two star & the Dream Police
Trump dice che a Davos sono tutti entusiasti del suo accordo sulla Groenlandia, ma in realtà a Davos nessuno sembra saperne niente Il Presidente sostiene di aver avuto tutto quello che chiedeva, ma per il momento i suoi colleghi sembrano non avere idea di cosa stia dicendo.
Una ragazza a Los Angeles ha fatto causa ai social per averle causato una “tossicodipendenza” dall’algoritmo K.G.M, 19 anni, sostiene che Instagram, TikTok, YouTube e Snapchat le abbiano causato gravi problemi e vuole chiamare a processo tutti i loro Ceo.

Alcuni fotografi hanno spiegato come realizzano i loro scatti usando Facetime o Zoom

04 Maggio 2020

Dalla cover story di The Cut con Chloë Sevigny protagonista di un servizio fotografico interamente scattato su Zoom, all’ultimo numero di Vogue Italia, con i contributi fotografici realizzati dai protagonisti stessi delle immagini, la pandemia ha accelerato lo sviluppo di un movimento che Instagram e i social avevano già avviato: sempre più spesso sono i soggetti stessi a raccontarsi, e sempre più spesso lo fanno nel loro ambiente naturale, a casa loro, utilizzando come sfondo set improvvisati o il proprio divano. Questo genere di immagini sta anche dando forma a un’estetica particolare, imperfetta, sfumata: spesso le immagini restituiscono le “turbolenze” della connessione. Atlas Obscura ha chiesto ad alcuni fotografi di spiegare come si realizza un servizio a distanza, evidenziando come questa strana situazione possa in realtà dare spazio a un nuovo modo, più intimo e creativo, di approcciare la fotografia. Il fotografo Shane Balkowitsch, ad esempio, specializzato nell’antica tecnica del collodio umido, ha voluto racchiudere in un’unica immagine tutti i movimenti della sua modella in collegamento su Zoom, attraverso un’esposizione di 60 secondi.

Ogni fotografo si è adattato in modo diverso. Bảo Ngô, ad esempio, ha scelto FaceTime. L’idea è arrivata durante una video chat con sua sorella, che mentre parlava era illuminata dalla luce di una lampada che cambiava colore. «Se ho un’illuminazione decente e un soggetto disponibile, potrebbe ancora esserci un modo per continuare a scattare fotografie. Il mio lavoro è molto ispirato al cinema», ha continuato, «quindi mi piace trovare ambientazioni interessanti». Per questo Ngô ha chiesto alla sua modella di passeggiare all’interno della sua casa cercando dei potenziali set da proporgli. Normalmente, per servizi fotografici di alto budget, uno stilista, un truccatore e un fotografo si preparerebbero per il lavoro a porte chiuse e il modello si presenterebbe solo per farsi scattare. Ma per questo servizio fotografico, Ngô e la sua modella hanno collaborato costantemente: dalla scelta del set a quella degli abiti e del make-up (che, ovviamente, la modella si è applicata da sola). Per scattare ritratti a distanza è fondamentale la collaborazione dei soggetti, e questo è forse il cambiamento più importante. «È uno dei servizi fotografici più intimi che abbia mai fatto e lo stiamo facendo tramite un computer», ha detto la fotografa di Broadway Jenny Anderson.

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